Domenica 25 gennaio 2026, intorno alle 12.30, a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, la collina si muove di nuovo. Si riattiva il fronte della frana del 1997, a ridosso della parte sud del centro abitato. Il Sindaco individua una zona rossa e ne dispone l’evacuazione. Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, il 27 gennaio le persone evacuate sono 1.500.

La seconda frana in nove giorni

Niscemi era già in difficoltà. Nelle prime ore di venerdì 16 gennaio una grande frana aveva colpito l’area a ridosso della parte occidentale del paese.

La frana del 25 gennaio è più grande. Compromette gran parte della viabilità locale e la stabilità di numerosi edifici, e interrompe i servizi essenziali. In tutto, secondo il Dipartimento, il fronte instabile corre per circa 4,7 chilometri lungo il margine del paese. Coinvolge il settore Sante Croci-Belvedere, l’area del torrente Benefizio e i versanti fra le strade provinciali 10 e 12. Il 26 gennaio il Dipartimento attiva l’Università di Firenze, suo centro di competenza, per i primi rilievi sul campo.

L’accoglienza

Per chi lascia casa è pronta un’area di accoglienza nel Palazzetto dello Sport «Pio La Torre». Secondo le cronache, da Palermo arrivano centinaia di brandine.

Al 27 gennaio, riferisce il Dipartimento, la maggior parte delle persone evacuate ha trovato posto da familiari. Al palazzetto ne sono ospitate circa 20. Sul posto lavorano numerose squadre dei Vigili del Fuoco e circa 60 volontari di organizzazioni locali di protezione civile. Le Forze dell’ordine fanno rispettare il divieto di accesso alla zona rossa.

Una frana che ha una storia

Il 12 ottobre 1997 una frana di circa 1,5 chilometri quadrati aveva colpito Niscemi. Nel quartiere Sante Croci edifici pubblici e privati erano stati distrutti o dichiarati inagibili. Due giorni dopo era stato dichiarato lo stato di emergenza.

Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, da quell’evento erano rimasti aperti due problemi. Il primo era il piano per demolire gli edifici dell’area di frana e indennizzare i proprietari. Il secondo era il consolidamento della frana. Nel maggio 2025 gli enti del territorio riferivano che il fronte di frana era ancora attivo. Secondo loro poteva minacciare anche case di altri quartieri.

Il caso di Niscemi mostra che una frana conosciuta può tornare a muoversi, anche dopo molti anni. Le aree a pericolosità di frana sono mappate. Nella pagina sul rischio idrogeologico trovi dove consultare le mappe per il tuo indirizzo. In caso di pericolo immediato chiama il 112.

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