Il Centro Funzionale Regionale del Lazio pubblica ogni giorno un bollettino di criticità. Ogni zona di allerta riceve un colore: verde, giallo, arancione o rosso. Quei colori non sono una scelta grafica. Seguono lo standard internazionale ISO 22324, che definisce come progettare un sistema di allerta cromatica comprensibile, accessibile e affidabile in qualsiasi contesto culturale.

Quattro principi dietro a una scala di colori

ISO 22324 definisce quattro principi per i codici colore delle allerte.

Scelta cromatica universale. Il rosso significa “massima allerta” in tutte le culture, il verde significa “nessuna criticità”. I gradini intermedi — giallo per attenzione moderata, arancione per allerta elevata — seguono un percorso che l’occhio riconosce istintivamente. Lo standard esclude colori creativi o non convenzionali.

Numero di livelli. Tre, quattro o cinque livelli sono ottimali. Meno di tre perde informazione utile; più di cinque confonde la lettura rapida. Il Centro Funzionale Regionale usa quattro livelli, in linea con la raccomandazione internazionale.

Il colore non basta da solo. In Italia circa il 5% degli uomini ha una forma di daltonismo. Lo standard richiede che ogni livello sia accompagnato da:

  • la parola scritta in chiaro (es. “Allerta arancione”, non solo il cerchio colorato);
  • un’icona o simbolo leggibile anche in scala di grigi;
  • una posizione fissa nella scala (il rosso sempre in alto, il verde sempre in basso).

Questo principio coincide con il criterio WCAG 2.2 — 1.4.1: nessuna informazione critica affidata al solo colore. Lo applichiamo anche nelle nostre pubblicazioni social.

Stabilità nel tempo. La scala non cambia di anno in anno. Il cittadino apprende una volta il significato di ciascun livello; quel significato deve restare valido nel tempo. ISO 22324 sconsiglia revisioni cosmetiche frequenti.

Come funziona in Italia

Nel sistema italiano di Protezione Civile, i codici colore si usano in più contesti:

  • Allerta meteo idrogeologica e temporali: bollettini quotidiani del Centro Funzionale Regionale Lazio per ogni zona di allerta. Quattro livelli verde / giallo / arancione / rosso.
  • Allerta incendi boschivi: ARSIAL e Regione Lazio pubblicano nei mesi estivi un bollettino di pericolosità per fascia climatica e tipo di vegetazione.
  • Bollettini sanitari: il Ministero della Salute usa scale colorate per ondate di calore, qualità dell’aria, allerta epidemica.

Il riferimento normativo è la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, che ha introdotto i codici colore nazionali per il rischio idrogeologico. Le Regioni li applicano con piccole varianti grafiche, ma la struttura è uniforme.

Cosa trovare in un bollettino di allerta

Ogni bollettino di allerta — sul sito istituzionale, sui canali social, su una notifica push — deve contenere:

  1. il livello scritto in chiaro (es. “Allerta gialla per temporali”);
  2. il colore corrispondente che lo rinforza visivamente;
  3. l’area geografica colpita;
  4. la finestra temporale di validità (es. “dalle ore 14 di oggi alle ore 6 di domani”);
  5. la fonte ufficiale (Centro Funzionale Regionale Lazio o Dipartimento di Protezione Civile);
  6. cosa fare in pratica (es. “evita le aree alluvionabili”, “non sostare sotto i tigli per il rischio caduta rami”).

Se manca anche uno solo di questi elementi, il messaggio è incompleto. ISO 22324 non lo classificherebbe come allerta, ma come informazione imprecisa.

Sul nostro sito

Il livello di allerta del Lazio è visibile in tempo reale nella barra di stato in homepage e nella pagina Allerte meteo. Mostriamo sempre il livello scritto, l’area e la fonte ufficiale: mai il solo colore.

Per approfondire

Sul nostro sito:

Fonti istituzionali: