Giovedì 15 gennaio 2026 la Giunta comunale di Genzano di Roma approva la delibera n. 3. Chiede alla Regione Lazio di riconoscere lo stato di calamità naturale per il maltempo del 5 e 6 gennaio. Secondo la delibera, le piogge hanno causato frane, smottamenti ed erosioni su tutto il territorio comunale.

Che cosa è successo il 5 e 6 gennaio

Lunedì 5 gennaio il bollettino del Centro funzionale della Regione Lazio dà allerta gialla sulla zona di Genzano. È la Zona F, Bacini Costieri Sud. Per martedì 6 prevede allerta arancione per criticità idraulica. Giallo vuol dire criticità ordinaria, arancione criticità moderata. Il bollettino registra anche, nelle 24 ore precedenti, piogge con quantitativi elevati sui bacini del Lazio.

La delibera parla di precipitazioni intense e persistenti, con frane, smottamenti, erosione del suolo e allagamenti. I danni riguardano edifici pubblici e privati, strade, reti tecnologiche, attività produttive e agricole, soprattutto nelle aree periferiche. Secondo la Giunta, il bilancio ordinario del Comune non basta ad affrontarli. Il quadro viene dalle relazioni tecniche preliminari degli uffici comunali, della Polizia Locale e delle strutture di protezione civile.

Che cosa chiede la Giunta

La richiesta si basa sull’articolo 15 della legge regionale del Lazio n. 2 del 2014. La legge chiede ai Comuni di inviarla entro dieci giorni dall’evento. Servono una descrizione dettagliata dei fatti e una stima di massima dei danni. La Giunta affida agli uffici comunali il compito di prepararle e inviarle.

La Giunta chiede anche risorse economiche alla Regione Lazio e alla Presidenza del Consiglio dei ministri. La delibera va alla Regione, alla Prefettura di Roma e agli altri enti interessati, ed è immediatamente eseguibile.

Come funziona lo stato di calamità

Lo stato di calamità regionale lo dichiara il Presidente della Regione, che ne fissa durata ed estensione. Se serve l’intervento dello Stato, il Presidente chiede lo stato di mobilitazione del Servizio nazionale o lo stato di emergenza. Lo stato di emergenza di rilievo nazionale lo delibera il Consiglio dei ministri (articolo 24 del Codice della protezione civile).

Per un pericolo immediato chiama il 112. Per i danni non urgenti rivolgiti al Comune.

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