Ogni mattina apriamo il telefono per sapere se prendere l’ombrello. Durante un’emergenza, invece, il bollettino meteo diventa uno strumento che può salvare la vita. Ma come nasce una previsione? Chi decide se diramare un’allerta? E cosa significano davvero i codici colore?
In questo articolo spieghiamo il percorso completo: dall’osservazione del cielo al bollettino che leggi sulla pagina Allerte Meteo del nostro sito.
1. Come si fanno le previsioni meteo
Una previsione è il risultato di tre fasi: osservare, simulare, interpretare.
L’osservazione continua dell’atmosfera
I dati arrivano da molte fonti contemporaneamente:
- Stazioni a terra: misurano temperatura, pressione, umidità, vento e pioggia ogni pochi minuti. L’Italia ne conta oltre tremila tra pubbliche e private.
- Radiosondaggi: palloni sonda lanciati due volte al giorno che misurano l’atmosfera fino a 30 chilometri di quota.
- Radar meteorologici: rilevano la posizione e l’intensità delle precipitazioni in tempo reale.
- Satelliti: quelli geostazionari (come Meteosat) osservano tutta Europa ogni 15 minuti; quelli polari passano sopra l’Italia due volte al giorno con immagini ad alta risoluzione.
I modelli numerici
I dati osservati alimentano modelli matematici che descrivono l’atmosfera attraverso milioni di equazioni. I modelli più usati in Europa sono:
- ECMWF (Centro Europeo di Reading, Regno Unito): il più accurato al mondo per previsioni fino a 10 giorni.
- ICON (Germania): alta risoluzione sull’Europa.
- GFS (Stati Uniti): globale, aggiornato ogni 6 ore.
- Modelli ad area limitata come BOLAM e MOLOCH dell’ISAC-CNR: zoom sull’Italia con dettaglio fino a pochi chilometri.
Ogni modello gira su supercomputer e produce più scenari possibili (previsioni d’insieme). Questo permette di stimare non solo cosa è più probabile, ma anche quanto è affidabile la previsione.
L’interpretazione del meteorologo
I modelli non bastano da soli. Un meteorologo esperto interpreta i risultati, confronta più modelli, valuta la storia del territorio e firma il bollettino. Questo passaggio umano è indispensabile soprattutto per eventi estremi, dove i modelli possono sbagliare per ore o chilometri.
2. Chi emette le allerte in Italia
Il sistema di allertamento è disciplinato dalla Direttiva del 27 febbraio 2004 e dal Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 1/2018).
Due livelli coordinati
- Livello nazionale: il Dipartimento della Protezione Civile e il Centro Funzionale Centrale valutano i fenomeni su scala italiana.
- Livello regionale: ogni regione ha un Centro Funzionale Decentrato che traduce la previsione meteo in scenari di rischio per il proprio territorio.
Per il nostro territorio il riferimento è il Centro Funzionale Regionale del Lazio.
Perché due livelli?
La previsione meteo dice che cosa farà il cielo. L’allerta di Protezione Civile dice cosa può succedere a terra: una stessa pioggia intensa produce effetti diversi in pianura, in montagna, su un versante franoso o in un centro abitato. I Centri Funzionali Regionali conoscono il territorio e possono valutare i possibili danni.
3. I tre bollettini da conoscere
Bollettino di vigilanza meteorologica nazionale
Pubblicato ogni giorno entro le ore 14:00, con validità 36 ore. Descrive i fenomeni previsti sull’Italia e segnala quelli significativi.
Avviso di condizioni meteorologiche avverse
Emesso solo quando si prevedono fenomeni intensi. È il documento tecnico che fa scattare la valutazione regionale di criticità.
Bollettino di criticità regionale
È quello che interessa direttamente il cittadino. Suddivide il Lazio in zone di allerta e assegna a ciascuna un codice colore per ogni tipo di rischio (idrogeologico, temporali, idraulico).
Genzano di Roma si trova nella Zona di allerta F — Bacini Costieri Sud (classificazione DGR Regione Lazio 865/2019). Il bollettino è pubblicato ogni giorno entro le 14:00 con validità per le successive 24-36 ore.
4. Cosa significano i codici colore
I colori non descrivono la pioggia, ma gli effetti attesi al suolo.
| Colore | Significato |
|---|---|
| Verde | Nessuna criticità prevista. Situazione ordinaria. |
| Giallo | Criticità ordinaria. Possibili allagamenti localizzati, frane isolate, disagi. |
| Arancione | Criticità moderata. Fenomeni intensi con effetti rilevanti su persone, cose e infrastrutture. |
| Rosso | Criticità elevata. Fenomeni eccezionali con rischio grave e diffuso per la popolazione. |
Ogni livello è associato a uno scenario di evento e a specifiche raccomandazioni di comportamento.
Attenzione a due confusioni frequenti:
- Allerta meteo ≠ criticità: l’allerta meteo descrive il fenomeno (pioggia, vento, neve), la criticità descrive i possibili effetti.
- Arancione non vuol dire “tra poco rosso”: i colori non sono una scala temporale, ma una valutazione della gravità attesa.
5. Come usare un bollettino nella vita di tutti i giorni
Qualche indicazione pratica:
- Consulta sempre il bollettino regionale, non solo le app di previsione commerciali. Le app dicono se piove, il bollettino dice se la pioggia può provocare danni.
- Segui i canali ufficiali: sito del Comune, sito della Regione, canali social istituzionali, pagina Allerte Meteo del nostro sito.
- Prepara in anticipo cosa fare in caso di allerta arancione o rossa. Leggi la sezione Rischi e Prevenzione del sito.
- Non diffondere previsioni non ufficiali su chat e social: in emergenza, un’informazione sbagliata può creare panico o comportamenti pericolosi.
- Il 112 è per le emergenze in corso, non per chiedere informazioni meteo. Per il meteo usa i bollettini ufficiali.
Per approfondire
Sul nostro sito:
- Zone di allerta del Lazio: come leggere il bollettino.
- Temporali intensi: come riconoscerli e cosa fare.
- Vento forte: cosa fare prima, durante e dopo.
- Ondate di calore: prepararsi ora.
- Sentinelle del tempo: osservazione meteo amatoriale.
- ISO 22324 — Codici colore allerta.
- Allerte meteo del territorio.
Fonti istituzionali:




