Venerdì 13 febbraio 2026 è la Giornata mondiale della radio. L’hanno proclamata nel 2011 gli Stati membri dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Nel 2012 l’ha adottata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La data ricorda la nascita della Radio delle Nazioni Unite, il 13 febbraio 1946.

Una giornata e un tema

La proposta di una giornata dedicata alla radio era partita dall’Accademia spagnola della radio. Ogni anno l’UNESCO sceglie un tema insieme alle organizzazioni delle emittenti radiofoniche. Per il 2026 il tema è «AI is a tool, not a voice»: l’intelligenza artificiale è uno strumento, non una voce.

Dieci anni fa, nel 2016, il tema era proprio la radio nei momenti di emergenza e di disastro.

Perché la radio conta in un’emergenza

Secondo l’UNESCO, nelle emergenze la radio resta essenziale per avere informazioni affidabili. Un disastro può danneggiare le infrastrutture o togliere la corrente, e fermare altri sistemi di comunicazione come internet.

La campagna «Io non rischio» del Dipartimento della Protezione Civile consiglia un kit di emergenza con una radio a pile. Nel kit vanno anche, ad esempio, copia dei documenti, cassetta di pronto soccorso e torcia elettrica. Nella pagina sul kit di emergenza spieghiamo che cosa metterci e come adattarlo a bambini, anziani e animali.

Le reti radio dei soccorsi

La radio non serve solo ad ascoltare le notizie. Nella pagina Telecomunicazioni in emergenza spieghiamo perché le reti radio reggono quando il resto si ferma. Raccontiamo anche il ruolo dei radioamatori nel Servizio nazionale.

In emergenza il numero da chiamare resta il 112.

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