La Giunta regionale del Lazio ha approvato il regolamento attuativo della Scuola di Alta Formazione di Protezione Civile. Si tratta di uno strumento previsto dalla legge regionale 2 del 2014 sul sistema integrato regionale di Protezione Civile, ma rimasto sulla carta per dodici anni. Con l’approvazione del regolamento la Scuola diventa operativa e potrà avviare i percorsi formativi destinati a volontari, operatori e personale tecnico del sistema regionale.

Aula formativa con docente in primo piano e schermo proiettato della Sala Operativa Regionale del Lazio sullo sfondo
La formazione regionale in atto: una sessione recente nella Sala Operativa della Protezione Civile Lazio. La nuova Scuola di Alta Formazione strutturerà su base permanente i percorsi finora organizzati su base puntuale.

Cosa cambia con il nuovo regolamento

Il regolamento disciplina il funzionamento della Scuola e ne definisce la struttura organizzativa. Tra i punti principali:

  • Articolazione provinciale: è prevista la possibilità di aprire una sede in ogni provincia del Lazio, per avvicinare la formazione ai territori e ridurre i tempi di trasferimento per chi partecipa ai corsi.
  • Collaborazione con le università del Lazio: i percorsi formativi saranno costruiti in raccordo con il sistema universitario regionale, per garantire aggiornamento scientifico continuo e contenuti tecnici al passo con l’evoluzione delle discipline coinvolte (geologia, idraulica, comunicazione del rischio, gestione delle emergenze, sanità pubblica).
  • Formazione costantemente aggiornata e diversificata: il modello prevede livelli e indirizzi diversi, calibrati sui ruoli (volontario operativo, dirigente di funzione di supporto, comunicatore, formatore, tecnico GIS, eccetera).

Perché serve una Scuola regionale

In Italia la formazione dei volontari di Protezione Civile è regolata da due fonti: la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2012 sugli indirizzi operativi per la formazione del volontariato e il Decreto Legislativo 1 del 2018 (Codice della Protezione Civile). I corsi base e di specializzazione sono già erogati a livello locale da Gruppi Comunali, Organizzazioni di Volontariato e Province. La variabilità di contenuti, durata e qualità è però grande.

Una Scuola regionale serve a:

  • Standardizzare i percorsi: stessi contenuti minimi, stessa durata, stesso standard di valutazione per tutti i volontari del Lazio.
  • Riconoscere reciprocamente le qualifiche: un volontario formato a Rieti deve poter essere impiegato a Latina senza dover ripetere i corsi base.
  • Aggiornare con continuità: la Protezione Civile è un settore in forte evoluzione (cambiamento climatico, nuovi rischi, IT-alert, social media in emergenza, intelligenza artificiale per la gestione dei dati). La formazione deve seguire il passo.
  • Costruire una memoria istituzionale: raccogliere e tramandare le esperienze operative del Lazio, dai terremoti dell’Appennino alle alluvioni costiere, dalle ondate di calore agli incendi boschivi.

Cosa significa per il Gruppo Comunale di Genzano di Roma

Per i volontari del Gruppo Comunale di Genzano l’avvio della Scuola può tradursi, nei prossimi mesi, in:

  • Corsi base e di specializzazione più vicini: una sede provinciale di Roma ridurrebbe i tempi di trasferimento per i corsi tecnici (antincendio boschivo, radiocomunicazioni, primo soccorso, allestimento aree di accoglienza).
  • Qualifiche standardizzate: i percorsi formativi del Gruppo si allineerebbero a un quadro unico regionale, con riconoscimento più semplice in caso di impiego in colonne mobili o esercitazioni intersettoriali.
  • Formazione continua: la Scuola è pensata per offrire aggiornamenti periodici e non solo corsi una tantum, in coerenza con il principio per cui un volontario di Protezione Civile non smette mai di formarsi.

Il Gruppo segue con attenzione le prossime fasi di avvio operativo della Scuola e darà aggiornamenti puntuali sui canali ufficiali quando saranno disponibili informazioni sui primi corsi calendarizzati.

Per approfondire

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Fonti istituzionali:


Fonte: Sala Stampa della Regione Lazio — Protezione Civile, aprile 2026.