Venerdì 27 febbraio 2026 la Gazzetta Ufficiale n. 48 pubblica il decreto-legge n. 25, in vigore dallo stesso giorno. Riguarda il maltempo che dal 18 gennaio ha colpito Calabria, Sardegna e Sicilia, e la frana di Niscemi, in Sicilia. Contiene anche misure che valgono per tutto il sistema di protezione civile.

Gli aiuti per il maltempo iniziato il 18 gennaio

Per queste tre regioni il Consiglio dei ministri aveva dichiarato lo stato di emergenza il 26 gennaio, per dodici mesi. Il decreto autorizza 90 milioni di euro per il 2026 e 25 per il 2027. Per il 2027 se ne aggiungono altri 50. Servono per i danni ai beni dei privati e alle attività economiche e produttive. È una misura della legge di bilancio 2022, che il decreto estende a questi eventi.

Alcune famiglie e imprese avevano la casa o la sede in un immobile danneggiato e sgomberato perché inagibile. Per loro sono sospesi i versamenti di imposte e contributi in scadenza dal 18 gennaio al 30 aprile 2026. Si pagano in un’unica soluzione entro il 10 ottobre 2026, senza sanzioni né interessi.

Nei comuni colpiti i lavoratori dipendenti del settore privato che non hanno potuto lavorare ricevono un’integrazione al reddito. Vale al massimo fino al 30 aprile 2026. La paga l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS). I lavoratori autonomi costretti a fermarsi hanno un’indennità di 500 euro per ogni periodo di sospensione fino a quindici giorni. Il totale non può superare 3.000 euro.

Niscemi: un commissario e i contributi per spostarsi

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile diventa Commissario straordinario per l’area di Niscemi, senza compensi. Resta in carica fino al 31 dicembre 2027 e dispone di 150 milioni di euro per il 2026.

Entro sessanta giorni prepara i programmi d’intesa con il Presidente della Regione Siciliana, sentito il sindaco. Metà dei fondi, 75 milioni, serve a demolire gli edifici nell’area della frana e nella fascia di rispetto. La stessa somma copre anche un contributo ai proprietari degli edifici demoliti. L’altra metà finanzia interventi di prevenzione e di riduzione del rischio idraulico e idrogeologico.

Con il contributo i proprietari possono comprare un terreno già previsto dai piani urbanistici, oppure un immobile subito disponibile. Vale a Niscemi o nei comuni vicini.

Allarmi, radio e meteo

Per il rischio da precipitazioni intense il decreto prevede un’app dedicata, al posto di IT-alert sul canale cell broadcast. Le regole le fissa il Capo del Dipartimento con il Ministero delle imprese e del made in Italy. Prima sente il Garante per la protezione dei dati personali e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L’app deve entrare in funzione entro dodici mesi. Per il maremoto generato da un terremoto e per lo Stromboli resta il termine del 31 dicembre 2026 per IT-alert.

Il Dipartimento coordina e gestisce la Rete Radio Nazionale di protezione civile, che unisce le reti radio regionali. Il decreto stabilisce anche che l’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo ha sede a Roma.

A Genzano le allerte meteo restano quelle del bollettino del Centro Funzionale regionale, sulla pagina Allerte meteo. In emergenza si chiama il 112.

Aggiornamento del 5 novembre 2026: il decreto convertito in legge

La legge 27 aprile 2026, n. 59, ha convertito il decreto con alcune modifiche. È nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile. Fra le modifiche, queste riguardano le misure descritte sopra:

  • la sospensione vale anche per i canoni di leasing di edifici distrutti o inagibili e di beni usati nell’attività;
  • il Commissario straordinario subentra anche nella gestione delle attività dell’ordinanza n. 1180 per il territorio di Niscemi;
  • il contributo per Niscemi può servire anche a costruire un immobile sulle aree acquistate;
  • in alternativa, può servire a rimettere in uso un altro immobile di cui il proprietario dispone;
  • il contributo può andare anche ai titolari di immobili privati non residenziali entro 150 metri dal bordo superiore della frana;
  • aree e immobili nei comuni vicini sono ammessi solo se a Niscemi mancano quelli idonei;
  • per le regole dell’app serve anche l’intesa della Conferenza unificata fra Stato, Regioni ed enti locali.

Il testo in vigore del decreto è su Normattiva, fra le fonti qui sotto.

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