Il 14 marzo (3/14, nella notazione anglosassone) è il Pi Day, la giornata internazionale del numero π e della matematica in generale. Dal 2019 è anche riconosciuta dall’UNESCO come International Day of Mathematics.

La gestione del rischio è matematica applicata: probabilità, statistica, geometria delle mappe, modelli di calcolo. Dietro ogni bollettino meteo, ogni mappa di pericolosità sismica, ogni previsione di piena c’è un corpo di dati e formule enorme.

La Protezione Civile è scienza dei numeri

Probabilità

Ogni rischio si esprime in termini di probabilità. “La probabilità di un terremoto di magnitudo 6 nei prossimi 50 anni è del X%”. Non è una previsione deterministica (“succederà il giorno Y”), ma una quantificazione dell’incertezza.

I modelli di pericolosità sismica dell’INGV si basano su secoli di dati storici e decenni di osservazione strumentale. Sono aggiornati periodicamente con le nuove conoscenze.

Statistica

La statistica serve a riassumere e interpretare grandi quantità di dati:

  • Quante volte nel secolo scorso si è verificato un evento simile?
  • Quale intensità è “tipica” di un fenomeno in una certa zona?
  • Quali trend sono in corso (aumento di alluvioni, incendi, ondate di calore)?

Ogni volta che sentiamo “eccezionale” o “storico” riferito a un evento, dietro c’è una statistica che ne misura effettivamente la rarità.

Modellistica

I modelli numerici — meteorologici, idrologici, sismici — risolvono sistemi di equazioni differenziali su supercomputer. Forniscono previsioni e scenari che guidano le decisioni di allertamento.

Il Centro Funzionale Regionale Lazio usa modelli di pioggia-portata per prevedere le piene dei fiumi con ore di anticipo. Il Dipartimento Nazionale consulta modelli ECMWF (Centro europeo) per le previsioni a medio termine.

Geometria delle mappe

Ogni Piano di Protezione Civile comunale si basa su mappe: aree di attesa, ricovero, ammassamento, vie di fuga, zone a rischio idrogeologico, zone di pericolosità sismica locale. La cartografia è matematica applicata al territorio.

I sistemi GIS (Geographic Information System) permettono di sovrapporre dati multipli (popolazione, edifici, reti, rischi) e calcolare ciò che serve.

Un po’ di numeri per Genzano di Roma

Senza pretesa di essere esaustivi, alcuni dati utili sul nostro territorio:

  • Altitudine media: circa 435 m s.l.m. (il centro storico).
  • Superficie comunale: circa 18 km².
  • Popolazione residente: circa 24.000 abitanti (dati ISTAT).
  • Classificazione sismica: zona 2 (sismicità media, D.M. 28 febbraio 2018).
  • Rischio idrogeologico: versanti con classi di pericolosità variabili nel PAI (Piano di Assetto Idrogeologico).
  • Rischio incendi AIB: elevato nei mesi di giugno-settembre.
  • Lago di Nemi: quota circa 316 m, massima profondità circa 33 m.

Questi numeri non sono curiosità: sono la base su cui si costruiscono scenari, piani, interventi.

Cosa ci dicono i numeri

Il tempo di ritorno

Quando un tecnico dice che un evento ha “tempo di ritorno 100 anni”, non significa che accade ogni 100 anni puntualmente. Significa che in media, su tempi lunghi, ha probabilità 1/100 di accadere in un qualunque anno.

Un evento con tempo di ritorno 100 anni può accadere due anni di fila — e poi non accadere per 200 anni. La media funziona su scale lunghe. Questo è cruciale per capire i termini di un bollettino.

La magnitudo sismica

La scala Richter è logaritmica: una magnitudo 6 rilascia circa 32 volte più energia di una magnitudo 5, e circa 1000 volte più di una magnitudo 4. Un terremoto di M 6 non è “un po’ più forte” di uno di M 5: è enormemente più forte.

L’intensità delle precipitazioni

Si misura in millimetri (mm) di pioggia caduti in un’area di 1 m² in un tempo definito (es. mm/24h, mm/h). Un evento di 50 mm/h è un nubifragio: equivale a 50 litri per m² in un’ora, quantità che molti sistemi di drenaggio urbano non reggono.

La velocità del vento

In km/h, ma in contesti tecnici anche in m/s o nodi. A 50 km/h cadono rami secchi. A 80 km/h iniziano danni a strutture leggere. Oltre i 100 km/h i rischi per la popolazione sono seri.

La matematica del volontariato

Anche il lavoro del Gruppo si misura con i numeri:

  • Ore di formazione annue per volontario (di solito oltre 30).
  • Attivazioni e interventi nell’anno.
  • Popolazione raggiunta da iniziative di sensibilizzazione.
  • Km percorsi con i mezzi in servizio.
  • Numero di volontari in servizio attivo.

Questi dati non sono per “fare bella figura”. Servono per pianificare risorse, valutare bisogni formativi, dimostrare al Comune e alla Regione il lavoro svolto.

Matematica e cittadinanza

Una cittadinanza matematicamente alfabetizzata è più consapevole:

  • Non confonde probabilità e certezza.
  • Riconosce un titolo sensazionalistico che distorce i numeri.
  • Legge un grafico di trend senza farsi ingannare da scale manipolate.
  • Distingue tra correlazione e causa.

Nella comunicazione del rischio, questi aspetti sono cruciali. Un cittadino che sa valutare le probabilità risponde meglio a un’allerta: non sottovaluta e non esagera.

Il Pi Day nelle scuole

Il 14 marzo molte scuole organizzano attività sul numero π e sulla matematica. Alcune iniziative collegano la matematica alla sicurezza del territorio:

  • Laboratori sui modelli di piena.
  • Calcolo delle probabilità di eventi estremi.
  • Uso del GIS per leggere il territorio.
  • Analisi di serie storiche climatiche.

Il Gruppo collabora con le scuole su questi temi: contattaci per organizzare un’attività didattica.

Per approfondire

Conoscere i numeri è la prima difesa contro le paure irrazionali e le sottovalutazioni pericolose.