Il 15 maggio è la Giornata internazionale delle famiglie proclamata dall’ONU nel 1993. È una ricorrenza che invita a riflettere sul ruolo delle famiglie come “unità fondamentale della società”, sostegno, educazione, protezione. Tra i temi che ogni famiglia può affrontare insieme c’è anche la preparazione all’emergenza: non è un tema triste, è un tema di responsabilità.

Questo articolo propone cinque conversazioni semplici da fare in famiglia oggi.

Uno: “Dove ci vediamo se non riusciamo a chiamarci?”

Durante un’emergenza, le reti mobili possono essere sovraccariche. Chi è a scuola, chi è al lavoro, chi è a fare la spesa: dove ci ritroviamo?

  • Un punto di ritrovo vicino casa (piazzale, parco, cortile aperto).
  • Un punto di ritrovo lontano (casa di un parente, luogo pubblico ben identificabile).

Mostra ai bambini fisicamente i due punti. Non basta dirglieli.

Due: “Chi chiamiamo se non riusciamo a sentirci tra noi?”

Un contatto fuori zona — un parente o un amico che vive in un’altra città — spesso è raggiungibile quando le linee locali sono sature. Si chiama lui/lei per dire “io sto bene, sono qui”, e chi chiama dopo chiede le stesse informazioni a lui/lei.

Tre: “Cosa mettiamo nello zaino di emergenza?”

Preparare insieme lo zaino di emergenza domestico è un’attività da fare in famiglia, non delegata a uno solo. I bambini:

  • Partecipano con qualcosa di loro (una torcia, un gioco preferito, un libro).
  • Imparano dove si trova lo zaino.
  • Ricordano meglio il senso del kit.

Una revisione due volte l’anno — primavera e autunno — è un rito familiare che si consolida negli anni.

Quattro: “Cosa facciamo se c’è un’allerta meteo?”

Non serve drammatizzare. Basta concordare poche regole semplici:

  • Chi controlla l’allerta e lo comunica ai familiari.
  • Cosa facciamo se siamo a scuola/lavoro e l’allerta è rossa (torniamo a casa? restiamo? dove?).
  • Come mettiamo in sicurezza casa (cosa togliamo dal balcone, cosa chiudiamo).
  • Quali numeri chiamiamo in emergenza: il 112 è il Numero Unico per ogni emergenza nel Lazio. Memorizzatelo insieme.

Cinque: “Chi aiutiamo?”

Una famiglia che si prepara pensa anche agli altri. Abbiamo:

  • Un vicino anziano che vive solo?
  • Una persona con disabilità nella nostra scala o vicinato?
  • Un animale domestico dei vicini di cui ci potremmo occupare se loro non ci fossero?

Un piano familiare che include “controlliamo il signor Mario che abita al primo piano” è un piano che fa protezione civile comunitaria.

I bambini: come coinvolgerli

L’errore più comune è non parlare ai bambini di emergenza per “non spaventarli”. In realtà, i bambini:

  • Capiscono più di quanto sembri.
  • Si spaventano di più quando vedono gli adulti preoccupati senza capire perché.
  • Si rassicurano quando hanno informazioni e un ruolo.

Alcuni suggerimenti:

  • Parla con toni calmi e parole semplici.
  • Presenta l’emergenza come “una cosa che a volte succede e per cui ci prepariamo”.
  • Assegna loro piccoli compiti appropriati all’età.
  • Gioca a “prova di evacuazione”: trasforma la prova in un’esperienza condivisa, non in un esercizio militare.

Per i nonni

Spesso i nonni vivono in case diverse dai genitori. Il piano familiare dovrebbe includere anche loro:

  • Hanno il contatto fuori zona concordato?
  • Sanno cosa fare se c’è un’allerta e i figli non rispondono?
  • Hanno un vicino di riferimento a cui rivolgersi?
  • Ci aggiorniamo periodicamente sul loro stato di salute in caso di ondata di calore o ondata di freddo?

Per gli animali

Gli animali domestici fanno parte della famiglia. In un piano di emergenza:

  • Trasportino in un luogo conosciuto e raggiungibile.
  • Documenti sanitari nello zaino (libretto vaccinazioni, microchip).
  • Acqua e cibo per 3 giorni anche per loro.
  • Medaglietta con numero di telefono aggiornato.
  • Sapere dove sono i centri di accoglienza animali in caso di evacuazione.

Un invito operativo

Dedica un’ora oggi a una di queste cinque conversazioni. Anche solo una. In una famiglia media, un’ora di pianificazione condivisa vale più di una settimana di corsi teorici in solitaria.

Per approfondire

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Fonti istituzionali:

Buona Giornata delle Famiglie. E buon piano di emergenza, costruito insieme.