Il 28 aprile è la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro istituita dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). Ricorda che lavorare in sicurezza è un diritto fondamentale. Un principio che vale per tutti — anche per i volontari di Protezione Civile, che in emergenza operano in contesti rischiosi.

La sicurezza dei volontari è una responsabilità del sistema

Il volontariato di Protezione Civile non è “lavoro” in senso contrattuale: è un servizio gratuito. Ma in emergenza i volontari svolgono attività che, nel mondo del lavoro, richiedono formazione specialistica e dispositivi di protezione individuale (DPI). Per questo il Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 1/2018) e le disposizioni regionali prevedono standard precisi:

  • Formazione obbligatoria di base prima dell’impiego operativo.
  • Formazione specialistica per i ruoli tecnici (AIB, ricerca dispersi, logistica).
  • Sorveglianza sanitaria periodica per chi partecipa a interventi a rischio.
  • DPI adeguati al tipo di attività.
  • Procedure operative che fissano regole e limiti.

Cosa sono i DPI e perché si usano

I DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) proteggono da rischi specifici. Per un volontario in attività i principali sono:

  • Casco di protezione: contro urti, cadute di materiali, proiezioni di frammenti.
  • Scarpe antinfortunistiche: con puntale rinforzato e suola antiscivolo.
  • Guanti da lavoro: diversi per tipo di attività (taglio, calore, chimici).
  • Indumenti ad alta visibilità: obbligatori lungo strade e aree di cantiere.
  • Occhiali e visiere: contro polveri, schizzi, scintille.
  • Protezioni respiratorie: mascherine FFP2 o maschere complete in presenza di polveri fini.
  • Imbraghi: per le attività in quota o su pendii.

Un volontario correttamente equipaggiato non è un volontario “iperprotetto”: è un volontario che può operare a lungo, con efficacia, senza diventare una seconda persona da soccorrere.

La formazione come sicurezza

La miglior protezione, prima dei DPI, è sapere cosa si sta facendo. I corsi base della Protezione Civile insegnano:

  • Riconoscimento dei rischi in scenario
  • Procedure di sicurezza in intervento
  • Catena di comando e comunicazioni radio
  • Primo soccorso di base
  • Uso corretto dei DPI
  • Gestione dello stress in emergenza

Le formazioni specialistiche (AIB, idrogeologico, ricerca) richiedono addestramento più lungo e valutazione di idoneità.

Una responsabilità condivisa

La sicurezza in attività non dipende solo dalla buona volontà del singolo. Richiede:

  • Il coordinatore, che valuta lo scenario e decide chi fa cosa.
  • L’ente di riferimento, che fornisce DPI adeguati e formazione aggiornata.
  • Il volontario stesso, che conosce i propri limiti e non si espone a rischi non preventivati.
  • La struttura sanitaria, che assicura la sorveglianza periodica.

Se manca anche uno solo di questi anelli, la sicurezza si riduce.

La cultura della prevenzione

La Giornata del 28 aprile non riguarda solo i lavoratori in senso stretto. Ricorda a tutti che la sicurezza non è un costo: è la condizione che permette al sistema di funzionare. Un volontario che si fa male non può più aiutare. Un gruppo che perde un volontario perde mesi di competenze costruite con pazienza.

Rispettare regole, procedure e DPI non è un gesto burocratico: è il modo in cui il volontariato moderno si distingue dall’improvvisazione.

Per approfondire

Sul nostro sito:

Fonti istituzionali:

Ricordare il 28 aprile è dire una cosa semplice: si torna a casa, dopo ogni intervento. E si torna a casa tutti.