Il 2 aprile è la Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo, istituita dall’ONU nel 2007. In questa data molti monumenti italiani si illuminano di blu, colore scelto per simboleggiare calma, sicurezza, accettazione.

Una Protezione Civile autenticamente inclusiva non può limitarsi a una soluzione standard che va bene per “la maggioranza”. Deve pensare anche alle persone neurodivergenti — autismo, ADHD, DSA, altre condizioni del neurosviluppo — e alle loro famiglie.

Cosa significa autismo

L’autismo — più propriamente spettro autistico — è una condizione neurodivergente che si manifesta con caratteristiche molto variabili da persona a persona:

  • Differenze nella comunicazione (verbale e non verbale).
  • Differenze nell’interazione sociale.
  • Interessi specifici intensi e comportamenti ripetitivi.
  • Sensibilità sensoriali particolari (iper o ipo-sensibilità a suoni, luci, tatto, odori).
  • Difficoltà con i cambiamenti imprevisti e la routine interrotta.

Ogni persona autistica è unica: non esiste un’esperienza autistica standard. Alcune persone hanno bisogno di supporto intensivo, altre vivono in autonomia, molte sono in posizioni intermedie.

Perché l’emergenza è particolarmente difficile

Un’emergenza di Protezione Civile è, per definizione, un cambiamento improvviso, sensorialmente intenso, relazionalmente caotico. Ogni caratteristica che rende più fragile una persona autistica è amplificata in emergenza:

  • Sirene e rumori forti possono provocare distress sensoriale acuto.
  • Luci lampeggianti di mezzi di soccorso possono disorientare.
  • Folla e confusione generano sovraccarico.
  • Istruzioni verbali complesse rilasciate in fretta sono difficili da elaborare.
  • Routine interrotta (evacuazione, ospedale, nuova casa temporanea) genera ansia e disorganizzazione.
  • Contatto fisico non consensuale (un soccorritore che prende per un braccio) può essere traumatico.

Questo vale per adulti e, in modo amplificato, per bambini autistici.

Cosa possono fare le famiglie

Prima dell’emergenza

  • Preparare una scheda identificativa con informazioni chiave: nome, contatti, specificità sensoriali, modalità di calma, parole o gesti che tranquillizzano, farmaci.
  • Familiarizzare con i suoni e i luoghi dell’emergenza: visite alle caserme, incontri educativi con volontari e vigili.
  • Spiegare in anticipo cosa può succedere: video, immagini, racconti personalizzati (“Se suona un allarme, andiamo qui e facciamo questo”).
  • Preparare un kit sensoriale con cuffie antirumore, giocattoli di riferimento, coperta pesante, snack abituali.
  • Coinvolgere la scuola nella preparazione: le esercitazioni scolastiche possono essere adattate.

In caso di evento

  • Rimanere vicini alla persona autistica, ma senza bloccare (potrebbe aumentare stress).
  • Parlare con voce calma, frasi brevi, istruzioni concrete.
  • Usare supporti visivi se disponibili (disegni, foto, simboli).
  • Consentire comportamenti autoregolatori (dondolare, ripetere una parola, tenere un oggetto).
  • Evitare promesse che potrebbero essere disattese (“tra un minuto finisce” se non è vero).

Cosa fanno i soccorritori

I professionisti del soccorso (Vigili del Fuoco, ambulanze, Polizia Locale) e i volontari di Protezione Civile dovrebbero ricevere formazione specifica sul soccorso di persone neurodivergenti:

  • Riconoscere i segni dell’autismo: assenza di contatto oculare, linguaggio atipico, comportamenti ripetitivi non sono “mancanza di collaborazione”.
  • Non interpretare il silenzio come consenso o mancanza di comprensione.
  • Non forzare il contatto fisico a meno che non sia strettamente necessario per ragioni mediche.
  • Rallentare il tempo dell’intervento se possibile.
  • Coinvolgere il caregiver come mediatore.

Nel nostro gruppo e in collaborazione con le associazioni territoriali, lavoriamo per integrare queste competenze nella formazione ordinaria.

Strumenti utili

Schede “Io sono…”

Alcune associazioni (es. Angsa, Autism Help) distribuiscono schede che il caregiver può mostrare in emergenza: “Questa persona è autistica. Per aiutarla ci serve calma, poche parole, tempo”. Sono strumenti molto efficaci.

Kit sensoriali

  • Cuffie antirumore (anche passive, tipo per cantieri).
  • Occhiali da sole per luci intense.
  • Oggetto di riferimento (peluche, piccolo gioco, tessuto abituale).
  • Cibo o bevanda preferita (evitare ansia da fame).
  • Card di comunicazione con pittogrammi se la persona non parla.

Comunicazione alternativa aumentativa (CAA)

Per persone non verbali o con difficoltà linguistiche, la CAA usa simboli e immagini. Alcune emergenze sono state gestite con successo grazie alla CAA.

Nelle scuole

Le scuole inclusive di Genzano di Roma (e di tutto il territorio) hanno sempre più consapevolezza di questi temi. I Piani di Emergenza scolastici possono prevedere:

  • Percorsi di evacuazione adattati a bambini con disabilità.
  • Presenza di educatori di riferimento durante le esercitazioni.
  • Anticipazione delle simulazioni per bambini autistici (per ridurre shock).
  • Spazi calm-down dove la persona può recuperare dopo lo stress.

IT-alert e notifiche

Il sistema IT-alert — i messaggi di emergenza sui cellulari — include suono acuto e vibrazione. Per alcune persone autistiche può essere fonte di distress. È utile:

  • Abituare la persona al suono con test periodici.
  • Spiegare il significato del messaggio.
  • Consultare le impostazioni del telefono per ridurre l’intensità.

Un’emergenza è drammatica per tutti, ma chi vive con autismo e i suoi familiari conoscono questa “in più”: il rumore in più, l’imprevisto in più, la spiegazione in più da dare.

Oltre il 2 aprile

La consapevolezza non deve essere di un giorno solo. Nel volontariato di Protezione Civile vogliamo lavorare perché:

  • Le esercitazioni includano scenari con persone neurodivergenti.
  • Gli spazi di accoglienza (tende, aree di attesa, palestre in emergenza) abbiano angoli calmi.
  • Le comunicazioni ufficiali siano disponibili anche in linguaggio semplificato e supporti visivi.
  • I volontari abbiano momenti di formazione specifica.

Un sistema che funziona per chi è più fragile, funziona meglio per tutti.

Per approfondire

Sul nostro sito:

Fonti istituzionali:

Una Protezione Civile che accoglie la neurodiversità è una Protezione Civile più umana.