Durante un’emergenza, prima che arrivino le istituzioni, sono spesso i vicini a fare la differenza. Un familiare lontano, un figlio all’estero, un figlio in viaggio non possono intervenire: il vicino sì. Per questo il sistema di Protezione Civile moderno riconosce grande valore alla rete di prossimità: parenti, amici, vicini che conoscono le persone fragili e sanno come aiutarle.

In questo articolo raccontiamo come organizzare, nella propria scala o nel proprio palazzo, una piccola rete informale di assistenza. Niente di complesso: poche regole, applicate con continuità.

Chi è una “persona fragile”

Il termine è volutamente ampio. In un’emergenza può trovarsi in difficoltà:

  • Un anziano che vive solo, anche se in buone condizioni generali.
  • Una persona con disabilità motorie che ha difficoltà a lasciare la casa.
  • Una persona con disabilità cognitive che può disorientarsi facilmente.
  • Un malato cronico che dipende da farmaci o apparecchi (ossigeno, dialisi, pompe infusionali).
  • Una persona con problemi visivi o uditivi.
  • Una famiglia con bambini molto piccoli (neonati, pochi mesi).
  • Una donna in gravidanza avanzata.
  • Una persona che non parla bene italiano e può non capire comunicazioni in emergenza.

“Fragile” non è un giudizio: è la constatazione che in una certa situazione quella persona avrà bisogno di più tempo o di un aiuto esterno.

Conoscere il vicinato: il primo passo

Prima dell’emergenza:

  • Sai chi abita accanto a te? Anche solo il nome, qualche dato (vive solo, ha mobilità ridotta, ha animali domestici)?
  • Hai il numero di telefono di un familiare o di un riferimento delle persone anziane che vivono da sole?
  • Nel tuo palazzo esistono persone che usano ossigenoterapia, carrozzine, bastoni?
  • Chi ha le chiavi dell’appartamento di un anziano solo se succede qualcosa?

Queste informazioni non si raccolgono durante l’emergenza: si raccolgono nella normalità, con gentilezza, al momento giusto. Un caffè insieme, un saluto sulla porta, una chiacchiera in cortile.

Cosa fare durante un’emergenza

Quando accade qualcosa (terremoto, allerta meteo, blackout esteso, ondata di calore):

Controllo iniziale

  • Bussa alla porta di chi sai essere solo o fragile.
  • Fai due domande semplici: “Tutto bene? Ha bisogno di qualcosa?”
  • Non entrare se non ti invita: rispetta l’autonomia.

Se non risponde

  • Chiama al telefono (fisso o cellulare).
  • Contatta un familiare che conosci, se ne hai il numero.
  • Se non hai risposta e temi per la sicurezza, avvisa il 112 o il Comune indicando la situazione.

Durante i giorni successivi

  • Passa a trovarli una volta al giorno nei periodi di allerta prolungata.
  • Chiedi se serve la spesa o la farmacia, se sai che hanno difficoltà a uscire.
  • Racconta cosa stanno dicendo i canali ufficiali se non hanno TV o non usano internet: un aggiornamento amichevole riduce lo stress.

Cosa NON fare

  • Non entrare in casa di un estraneo senza permesso esplicito.
  • Non somministrare farmaci che non conosci.
  • Non spostare un anziano caduto a terra se potrebbe essersi fatto male: chiama il 112 e attendi i soccorsi.
  • Non promettere cose che non puoi garantire (sarà tutto a posto, verranno subito). Sii realistico.
  • Non lasciare che la persona resti sola se è evidentemente in stato di shock o ha perso l’orientamento: resta finché arriva aiuto.

Uno strumento pratico: il “foglio del vicino”

Alcune esperienze di buon vicinato hanno adottato un semplice foglio affisso all’interno dell’armadio o nel frigo, contenente:

  • Nome e cognome del residente
  • Data di nascita
  • Numero del medico curante
  • Numero di un familiare di riferimento
  • Farmaci abituali e allergie note
  • Eventuali disabilità o esigenze particolari

Non è obbligatorio, ma per un soccorritore che entra in casa è un’informazione preziosissima in pochi secondi. Sul nostro sito trovi un riferimento alla scheda emergenza personale nel percorso Abili a Proteggere — La Mia Scheda.

Il ruolo del volontariato

Il Gruppo Comunale Volontari coordina con il Comune e l’ASL le attività di assistenza alla popolazione fragile in emergenza. Non sostituiamo i servizi sociali o sanitari: li integriamo, con presenza capillare sul territorio. In un’emergenza complessa, senza il volontariato organizzato, le istituzioni non possono arrivare ovunque in tempo utile.

Per approfondire

Sul nostro sito:

Fonti istituzionali:

La prossimità non è un servizio pubblico, è una virtù civile. In un paese come Genzano, dove molti si conoscono da sempre, coltivarla è più facile che in una grande città. Farlo è già un gesto di Protezione Civile.