Un’allerta pubblica deve raggiungere milioni di persone in pochi minuti, in qualsiasi luogo del territorio interessato, indipendentemente da età, lingua, abilità o tecnologia disponibile. È una sfida operativa enorme, e da molti anni esiste uno standard internazionale che indica come affrontarla: ISO 22322 — Public warning.

In Italia il sistema nazionale di allerta pubblica si chiama IT-alert ed è gestito dal Dipartimento di Protezione Civile. Vediamo cosa dice ISO 22322 e come si traduce nel sistema italiano.

Tre fasi di un’allerta pubblica

ISO 22322 divide il processo in tre fasi.

1. Rilevamento del pericolo. Un sensore (sismografo, mareografo, radar meteo, sistema antincendio, monitoraggio chimico) rileva un parametro fuori soglia. Spesso il rilevamento è automatico, ma serve sempre una conferma umana prima di emettere un’allerta — un falso allarme di massa è quasi peggio di un mancato allarme, perché erode la fiducia futura.

2. Decisione di allertare. Una persona autorizzata decide se emettere l’allerta, in base a soglie predefinite ma anche al contesto (orario, stagione, vulnerabilità della popolazione). La decisione è tracciata e auditabile.

3. Diffusione del messaggio. Il messaggio raggiunge la popolazione. Qui entrano in gioco tre elementi:

  • i canali: sirene, SMS, app, cell broadcast, radio, TV, megafoni della Polizia Locale
  • le lingue: italiano sempre, eventualmente lingue straniere parlate nel territorio
  • l’accessibilità per persone con disabilità sensoriali: sottotitoli, segnali visivi per non udenti, voce sintetica per non vedenti.

Cosa caratterizza un buon messaggio di allerta

ISO 22322 indica le proprietà di un messaggio efficace:

  • Tempestivo: rilascia l’allerta abbastanza presto da consentire la reazione, ma non così presto da generare incertezza.
  • Specifico: indica chi è interessato (l’area geografica precisa) e cosa fare in pratica.
  • Affidabile: la fonte è chiaramente identificata, riconoscibile, ufficiale.
  • Comprensibile: linguaggio semplice, frasi brevi, voce attiva, niente burocratese. Coerente con i principi del manuale di stile AGID per la PA.
  • Ripetibile: il messaggio può essere ricevuto più volte e attraverso canali diversi senza confondere.

Sono principi di comunicazione del rischio allineati al D.Lgs. 1/2018 italiano e alla Direttiva PCM 30 aprile 2021.

IT-alert: il sistema italiano

IT-alert è il sistema nazionale di allerta pubblica via cell broadcast: un canale tecnico che invia un messaggio a tutti i telefoni (anche stranieri in roaming) presenti in una determinata area geografica. Il telefono non deve essere registrato, non serve un’app, non serve credito, non serve internet: il messaggio passa sulla rete cellulare in modo simile a una chiamata di servizio.

Caratteristiche di IT-alert in linea con ISO 22322:

  • Geolocalizzato: solo i telefoni nell’area effettivamente esposta ricevono il messaggio. Non si bombarda l’intera Italia per un’alluvione locale.
  • Multilingue: italiano e inglese di base, con possibilità di altre lingue per zone turistiche.
  • Integrato con i sistemi regionali: i dati delle allerte meteo, sismiche e dei rischi industriali confluiscono nel sistema nazionale.
  • Accessibile: il messaggio testuale è leggibile anche da chi non sente, e contiene istruzioni chiare in lingua naturale.

Per quali rischi viene attivato? Eventi gravi e imminenti: maremoto, collasso di una grande diga, incidente in stabilimento Seveso a rischio incidente rilevante, attività vulcaniche, eventi meteo eccezionali. Per le allerte ordinarie (pioggia gialla, vento forte) restano i canali tradizionali (siti istituzionali, app DPC, social, bollettini regionali).

Cosa fare quando arriva un’allerta IT-alert

  1. Leggere fino in fondo il messaggio: contiene il tipo di evento, l’area, la finestra temporale, le istruzioni operative.
  2. Verificare la fonte ufficiale se possibile (sito DPC, sito Regione Lazio, app IT-alert ufficiale).
  3. Non chiamare il 112 per chiedere informazioni: la Centrale Unica deve restare libera per le emergenze reali.
  4. Seguire le istruzioni date dal messaggio (allontanarsi da una zona, chiudere finestre, raggiungere un piano alto, ecc.).
  5. Avvisare familiari che non hanno ricevuto il messaggio (anziani senza smartphone, persone con telefono spento).

In sintesi

ISO 22322 è il modello internazionale di un sistema di allerta pubblica fatto bene. IT-alert è la versione italiana di quel modello. Il fatto che un cittadino in Lazio riceva oggi un messaggio comprensibile, geolocalizzato, multilingue e accessibile non è scontato: dietro c’è un decennio di lavoro tecnico e operativo, allineato a uno standard internazionale.

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