Venerdì 22 maggio 2026 il Consiglio dei ministri dichiara lo stato di emergenza per intervento all’estero in Medio Oriente. Riguarda la striscia di Gaza, la Cisgiordania e i territori della Repubblica del Libano. Vale 12 mesi dalla data della delibera e serve a sostenere il soccorso e l’assistenza alla popolazione.

Che cosa prevede la delibera

La delibera richiama il grave contesto di emergenza nell’area. Tra le criticità indica l’assenza o la scarsità di servizi sanitari, che non permettono cure adeguate ai pazienti. Ricorda poi che il Meccanismo unionale di protezione civile dell’Unione europea è attivo. Nel suo ambito cresce il bisogno di materiali per il soccorso e l’assistenza alla popolazione.

Gli interventi urgenti si decidono con ordinanze del Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Le ordinanze possono derogare alle norme vigenti, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento. Il limite di spesa è di 2 milioni di euro, a carico del Fondo per le emergenze nazionali.

La procedura parte da una nota di mercoledì 20 maggio del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. La proposta è del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare.

Che cos’è lo stato di emergenza per intervento all’estero

Lo prevede l’articolo 29 del Codice della protezione civile, il decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1. Il Servizio nazionale della protezione civile può partecipare a interventi di emergenza e di primo soccorso all’estero. In questi casi si usano gli stessi provvedimenti previsti per le emergenze in Italia, adottati su richiesta del Ministero degli Affari esteri. Il Ministero e l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo mantengono le loro competenze.

La delibera del Consiglio dei ministri si chiama allora «deliberazione dello stato di emergenza per intervento all’estero».

Perché ne parliamo

Il Codice indica il volontariato organizzato di protezione civile fra le strutture operative nazionali del Servizio (articolo 13). È lo stesso sistema in cui opera il nostro Gruppo Comunale. Su richiesta del Ministero degli Affari esteri, quel sistema può intervenire anche fuori dai confini. Come funziona la cooperazione europea fra le protezioni civili lo abbiamo spiegato nell’articolo sulla Giornata dell’Europa.

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