La radio è uno strumento semplice, ma usarla male può costare minuti preziosi in emergenza. Quando i ripetitori cellulari saturano, le linee telefoniche cadono o un’area resta isolata, la rete VHF/UHF diventa l’unico canale di coordinamento tra il Centro Operativo Comunale e le squadre sul territorio. Per questo il volontario di protezione civile non si limita ad accendere l’apparato. Padroneggia le regole di esercizio che rendono il messaggio comprensibile a chi ascolta.
In questo articolo riassumiamo dieci errori frequenti e le regole d’oro corrispondenti, coerenti con la Guida IARU alle Telecomunicazioni di Emergenza (ed. 2016), documento internazionale di riferimento adottato e adattato dal Gruppo nella nostra area formativa Radiocomunicazioni di emergenza.
Perché la radio resta insostituibile
Il cellulare cade, la fibra si spezza, i ripetitori GSM saturano. La radio VHF/UHF continua a funzionare anche quando tutto il resto si ferma. La Guida IARU distingue tre livelli di utilità della radio in emergenza:
- Utile, quando le reti ordinarie funzionano ancora: consente di coordinare le squadre senza occupare le linee telefoniche del 112.
- Necessaria, quando le reti ordinarie sono parzialmente compromesse: diventa l’unico canale affidabile tra il COC e le squadre operative sul territorio.
- Fondamentale, quando le reti cellulari e la telefonia fissa non sono disponibili: è l’unica via di coordinamento tra le strutture di protezione civile.
Nel terzo caso non ci sono alternative: una comunicazione mal gestita significa un’informazione persa.
Il quadro normativo: perché possiamo trasmettere
L’uso di apparati radio per il volontariato di protezione civile è regolato dal Decreto Legislativo 1° agosto 2003 n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche). Le organizzazioni di volontariato iscritte all’albo regionale e che operano in convenzione con enti pubblici godono di esenzione dal canone per le frequenze assegnate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT, ex MISE), a condizione che:
- gli apparati siano certificati e omologati per l’uso civile
- le frequenze siano assegnate con concessione al Comune o alla convenzione operativa
- gli operatori siano formati e inseriti nell’elenco del gruppo
Chi trasmette senza questi requisiti commette un illecito amministrativo (articoli 98 e seguenti del Codice), oltre a creare confusione sulle frequenze istituzionali.
I sistemi di comunicazione più diffusi
La scelta del sistema non dipende dalle preferenze personali: dipende dall’attività, dalla distanza, dalla riservatezza richiesta e dalla disponibilità di ponti ripetitori.
| Sistema | Caratteristiche | Uso tipico in PC |
|---|---|---|
| FM civile (VHF/UHF) | Frequenze concesse, buona copertura con ponti, costi medi | Coordinamento squadre comunali e comunicazioni tra COC e territorio |
| TETRA | Digitale, territorio diviso in celle, costi elevati | Reti istituzionali interforze (VVF, 118, forze ordine) |
| DMR | Digitale civile, batterie a lungo uso, radio programmabili solo via PC | Gruppi comunali strutturati con convenzioni digitali |
| PMR 446 | Uso libero, apparati economici, frequenze promiscue | Comunicazione ravvicinata tra squadre in campo aperto |
| CB (Citizen Band) | Uso libero, frequenze promiscue, buona portata | Backup e collegamenti locali non istituzionali |
Nel nostro Gruppo Comunale, il canale principale è la rete VHF comunale assegnata dal MIMIT. Il PMR 446 è consentito solo come rete di squadra durante attività sul campo, mai come canale ufficiale con il COC.
Dieci errori che un volontario deve evitare
1. Trasmettere dati personali
È vietato comunicare via radio cognomi, indirizzi, numeri di documento, informazioni sanitarie. La radio non è un canale riservato: chiunque con un ricevitore può ascoltare. Trasmettere dati personali viola la privacy delle persone coinvolte e può comportare sanzioni del Garante.
Regola d’oro: si usano nominativi tattici (BRAVO 1, DELTA 2, BASE OPERATIVA), mai nomi propri dei volontari né dei cittadini assistiti.
2. Essere formali e gentili come al telefono
“Buongiorno, vorrei cortesemente chiedere se può…”. In emergenza questa frase occupa il canale per dieci secondi e non trasmette alcuna informazione. Sono frasi vietate: si arriva dritti al punto, con tono neutro, senza formalismi e senza eccessive gentilezze. Non è maleducazione, è disciplina operativa.
3. Usare espressioni gergali o il “codice Q” in fonia
Il codice Q (QRM, QRN, QSY, QTH, QRT) è nato per la telegrafia e va benissimo tra radioamatori esperti. In protezione civile, dove alla radio possono esserci volontari appena formati, il codice Q non si usa in fonia: chi ascolta potrebbe non capirlo o interpretarlo male. Si usa linguaggio chiaro e diretto.
Esempio sbagliato: “QRM forte, QSY su canale 2”. Esempio corretto: “Ricevo molto disturbo, passo sul canale 2”.
4. Non pensare prima di premere il PTT
Prima di premere il pulsante di trasmissione (PTT – Push to Talk), si pensa a quello che si deve dire. Il canale è una risorsa condivisa: ogni secondo in cui si esita al microfono è un secondo in cui nessun altro può parlare. Per i messaggi di servizio è utile strutturare l’informazione secondo la regola delle 5 W:
| W | Significato | Esempio |
|---|---|---|
| Where | dove | «km 12+500 via Nemorense» |
| Who | chi | «autovettura» |
| What | cosa | «fuori strada» |
| When | quando | «adesso» |
| Why | perché | «strada ghiacciata» |
Con le 5 W, un messaggio di emergenza dura sette secondi e comunica tutto.
5. Chiamare senza rispettare la sequenza CHIAMATO da CHIAMANTE
La regola è universale nelle reti radio istituzionali:
Prima l’identificativo della stazione che si chiama, poi il proprio.
Esempi:
- La squadra BRAVO 1 chiama la Sala Radio (codice: “BASE OPERATIVA”):
“BASE OPERATIVA DA BRAVO 1”
- La Sala Radio conferma di essere in ascolto e invita a comunicare:
“BRAVO 1, AVANTI PER BASE OPERATIVA, COMUNICA”
Se invertiamo l’ordine (“BRAVO 1 chiama BASE OPERATIVA”), chi ascolta può confondersi sul destinatario e sul mittente. Con il formato CHIAMATO-da-CHIAMANTE, anche dopo un secondo di rumore si capisce subito chi deve rispondere.
6. Dire “sì” e “no”
Sì e no sono troppo brevi e si confondono con il rumore di fondo o con frammenti di trasmissioni altrui. Si usano sempre:
- POSITIVO o AFFERMATIVO per confermare
- NEGATIVO per negare
- INTERROGATIVO alla fine di una frase per chiedere una conferma (il tono interrogativo alla radio non si sente)
7. Non confermare la ricezione
Ogni messaggio ricevuto si conferma esplicitamente con la parola RICEVUTO. Chi ha trasmesso deve sapere che il messaggio è arrivato. Una chiamata senza risposta è una chiamata da ripetere, con spreco di canale. Se la Sala Radio non risponde può essere occupata in comunicazioni più urgenti: si attende qualche minuto e si richiama, senza insistere ogni dieci secondi.
8. Alternare le comunicazioni senza una parola di chiusura
Al termine del proprio intervento si dice PASSO o CAMBIO: indica che si rilascia il canale e l’altro può parlare. Al termine definitivo della comunicazione si dice CHIUDO: non ci sono altri scambi previsti. Senza queste pro-words, chi ascolta non sa se il messaggio è finito o se stiamo ancora pensando.
9. Parlare con il tono sbagliato
Il tono di voce trasmette stato d’animo anche quando non vogliamo. Un volontario agitato che chiama la Sala Radio trasmette agitazione a tutti gli altri volontari in ascolto. Le regole sono:
- Voce normale, non urlata
- Tono neutro e calmo, anche quando la situazione è critica
- Scandire bene le parole, soprattutto nomi di luogo e numeri
Se il tono è teso, il contenuto rischia di arrivare distorto o di allarmare chi non ha bisogno di essere allarmato (altri volontari, cittadini con ricevitori, stampa che monitora).
10. Non curare l’attrezzatura
Un apparato scarico in emergenza è un apparato inutile. Le regole sono semplici:
- Segnalare subito al referente comunicazioni ogni malfunzionamento o difficoltà di collegamento
- Portare sempre un pacco batterie di scorta carico durante le attività prolungate
- Non esporre le batterie a fonti di calore (cruscotto auto al sole, stufe, radiatori)
- Non disperdere le batterie nell’ambiente: sono rifiuti pericolosi, vanno riportate al gruppo per lo smaltimento
- Pianificare in anticipo l’attività della giornata: se prevediamo sei ore di servizio, partiamo con due pacchi batterie, non con uno solo
Al cambio turno, la radio passa già carica e funzionante al volontario successivo.
Le quattro qualità di una buona comunicazione
La Guida IARU riassume in quattro aggettivi la comunicazione radio corretta:
- Pertinente — legata all’attività in corso, non alle chiacchiere
- Chiara — comprensibile da chi ascolta, senza doppi sensi
- Esauriente — completa delle informazioni che servono a chi deve agire
- Breve — senza parole di troppo, per non occupare il canale
Queste quattro qualità sono il test che ogni volontario può fare sulla propria trasmissione prima di premere il PTT: se anche solo una manca, è meglio riformulare.
L’alfabeto fonetico NATO
Quando trasmettiamo una sigla, una targa o un nome di via, le singole lettere si pronunciano con l’alfabeto fonetico NATO/ICAO. È l’unico modo per essere certi che la P non diventi B e che la S non diventi F.
| A Alfa | H Hotel | O Oscar | V Victor | ||
| B Bravo | I India | P Papa | W Whiskey | ||
| C Charlie | J Juliet | Q Quebec | X X-ray | ||
| D Delta | K Kilo | R Romeo | Y Yankee | ||
| E Echo | L Lima | S Sierra | Z Zulu | ||
| F Foxtrot | M Mike | T Tango | |||
| G Golf | N November | U Uniform |
I numeri si leggono cifra per cifra, mai come numero composto:
- 745 si legge “sette quattro cinque”, non “settecentoquarantacinque”
- 2026 si legge “due zero due sei”, non “duemilaventisei”
Un esempio completo: la targa AB 745 XY diventa “Alfa Bravo sette quattro cinque X-ray Yankee”.
Un ultimo consiglio: prova la radio prima dell’emergenza
Le prove radio (“BASE OPERATIVA DA BRAVO 1, PER PROVA RADIO”) non sono una perdita di tempo: sono l’unico modo per scoprire in tranquillità che la batteria è scarica, che l’antenna è allentata o che il volume è troppo basso. La radio si impara usandola, e il momento per imparare non è durante un’emergenza.
Il Gruppo Comunale organizza prove radio periodiche con tutti i volontari iscritti, coordinate con il referente comunicazioni. Chi non partecipa regolarmente alle prove rischia di trovarsi impreparato quando la radio diventa davvero fondamentale.
Per approfondire
Sul nostro sito:
- Area tematica: Radiocomunicazioni di emergenza — sei capitoli sul ruolo del volontario TLC.
- Le frequenze della Rete Zamberletti.
- Rete Zamberletti: 499ª esercitazione radio nazionale.
- Rete di Emergenza Metropolitana di Roma.
- Radiocomunicazioni in emergenza.
- Manuale da Campo — moduli radio personalizzati del Gruppo.
Fonti istituzionali:




