In un’epoca in cui tutti comunicano con lo smartphone, può sembrare anacronistico parlare di radio. Ma in emergenza, quando le reti mobili sono sature o interrotte, quando il collegamento dati non funziona, quando persino la rete elettrica è fuori uso, le radio continuano a funzionare. Per questo il sistema di Protezione Civile mantiene e sviluppa le proprie reti radio e si avvale di volontari radioamatori con competenze specifiche.

Perché le reti mobili non bastano

Postazione operativa di un radioamatore (ham shack): banco con ricetrasmettitori, microfono, monitor, antenne all'esterno
Una tipica postazione operativa di radioamatore. Foto: Mw0rkb, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0.

Durante un’emergenza, la rete mobile entra in sofferenza per tre motivi concomitanti:

  1. Sovraccarico: migliaia di persone telefonano o cercano informazioni nello stesso momento.
  2. Danni alle infrastrutture: ripetitori e celle possono essere danneggiati o restare senza corrente.
  3. Dipendenza dalla corrente elettrica: molti apparati di rete hanno batterie tampone di poche ore; dopo, si spengono.

Le radio, invece, funzionano con apparati autonomi, possono essere alimentate a batteria o con piccoli gruppi elettrogeni, e non dipendono da infrastrutture esterne se gestite in modalità punto-punto o con ripetitori locali.

I diversi sistemi radio usati in Protezione Civile

Non esiste “una” radio di Protezione Civile: il sistema usa strumenti diversi per esigenze diverse.

Radio VHF e UHF ad uso governativo

Le strutture operative (Vigili del Fuoco, Forze di Polizia, Servizi Sanitari) usano reti radio protette su bande riservate con apparati dedicati. Non sono accessibili al pubblico e la loro gestione segue protocolli precisi.

Rete radio della Protezione Civile

Il Dipartimento e le Regioni mantengono reti proprie per il coordinamento con comuni, colonne mobili e volontari. In operazioni complesse si integrano con quelle degli enti di pronto intervento.

Radioamatori

I radioamatori sono cittadini con una licenza ministeriale che autorizza l’uso di apparati in bande specifiche. In Italia esiste la rete ARI-RE (Radioamatori Italiani — Radiocomunicazioni Emergenza) che collabora con il Dipartimento di Protezione Civile secondo protocolli consolidati. I radioamatori possono operare in modalità particolari (HF a lunga distanza, modi digitali, ponti radio) che completano le reti istituzionali.

Le bande “libere” (CB, LPD, PMR446)

Per uso comune esistono bande libere come la CB (Citizen Band) o le PMR446 (walkie-talkie di libero uso). Sono utili per comunicazioni di breve raggio all’interno di squadre, ma non sono adatte a un coordinamento di emergenza strutturato.

Il ruolo dei volontari radioamatori

Nel volontariato di Protezione Civile i radioamatori hanno un ruolo specifico. In emergenza possono:

  • Collegare sedi e aree remote quando le reti ordinarie non funzionano.
  • Montare ponti radio temporanei per estendere la copertura.
  • Collegare il centro operativo con squadre in intervento.
  • Garantire comunicazioni su lunga distanza con altre regioni o con il livello nazionale.
  • Supportare eventi di protezione civile (esercitazioni, manifestazioni) con comunicazioni di servizio.

Diventare volontario radioamatore di Protezione Civile richiede:

  1. La patente di radioamatore rilasciata dal Ministero (esame tecnico).
  2. Il nominativo individuale associato alla patente.
  3. Iscrizione a un gruppo di volontariato riconosciuto.
  4. Formazione specifica sulle procedure di emergenza.

Perché continuare a investire in radio nel 2026

Perché la storia insegna. In tutti gli eventi gravi degli ultimi decenni (terremoti in Abruzzo, Emilia, Italia centrale; alluvioni in Veneto, Sicilia, Emilia-Romagna) c’è sempre stata una finestra iniziale in cui le comunicazioni ordinarie sono mancate. In quelle ore, le radio hanno permesso di salvare vite, coordinare squadre, informare le autorità.

Mantenere apparati, formare operatori, fare esercitazioni periodiche è un investimento silenzioso che paga quando serve davvero.

Le nostre attività di radiocomunicazione

Il Gruppo Comunale Volontari di Genzano di Roma ha volontari attivi nelle radiocomunicazioni. Partecipiamo a esercitazioni regionali e contribuiamo alla sorveglianza radio durante eventi e manifestazioni pubbliche. Per saperne di più trovi un riferimento nella pagina Diventa volontario.

Per approfondire

Sul nostro sito:

Fonti istituzionali:

In un mondo sempre più connesso, la vera resilienza sta nel mantenere anche le tecnologie apparentemente “vecchie” che continuano a funzionare quando il resto si ferma.