Questo articolo non sostituisce un corso di primo soccorso. Per assistere correttamente una persona in emergenza servono formazione, pratica e aggiornamento periodico. Quello che possiamo fare tutti, però, è conoscere cinque regole di base da applicare nei minuti che precedono l’arrivo del 112 e del soccorso sanitario. A volte questi minuti sono decisivi.

Le indicazioni seguite sono le più semplici e sicure da applicare per un cittadino non formato, coerenti con le linee guida IRC del Consiglio Italiano per la Rianimazione.

Regola 1 — Mettersi in sicurezza prima di avvicinarsi

Prima di soccorrere, controlla la scena:

  • C’è traffico? Metti in sicurezza la zona (luci di emergenza, triangolo, giubbotto alta visibilità).
  • C’è corrente, gas, fumo, fiamme? Non avvicinarti se non sei sicuro che il pericolo sia stato escluso.
  • Ci sono persone violente o animali? Aspetta i soccorsi da distanza di sicurezza.

Un soccorritore che si fa male diventa una seconda persona da salvare. Non è un gesto di vigliaccheria aspettare: è la prima regola di ogni corso.

Regola 2 — Chiamare il 112 subito

Nel Lazio il numero unico di emergenza è 112. Appena la scena è sicura e capisci che c’è un’emergenza, chiama. Quando chiami:

  • Resta calmo e parla chiaro.
  • dove sei (indirizzo preciso, riferimenti visibili).
  • Descrivi cosa è successo e quante persone sono coinvolte.
  • Rispondi alle domande dell’operatore: ti chiederà informazioni precise per decidere cosa mandare.
  • Non chiudere finché l’operatore non te lo dice.

Se sei da solo con una persona priva di coscienza, chiama prima e poi occupati di lei. Se ci sono altri, chiedi a qualcuno di chiamare mentre tu assisti.

Regola 3 — Valutare lo stato di coscienza

Avvicinati alla persona e chiama ad alta voce: “Mi sente? Come sta?”. Se serve, scuoti dolcemente le spalle.

  • Se risponde: è cosciente. Rassicurala, non spostarla, aspetta i soccorsi.
  • Se non risponde: è incosciente. Passa al punto successivo.

Regola 4 — Liberare le vie aeree e controllare il respiro

Se la persona è incosciente:

  1. Mettila supina su una superficie rigida, con cautela se sospetti traumi.
  2. Iperestendi la testa con una mano sulla fronte e due dita sotto il mento: questa manovra apre le vie aeree.
  3. Avvicina l’orecchio alla bocca della persona: per 10 secondi guarda il torace, ascolta il respiro, senti l’aria sulla guancia.

Se respira normalmente, mettila in posizione laterale di sicurezza: di lato, con la testa leggermente inclinata in basso per far uscire eventuale vomito.

Se non respira o respira in modo anomalo (ansimi, gemiti), inizia il massaggio cardiaco se sai farlo. Altrimenti, resta al telefono con il 112: l’operatore ti guiderà passo dopo passo.

Regola 5 — Non fare ciò che non sai fare

Il primo soccorso non formato può fare danni. Cose da non fare mai senza formazione:

  • Non dare acqua a una persona incosciente.
  • Non togliere il casco a un motociclista ferito.
  • Non muovere una persona con sospetto trauma alla colonna vertebrale (se non c’è pericolo imminente, come incendio).
  • Non somministrare farmaci a persone che non conosci.
  • Non perdere tempo in manovre che hai visto nei film ma non hai mai praticato.

Restare accanto alla persona, parlarle, rassicurarla e aggiornare il 112 è spesso il soccorso più utile che un cittadino non formato possa dare.

Il defibrillatore (DAE) in luogo pubblico

Molti luoghi pubblici (scuole, palestre, stazioni, uffici comunali) sono dotati di defibrillatori semiautomatici (DAE). Sono apparecchi sicuri che guidano l’utilizzatore con istruzioni vocali. Se serve un DAE e ne vedi uno vicino, fatti portare l’apparecchio mentre qualcun altro fa massaggio cardiaco. Il DAE si attiva premendo un pulsante: l’apparecchio decide da solo se scaricare.

Partecipa a un corso

Il sistema sanitario regionale e le associazioni di volontariato (Croce Rossa Italiana, ANPAS, Misericordie, IRC) organizzano corsi BLS-D (Basic Life Support e Defibrillazione) aperti a tutti. Sono corsi pratici, brevi (poche ore), che si possono ripetere periodicamente. Sono la migliore forma di prevenzione personale e collettiva.

Per approfondire

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Fonti istituzionali:

Conoscere cinque regole non fa di nessuno un soccorritore professionista. Ma in un mondo in cui tutti conoscessero almeno queste cinque regole, molte più persone tornerebbero a casa dopo un malore.