Il 7 aprile è la Giornata mondiale della salute (World Health Day), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel giorno dell’anniversario della sua fondazione (1948). Ogni anno si focalizza un tema specifico di salute pubblica globale.

Per la Protezione Civile è un’occasione per ricordare quanto conoscere il primo soccorso, anche nelle sue basi minime, sia un atto civile importante. Non serve essere medici. Serve sapere cosa fare nei primi minuti: quelli in cui le ambulanze non sono ancora arrivate.

La “catena della sopravvivenza”

La medicina dell’emergenza ha formalizzato un concetto semplice: la catena della sopravvivenza. I suoi anelli sono:

  1. Riconoscimento precoce di un’emergenza.
  2. Chiamata immediata al 112.
  3. Primo soccorso di base (RCP, manovre di disostruzione, emostasi).
  4. Defibrillazione precoce se disponibile (arresto cardiaco).
  5. Cure mediche avanzate (ambulanza, ospedale).

Se un anello manca, la catena si spezza. Il cittadino è il primo anello: senza di lui, anche la migliore ambulanza arriva troppo tardi.

Le cinque regole base

Abbiamo già parlato delle cinque regole base del primo soccorso in un articolo dedicato. Le richiamiamo:

  1. Sicurezza: valutare se il luogo è sicuro per te, la vittima, gli altri.
  2. Chiamata al 112: al più presto, con informazioni chiare.
  3. Valutazione della persona (coscienza, respiro, sanguinamento).
  4. Azione limitata alle conoscenze effettive (non peggiorare la situazione).
  5. Attesa dei soccorsi senza abbandonare la vittima.

Sotto queste cinque regole ci sono competenze specifiche che si acquisiscono con un corso.

I corsi di primo soccorso

Un corso di primo soccorso base dura in media 8-10 ore, spesso articolato in due serate. Si impara:

  • Riconoscere un’emergenza sanitaria.
  • Posizionare una persona priva di coscienza in posizione di sicurezza (PLS).
  • Rianimazione cardiopolmonare (RCP): 30 compressioni, 2 respirazioni.
  • Manovre di disostruzione (manovra di Heimlich per adulti, colpi interscapolari per bambini).
  • Controllo delle emorragie con pressione diretta.
  • Gestione di traumi, ustioni, scottature, elettrocuzione.
  • Shock e ipotermia.

Molte associazioni organizzano corsi aperti a tutti. Tra queste:

  • Croce Rossa Italiana — corsi BLS (Basic Life Support).
  • Ares 118 — formazione per cittadini (in alcune regioni).
  • Gruppi comunali di Protezione Civile — in collaborazione con ASL o altri enti.
  • Aziende e sindacati — per lavoratori.

RCP — la manovra che salva

L’arresto cardiaco è la principale causa di morte evitabile nei paesi occidentali. Sono circa 60.000 arresti cardiaci l’anno in Italia, in grande maggioranza extra-ospedalieri. Senza RCP entro pochi minuti, le probabilità di sopravvivenza calano del 10% ogni minuto.

La sequenza base (per adulti):

  1. Sicurezza, chiamata 112, verifica coscienza e respiro.
  2. Se non respira: inizia RCP con 30 compressioni toraciche al centro del torace, profondità 5-6 cm, frequenza 100-120/minuto.
  3. Se sai fare respirazione bocca a bocca: 2 respirazioni ogni 30 compressioni.
  4. Se non sei formato: solo compressioni, senza interruzioni.
  5. Continua fino all’arrivo dei soccorsi o fino alla disponibilità di un defibrillatore (DAE).

La rianimazione “solo con le mani” (hands-only CPR) è oggi raccomandata per chi non è formato: meglio fare qualcosa che niente.

I defibrillatori (DAE)

I defibrillatori automatici esterni sono apparecchi semplici e sicuri. Guidano l’utente passo-passo con la voce. Sono oggi presenti in:

  • Stadi e palestre.
  • Stazioni, aeroporti, metropolitane.
  • Centri commerciali.
  • Uffici pubblici e scuole in numero crescente.

La Regione Lazio ha fatto passi importanti nella diffusione dei DAE — ne abbiamo parlato in un articolo dedicato.

Chi può usare un DAE? Chiunque. La legge italiana (230/2021 — “BLSD a tutti”) ha esteso l’uso del defibrillatore a ogni cittadino in caso di necessità, anche senza formazione specifica.

Le emergenze pediatriche

Il primo soccorso pediatrico ha alcune differenze rispetto all’adulto:

  • Le manovre di disostruzione per lattanti e bambini piccoli usano tecniche diverse.
  • L’RCP pediatrico prevede compressioni con una mano o due dita, a seconda dell’età.
  • I bambini sono più resilienti in alcuni aspetti (recupero cardiaco), ma più fragili in altri (ipotermia, disidratazione).

Genitori, nonni, zii, operatori scolastici, educatori dovrebbero fare almeno una volta nella vita un corso di disostruzione pediatrica — spesso gratuiti, offerti da associazioni come Salvamento Academy e altre.

In auto: pochi oggetti utili

Nel kit auto di primo soccorso (non obbligatorio ma molto utile):

  • Garze sterili e bende.
  • Cerotti di varie misure.
  • Coperta isotermica (previene ipotermia).
  • Guanti in lattice/nitrile (protezione biologica).
  • Forbici (taglio cinture, abiti).
  • Telo di emergenza per immobilizzare.
  • Disinfettante a base di clorexidina.

Non servono farmaci: la loro somministrazione senza prescrizione è sconsigliata.

Salute mentale nell’emergenza

La salute mentale è salute a tutti gli effetti. In una persona coinvolta in un evento traumatico (incidente, incendio, terremoto, lutto) possono manifestarsi:

  • Shock psicologico immediato.
  • Disturbo post-traumatico da stress (PTSD) nei giorni/settimane successivi.
  • Ansia, depressione, disturbi del sonno cronici.

Anche questo richiede cura precoce. I Centri di Salute Mentale territoriali e i medici di base sono il primo contatto. In emergenza, i team psicologici dell’ARES 118 e delle ASL offrono supporto.

Non sottovalutare: chiedere aiuto è un atto di coraggio.

La salute è comunità

La Giornata mondiale della salute ci ricorda che nessuno è sano da solo. La salute è fatta di:

  • Sistema sanitario pubblico universale.
  • Ambiente salubre (aria, acqua, cibo, lavoro).
  • Relazioni sociali supportive.
  • Educazione alla salute.
  • Volontariato civile organizzato.

La Protezione Civile è una parte di questa rete: interviene quando tutto il resto non basta. Ma ogni cittadino formato al primo soccorso è un moltiplicatore della capacità collettiva di rispondere.

Per approfondire

Sul nostro sito:

Fonti istituzionali:

Saper aiutare è un regalo per gli altri. È anche un regalo per se stessi: la sicurezza di poter fare qualcosa, quando serve.