In un campo di accoglienza convivono persone con esigenze alimentari molto diverse: chi ha un’allergia grave, chi è celiaco, chi segue una dieta vegetariana o vegana, chi non può mangiare certi alimenti per motivi religiosi. Il Manuale di Cucina in Emergenza del DSEFIC-FIC (Dipartimento di Sicurezza Alimentare della Federazione Italiana Cuochi) dedica un intero capitolo a queste situazioni. Come scrive la curatrice Rossanina Del Santo: “chi sta in cucina non deve solo nutrire, ma far sentire amato chi sta vivendo un momento di grande criticità”.
Abbiamo allegato il manuale completo a questo articolo e alla pagina Area Download. Qui riassumiamo le regole operative principali.
Comunicare gli allergeni: un obbligo di legge
Il Regolamento UE 1169/2011 elenca 14 allergeni che devono essere indicati in forma scritta, in modo chiaro, prima che il pasto venga servito. Le informazioni possono essere riportate:
- sul menù esposto all’ingresso della sala mensa;
- su un apposito registro consultabile liberamente;
- su cartelli ben visibili nella zona di distribuzione.
Non è sufficiente affidarsi a un QR code o a un’app: chi non ha uno smartphone non può accedere all’informazione. In alternativa, si può esporre un cartello che riporta: “Per qualsiasi informazione su sostanze e allergeni è possibile consultare l’apposita documentazione che verrà fornita, a richiesta, dal personale in servizio.”
Come si prepara un pasto senza allergeni
La regola generale è evitare completamente l’ingestione dell’allergene. Per farlo:
- Si usano solo materie prime naturalmente prive dell’allergene.
- Le materie prime “sicure” si conservano in zone separate, chiaramente identificate, in contenitori chiusi.
- La preparazione avviene in una zona separata, con utensili dedicati (taglieri, pentole, mestoli, passini). Se la zona separata non è disponibile, si differenzia in tempi diversi, dando la precedenza alle preparazioni senza allergene.
- Il prodotto finito si conserva in contenitori etichettati a uso esclusivo e si trasporta in contenitori termici dedicati.
- In fase di somministrazione il pasto speciale si serve per primo, verificando sempre la corrispondenza fra pietanza e utente.
La celiachia merita un trattamento ancora più rigoroso
Per i celiaci la soglia di tolleranza al glutine è inferiore a 20 ppm: basta una contaminazione minima per provocare una reazione. Il manuale prescrive:
- un locale o una zona dedicata alla preparazione di pasti senza glutine, separata dal resto della cucina;
- utensili specifici e non promiscui: pentole, passini, scolapasta, taglieri, teglie;
- acqua e olio di cottura dedicati: non si può usare la stessa acqua in cui è stata cotta la pasta comune;
- pentole di foggia diversa da quelle usate per il glutine, per non confonderle;
- sale dedicato, perché il sale usato per salare la pasta convenzionale può essere contaminato;
- se la differenziazione è temporale, si inizia sempre dalle preparazioni senza glutine e si documenta tutto nel Manuale di Autocontrollo.
Per conservare oltre le 2 ore è previsto un ciclo di abbattimento della temperatura e successiva rigenerazione (sistema cook and chill), con monoporzioni sigillate.
Il semaforo alimentare
Il manuale introduce uno strumento grafico immediato per guidare gli operatori:
- Rosso — l’alimento non ci deve essere: presenza vietata.
- Arancione — attenzione alle prescrizioni: è ammesso solo in specifiche condizioni.
- Verde — l’alimento può essere presente senza problemi.
Le schede delle alimentazioni speciali (allergeni, celiachia, vegetariana, vegana, halal, kosher) utilizzano questi tre colori per riassumere a colpo d’occhio cosa usare e cosa evitare.
Le regole di igiene personale
Le stesse regole valgono per tutti, con maggiore rigore quando si preparano pasti speciali:
- capelli raccolti sotto il copricapo;
- divisa pulita, preferibilmente di colore chiaro;
- mani lavate spesso, soprattutto dopo ogni cambio lavorazione;
- ferite coperte con cerotti e guanti monouso;
- niente anelli, bracciali, orecchini;
- niente unghie lunghe o con smalto;
- non starnutire o tossire sul cibo;
- non fumare in cucina.
Cosa chiediamo ai volontari
Quando si entra in turno in una cucina da campo, arriva informato: leggere il capitolo sulle alimentazioni speciali del manuale DSEFIC-FIC aiuta a non improvvisare e a evitare errori con conseguenze sanitarie serie.
Per approfondire, scarica il manuale completo dall’allegato di questo articolo o dalla pagina Area Download.
Riferimenti
- Regolamento UE 1169/2011 (indicazione degli allergeni).
- Regolamento UE 828/2014 (dicitura “senza glutine”).
- Guida ABC dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia).
- Manuale di Cucina in Emergenza DSEFIC-FIC, cap. 4.




