Il primo maggio è la Festa dei Lavoratori. È una data che richiama i diritti conquistati dal lavoro dipendente e autonomo e, tra questi, il diritto alla sicurezza. A pochi giorni dalla Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, è anche un’occasione per parlare di un tema che riguarda da vicino il volontariato di Protezione Civile: tutti devono poter tornare a casa in sicurezza, al termine di ogni attività.

Un principio costituzionale

L’articolo 1 della Costituzione italiana afferma che “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Gli articoli 35, 36, 37 e 41 tutelano il diritto al lavoro dignitoso, equamente retribuito e sicuro. Il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) traduce questi principi in obblighi e procedure operative.

La sicurezza nel volontariato

Il volontariato non è lavoro in senso contrattuale, ma il principio resta: nessuna attività deve esporre un volontario a rischi inutili o non governati. Per questo i gruppi di Protezione Civile seguono regole precise:

  • Formazione di base obbligatoria per l’impiego operativo.
  • Percorsi specialistici certificati per i ruoli tecnici, come AIB, rischio idrogeologico, ricerca e logistica.
  • Sorveglianza sanitaria periodica per chi partecipa ad attività con profili di rischio specifici.
  • Dispositivi di protezione individuale forniti dall’ente di riferimento e usati correttamente.
  • Procedure operative che fissano ruoli, limiti, responsabilità e canali di coordinamento.

Nessun volontario dovrebbe operare senza formazione e senza equipaggiamento adeguato. Se un’attività è rischiosa e il volontario non è formato o non dispone dei dispositivi necessari, la scelta corretta è fermarsi, segnalarlo e attendere indicazioni.

Il primo maggio nei Castelli Romani

Nei Castelli Romani il primo maggio è una giornata di tradizioni popolari, manifestazioni e presenza istituzionale. In occasione di eventi pubblici particolarmente partecipati, il Gruppo Comunale Volontari può essere attivato per supporto logistico, presidio del territorio e assistenza alla popolazione, sempre nell’ambito delle richieste istituzionali ricevute.

I lavoratori dell’emergenza

Il primo maggio è anche l’occasione per ricordare le categorie professionali che lavorano nell’emergenza: Vigili del Fuoco, personale sanitario, forze dell’ordine, operatori del 112, tecnici comunali, operai delle manutenzioni, squadre AIB e tutti coloro che garantiscono servizi essenziali. Sono donne e uomini che tutelano la sicurezza collettiva, spesso con turni e condizioni complesse.

Il volontariato di Protezione Civile opera a supporto di queste strutture, non in loro sostituzione. È una parte complementare del sistema, utile proprio perché organizzata, formata e coordinata.

Il lavoro come comunità

Il volontariato moderno è una forma di lavoro civico: non retribuito economicamente, ma dotato di regole, formazione, dispositivi, assicurazioni e responsabilità. In questo senso la Festa dei Lavoratori parla anche al volontariato: ricorda che dignità e sicurezza non sono un dettaglio, ma la condizione per dare un contributo utile e sostenibile alla comunità.

Per approfondire

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Fonti istituzionali:

Buon primo maggio. A chi lavora ogni giorno per la sicurezza degli altri e a chi, come volontario, sceglie di dedicare tempo gratuito alla comunità.