La primavera è tradizionalmente il periodo in cui i gruppi di Protezione Civile partecipano alle esercitazioni AIB (Antincendio Boschivo). Prima dell’inizio della campagna estiva — giugno-settembre — i volontari mettono in pratica procedure, mezzi e coordinamento in scenari realistici.

L’esercitazione è uno strumento insostituibile: non è sufficiente leggere un manuale o ripassare le radio. Serve mettere le mani sulle cose, vedere come funziona la squadra, capire chi fa cosa in condizioni reali.

Perché si esercita

L’obiettivo di un’esercitazione AIB è duplice:

Verificare l’operatività

  • Mezzi e attrezzature funzionano correttamente?
  • Procedure standard sono conosciute e applicate?
  • Tempi di risposta e di intervento sono adeguati?
  • Comunicazioni radio funzionano in ogni punto del territorio?

Formare i volontari

  • I nuovi volontari applicano ciò che hanno imparato nei corsi.
  • I veterani aggiornano competenze e restano allenati.
  • Si formano relazioni di fiducia tra i membri della squadra.
  • Si simulano scenari difficili senza le conseguenze reali.

Chi partecipa

Un’esercitazione AIB a scala territoriale può coinvolgere:

  • Il Gruppo Comunale di Genzano di Roma e i gruppi dei Comuni vicini.
  • Vigili del Fuoco con squadre e mezzi.
  • Carabinieri Forestali per vigilanza e repressione.
  • ARES 118 con ambulanze.
  • Polizia Locale per viabilità.
  • Osservatori regionali (Agenzia Regionale di Protezione Civile).
  • Mezzi aerei in alcuni casi (Canadair, elicotteri regionali).

Le esercitazioni più strutturate sono coordinate dalla Prefettura o dalla Regione, coinvolgendo decine di uomini e mezzi.

Come si prepara

La “carta dello scenario”

Il Direttore dell’Esercitazione (DIREX) prepara la carta dello scenario: un documento che descrive l’evento simulato — punto di innesco dell’incendio, estensione prevista, vento dominante, ostacoli, vittime simulate.

Lo scenario resta riservato ai quadri: i volontari scoprono la situazione reale solo quando viene lanciata l’esercitazione, come in un evento vero.

La pianificazione operativa

Vengono definiti:

  • Punti di raduno delle squadre.
  • Mezzi da dispiegare.
  • Percorsi di avvicinamento.
  • Canali radio da usare.
  • Tempi per fasi successive.
  • Criteri di valutazione del risultato.

La comunicazione

Le esercitazioni devono essere annunciate ai cittadini, per evitare allarme. Un comunicato del Comune avvisa:

  • Data e orario dell’esercitazione.
  • Area interessata (per eventuali disagi).
  • Mezzi coinvolti (autobotti, sirene, radio).
  • Carattere simulato dell’evento.

Lo svolgimento

Il lancio

Il DIREX “lancia” l’esercitazione. Spesso con una chiamata radio che simula l’avvistamento di un incendio. Da quel momento, ogni fase è come se fosse reale.

Fase 1 — Attivazione

I responsabili di squadra ricevono la chiamata, attivano i volontari, partono verso il punto di convergenza. Si testano:

  • Tempi di reazione.
  • Catene di comunicazione.
  • Mobilità dei mezzi.

Fase 2 — Ricognizione

Arrivati sul campo, la squadra effettua ricognizione: dimensione del “fuoco simulato”, direzione di propagazione, rischio per abitati vicini. Si informa il Posto di Comando Avanzato (PCA).

Fase 3 — Intervento

Si applicano le tecniche di spegnimento: uso di pompe, flabelli, acqua, manovre di contenimento. Si coordina con altre squadre, con mezzi pesanti, con eventuali mezzi aerei.

Fase 4 — Evacuazione (se previsto)

In scenari complessi si simula l’evacuazione di una zona (case, strutture turistiche, scuole). I volontari assistono la popolazione simulata, le persone fragili, gli animali.

Fase 5 — Bonifica

Dopo lo “spegnimento” si passa alla bonifica: verifica di focolai residui, controllo del territorio, protezione di infrastrutture sensibili.

Fase 6 — Debriefing

A esercitazione conclusa, si fa un debriefing: cosa ha funzionato, cosa no, cosa migliorare. È il momento più importante della giornata, perché trasforma l’esperienza in apprendimento.

Un’esercitazione reale: cosa ci insegna

Ogni esercitazione produce lezioni specifiche. Alcune tipiche:

Comunicazioni

La copertura radio nei boschi può essere incerta. Occorre prevedere ponti radio o canali alternativi. Un volontario che “sparisce” dalla radio per 15 minuti è un problema operativo.

Coordinamento

Più squadre in campo vanno coordinate. Serve un Posto di Comando chiaro, con autorità decisionali riconosciute.

Logistica

Anche bere acqua, riposare 10 minuti, ricaricare batterie è parte della logistica. Sottovalutarlo in esercitazione significa scoprirlo come carenza in emergenza vera.

Sicurezza dei volontari

Un volontario stanco, disidratato, sovraesposto è un rischio per sé e per la squadra. La rotazione, l’ombra, l’acqua sono imprescindibili.

Coesione

Le esercitazioni fanno conoscere i volontari tra loro in modo diverso dai corsi in aula. Chi è affidabile, chi è esperto su cosa, con chi si lavora meglio: tutto si scopre sul campo.

Cosa fanno i cittadini durante un’esercitazione

Se noti un’esercitazione in corso:

  • Non allarmarti: è stata annunciata (controlla i canali del Comune).
  • Non intralciare le operazioni (stai a distanza, non sostare in zone interessate).
  • Non chiamare il 112 per questo evento (saturerebbe la linea per vere emergenze).
  • Se vuoi osservare, chiedi dove è previsto il “pubblico” (esiste spesso un’area di osservazione).

Alcune esercitazioni sono aperte al pubblico: sono occasioni per conoscere il lavoro dei volontari.

Dopo l’esercitazione

Al termine, il gruppo si prepara alla stagione operativa:

  • Mezzi riordinati e rinforzi di attrezzature eventualmente identificati.
  • Procedure aggiornate sulla base delle lezioni apprese.
  • Relazione al Comune e alla Regione sugli esiti.
  • Nuova pianificazione per le settimane successive.

Un impegno che costa, un impegno che paga

Un’esercitazione è impegnativa: costa ai volontari una giornata (o più), costa al Gruppo ore di coordinamento, costa al sistema risorse economiche (carburante, pasti, attrezzature consumate). Ma paga in capacità operativa quando l’emergenza è reale.

A ogni incendio estivo spento in tempo, a ogni famiglia messa in salvo, a ogni bosco salvaguardato, corrisponde un pezzo di lavoro fatto prima. Di questo lavoro silenzioso si compone, in larga parte, la Protezione Civile del nostro territorio.

Per approfondire

Sul nostro sito:

Fonti istituzionali:

Esercitarsi è rispettare chi domani avrà bisogno del nostro intervento.