Il 9 maggio è la Giornata dell’Europa. Settantasei anni fa Robert Schuman, ministro degli Esteri francese, propose una nuova forma di cooperazione tra gli Stati europei: da quella Dichiarazione del 1950 è nata l’attuale Unione Europea.

Per chi si occupa di protezione civile, questa data ha un significato concreto: gli Stati europei condividono risorse, mezzi e squadre quando le emergenze superano le capacità di un singolo Paese, grazie al Meccanismo Unionale di Protezione Civile.

Una giornata istituzionale, non solo simbolica

Nel 1985 il Consiglio europeo di Milano istituì il 9 maggio come Giornata dell’Europa. Oggi le istituzioni organizzano eventi divulgativi e iniziative pubbliche in tutta l’Unione.

Per il sistema italiano di protezione civile la cooperazione europea ha un valore operativo diretto: quando un’emergenza supera le capacità di un Paese, è possibile chiedere assistenza agli altri Stati partecipanti.

Cos’è il Meccanismo Unionale di Protezione Civile

Il Meccanismo Unionale di Protezione Civile (Union Civil Protection Mechanism — UCPM) nasce nel 2001. La base giuridica vigente è la Decisione n. 1313/2013/UE, modificata negli anni successivi.

Vi partecipano i 27 Stati membri dell’Unione Europea e altri Stati partecipanti non appartenenti all’UE. Il numero varia nel tempo: per dati aggiornati si rimanda alla pagina ufficiale della Commissione Europea.

Il centro operativo del sistema è il Centro di Coordinamento della Risposta alle Emergenze (ERCC), con sede a Bruxelles. L’ERCC è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7: quando un Paese chiede aiuto, raccoglie le offerte degli altri Stati partecipanti e coordina l’assistenza con il Paese richiedente.

Sala operativa dell'ERCC a Bruxelles con schermi, mappe e dati durante una risposta internazionale di protezione civile
Sala operativa dell’ERCC della Commissione Europea a Bruxelles. Foto: Yıldız Yazıcıoğlu (Voice of America), Wikimedia Commons — pubblico dominio.

rescEU: la riserva strategica europea

Dal 2019 il Meccanismo è stato rafforzato con rescEU, una riserva comune di capacità e materiali disponibili quando le risorse nazionali non sono sufficienti.

La riserva comprende:

  • mezzi aerei per la lotta agli incendi;
  • ospedali da campo e capacità mediche d’emergenza;
  • dispositivi di protezione individuale e materiali sanitari;
  • unità per emergenze chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN);
  • supporto logistico e di trasporto.

rescEU non sostituisce i sistemi nazionali: li integra quando la risposta richiede capacità aggiuntive che nessun singolo Paese può fornire da solo.

L’Italia nel sistema europeo

L’Italia partecipa al Meccanismo sia come Paese che offre assistenza sia come Paese che può riceverla. Il punto di contatto nazionale è il Dipartimento della Protezione Civile (DPC), che coordina le richieste e gli invii di squadre, mezzi, materiali ed esperti.

Negli ultimi anni il sistema europeo si è attivato per incendi, terremoti, alluvioni, emergenze sanitarie e crisi umanitarie. In questi scenari operano professionisti, tecnici, enti pubblici e — quando previsto dalla pianificazione — componenti del volontariato organizzato.

Cosa significa per Genzano di Roma

Genzano e i Castelli Romani fanno parte di una rete che opera ben oltre i confini comunali. I dati di monitoraggio, le mappe europee e i sistemi di cooperazione internazionale alimentano anche le analisi dei sistemi nazionali e regionali di protezione civile.

Per il cittadino, conoscere il Meccanismo significa sapere che la protezione non si ferma al Comune o alla Regione: esiste una rete europea che scatta quando un evento supera le capacità del singolo Stato.

Per approfondire

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