Il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, istituita dalle Nazioni Unite nel 1970. Non è una festa ambientalista generica: per il sistema di Protezione Civile è un’occasione per ricordare quanto la salute del pianeta influenzi direttamente la sicurezza dei territori. Ogni grado in più nelle medie climatiche ha conseguenze concrete sulle comunità, sugli edifici, sui servizi.
In questo articolo proviamo a raccontare il legame tra crisi climatica ed eventi estremi con uno sguardo al nostro territorio: i Castelli Romani e Genzano di Roma.
Il clima che cambia in numeri
Secondo il Servizio Copernicus dell’Unione Europea l’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Negli ultimi trent’anni la temperatura media è salita di circa due gradi. In Italia le conseguenze sono già misurabili:
- Le ondate di calore estive sono più lunghe e più intense.
- Le piogge si distribuiscono in modo più irregolare: lunghi periodi asciutti alternati a fenomeni molto intensi in poche ore.
- Gli eventi estremi (alluvioni lampo, grandinate violente, venti forti) aumentano di frequenza e intensità.
- La stagione degli incendi boschivi si allunga: non più solo luglio e agosto, ma da giugno a ottobre.
Come ricadono questi fenomeni sui Castelli Romani
Il nostro territorio ha caratteristiche particolari che amplificano alcuni rischi.
Rischio idrogeologico
I versanti dei Colli Albani sono soggetti a erosione e a frane superficiali quando le piogge sono molto concentrate. Una pioggia che fino a qualche anno fa cadeva in una settimana ora può scaricarsi in poche ore: il terreno non riesce ad assorbire l’acqua e si innescano ruscellamenti e smottamenti.
Rischio incendi boschivi
I boschi dei Castelli Romani sono un patrimonio naturale importante. Stagioni più calde e secche significano più materiale infiammabile, più giornate ad alto rischio, più difficoltà di spegnimento. La prevenzione comincia mesi prima: pulizia dei terreni, fasce tagliafuoco, sorveglianza del territorio.
Ondate di calore
I centri abitati, con il cemento e l’asfalto, trattengono il calore più delle aree verdi. Gli anziani e le persone fragili sono i più esposti. Durante le ondate di calore il Ministero della Salute pubblica un bollettino quotidiano per 27 città italiane, con indicazioni per le fasce vulnerabili.
Siccità e risorse idriche
Il Lago di Nemi e il Lago di Albano hanno registrato negli ultimi anni un abbassamento significativo del livello. La siccità prolungata incide sulla disponibilità di acqua potabile, sull’agricoltura locale e sulla vegetazione — quindi anche sul rischio incendi.
Cosa può fare ogni cittadino
La Protezione Civile non si occupa solo di intervenire quando il danno è fatto. Si occupa soprattutto di ridurre il rischio. E una parte importante del rischio la determiniamo con le scelte quotidiane.
A casa
- Ridurre gli sprechi di acqua: una famiglia di quattro persone può risparmiare migliaia di litri l’anno con piccoli gesti (rubinetti che non gocciolano, lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, docce più brevi).
- Raccogliere correttamente i rifiuti: quelli dispersi finiscono nei fossi e nei canali di scolo, aumentando il rischio di allagamenti.
- Curare il verde privato: alberi potati, sterpaglie pulite, nessun accumulo di materiale secco vicino alle abitazioni.
Sul territorio
- Non abbandonare rifiuti in natura: bottiglie di vetro sotto il sole possono innescare incendi, i rifiuti plastici contaminano corsi d’acqua e laghi.
- Segnalare al Comune fossi ostruiti, alberi pericolanti, discariche abusive. Sono tutti fattori che aumentano il rischio.
- Partecipare ad attività di pulizia organizzate da associazioni, scuole e gruppi di volontariato.
Nelle scelte collettive
La transizione ecologica è anche una politica di protezione civile. Più il sistema nel suo complesso riduce le emissioni e rinaturalizza il territorio, meno frequenti saranno gli eventi estremi di cui poi tocca gestire le conseguenze.
Conoscere il territorio è prevenzione
Sulla pagina Rischi e prevenzione del nostro sito trovi una scheda per ciascuno dei rischi principali del territorio. Leggerle e conoscerle è il primo passo: sapere cosa può succedere permette di reagire meglio quando succede.
La Giornata della Terra non è un appuntamento simbolico: è un richiamo a ricordare che la sicurezza dei territori comincia dalla cura dei territori.
Per approfondire
Sul nostro sito:
- Giornata della biodiversità: territori resilienti.
- Giornata delle zone umide: rischio idrogeologico.
- Giornata mondiale dell’acqua: rete idrica e sicurezza.
- Ondate di calore: prepararsi ora.
- Frane e movimenti del terreno: Castelli Romani.
- Rischi e prevenzione.
Fonti istituzionali:




