Il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, in molte comunità italiane si accendono i falò rituali. Una tradizione antica, spesso legata alla benedizione degli animali e alla fine del periodo più freddo dell’inverno. Anche nei Castelli Romani, in paesi e frazioni, il fuoco di Sant’Antonio è parte viva della cultura popolare.

Come ogni tradizione che prevede fuoco all’aperto, richiede precauzioni serie. Anche a gennaio la vegetazione secca, il vento e l’umidità bassa possono trasformare un falò in un incendio esteso.

Perché prestare attenzione

Il falò di Sant’Antonio Abate non è un incendio boschivo estivo. Ma i fattori di rischio ci sono:

  • Vento forte di gennaio (tramontana) che trasporta faville a distanza.
  • Sterpaglie e foglie secche attorno ai terreni, combustibile immediato.
  • Vicinanza a case, fienili, depositi nelle frazioni rurali.
  • Dispersione del calore residuo per ore dopo lo spegnimento apparente.

Un falò mal gestito può diventare un incendio che richiede l’intervento dei Vigili del Fuoco.

Regole semplici per un falò sicuro

Per chi organizza un fuoco di Sant’Antonio, anche in un cortile privato o in un campo:

Prima di accendere

  • Verifica le regole locali: il regolamento comunale o l’ordinanza sindacale può prevedere condizioni o divieti stagionali. In caso di ordinanza di divieto, non si accende.
  • Scegli un luogo adeguato: lontano da case, fienili, siepi, linee elettriche, alberi secchi.
  • Controlla il meteo: niente falò con vento forte o con allerta meteo.
  • Prepara l’area: libera attorno al punto di accensione per almeno 10 metri da erba secca, rami, materiale infiammabile.
  • Tieni a portata: acqua, pala, estintore, telefono carico.

Durante

  • Non lasciare mai il fuoco incustodito, nemmeno per pochi minuti.
  • Mantieni la sorveglianza adulta costante: tieni i bambini a distanza di sicurezza.
  • Controlla le faville: se il vento aumenta o cambia direzione, sii pronto a spegnere.

Dopo

  • Spegni completamente con acqua abbondante, non solo con terra. Le braci nascoste sotto la cenere restano calde per ore.
  • Verifica la zona prima di andare via: nessun fumo, nessun calore residuo percepibile.
  • Controllo a distanza di ore: se possibile, torna a verificare durante la notte.

Cosa NON fare

  • Mai bruciare materiali plastici, vernici, gomme, pneumatici: sprigionano diossine e sostanze tossiche pericolose per la salute e l’ambiente.
  • Mai bruciare residui verdi se il regolamento comunale lo vieta (spesso è vietato per i mesi più caldi, ma verifica sempre).
  • Mai accendere vicino a strade trafficate: il fumo riduce la visibilità e può causare incidenti.
  • Mai usare liquidi infiammabili per accelerare la combustione: rischio di esplosione e ustioni gravi.

In caso di emergenza

Se il fuoco sfugge al controllo:

  • Chiama subito il 112 (Numero Unico Emergenze). La Centrale attiva i Vigili del Fuoco e, se necessario, le squadre AIB.
  • Allontana le persone dall’area e dalle eventuali strutture minacciate.
  • Non rischiare di spegnere un fuoco troppo esteso da solo: rientra in casa o allontanati.
  • Fornisci indicazioni precise al 112: indirizzo, accessi, presenza di bombole o materiali pericolosi nelle vicinanze.

La festa resta viva

La Protezione Civile non è contro le tradizioni. Il falò di Sant’Antonio Abate è un momento di comunità: poche regole semplici bastano a viverlo in sicurezza.

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