Ogni estate, in Italia, migliaia di persone sono colpite da malori legati al caldo. Le ondate di calore sono, dal punto di vista sanitario, il rischio meteorologico con l’impatto più alto sulla mortalità. Ma, diversamente da un terremoto, i loro effetti sono largamente prevedibili — e quindi prevenibili.

Dal 2004 il Ministero della Salute, con il Dipartimento di Epidemiologia (DEP) Lazio — ASL Roma 1, coordina il Piano nazionale di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. Il piano si inserisce in un quadro europeo delineato dalla guidance OMS Europa sui Heat-Health Action Plans. In questa pagina spieghiamo come funziona il sistema e perché coinvolge anche il volontariato di protezione civile.

Un quadro europeo: la guidance OMS

Nel 2008, l’Organizzazione Mondiale della Sanità — Ufficio Regionale per l’Europa ha pubblicato il documento “Heat-Health Action Plans: guidance”, nato dal progetto EuroHEAT in collaborazione con la Commissione Europea. La guidance indica che gli effetti sanitari del caldo e delle ondate di calore sono in larga misura prevenibili attraverso un insieme coordinato di azioni:

  • sistemi di allerta precoce sulle temperature estreme
  • comunicazione al pubblico e agli operatori sanitari
  • miglioramento delle abitazioni e della pianificazione urbana
  • preparazione dei servizi sanitari e sociali

Il documento ha orientato la costruzione dei piani nazionali in tutta Europa, compreso quello italiano.

Il Piano nazionale italiano

Il Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute è coordinato dal Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM). Si basa su linee di indirizzo nazionali aggiornate per l’ultima volta nel luglio 2019 dal gruppo di lavoro del Ministero della Salute e del DEP Lazio. Le linee di indirizzo integrano, per la prima volta in modo sistematico, anche la prevenzione degli effetti acuti dell’inquinamento atmosferico.

Il Piano ha tre obiettivi:

  1. Sintetizzare le evidenze scientifiche sui fattori di rischio associati al caldo
  2. Fornire raccomandazioni e strumenti operativi alle istituzioni locali (Regioni, Province, Comuni) e ai medici di base
  3. Migliorare l’efficienza dei piani locali di prevenzione già esistenti

I sistemi di allerta HHWWS

Il cuore del Piano è il sistema di allerta HHWWS (Heat-Health Watch Warning System): ogni giorno, da maggio a settembre, il Ministero pubblica bollettini sulle ondate di calore per 27 città italiane, inclusa Roma — un riferimento rilevante anche per i Castelli Romani. Il bollettino assegna un livello da 0 a 3:

LivelloSignificato
0Nessun rischio
1Condizioni meteo che precedono un’ondata di calore
2Ondata di calore in corso con effetti sanitari
3Ondata di calore prolungata con effetti sul sistema sanitario

I bollettini sono pubblicati sul portale del Ministero della Salute e guidano la risposta sul territorio.

Il numero 1500 “Proteggiamoci dal caldo”

Ogni estate è attivo il call center 1500, gratuito, con personale qualificato che risponde a domande della popolazione e dei caregiver su:

  • comportamenti preventivi
  • assistenza alle persone fragili
  • segnali di allarme da riconoscere
  • indirizzamento ai servizi sanitari territoriali

Il 1500 non sostituisce il 112 per le emergenze: è un servizio di informazione e consulenza.

L’anagrafe dei sottogruppi a rischio

Il Piano prevede che ASL e Comuni costruiscano anagrafi della popolazione suscettibile al caldo — soprattutto anziani soli con patologie croniche — per permettere una sorveglianza attiva durante le ondate.

La sorveglianza attiva consiste in chiamate o visite programmate verso i soggetti più fragili, per verificare che stiano bene, che abbiano acqua disponibile, che l’ambiente domestico sia adeguato. Questa attività viene svolta da:

  • medici di medicina generale (MMG)
  • operatori sanitari territoriali delle ASL
  • assistenti sociali comunali
  • servizi di assistenza domiciliare
  • associazioni di volontariato, incluso il volontariato di protezione civile

Il ruolo del volontariato di protezione civile

Le linee di indirizzo nazionali citano esplicitamente il ruolo delle associazioni di volontariato nella sorveglianza attiva delle persone fragili durante le ondate di calore. Il contributo del nostro Gruppo Comunale può concretizzarsi in:

  • telefonate di conforto a persone sole segnalate dai servizi sociali
  • consegna di beni essenziali (acqua, farmaci) a chi non è in grado di uscire
  • supporto logistico in iniziative comunali o di ASL Roma 6
  • sensibilizzazione della popolazione attraverso informazione e comunicazione
  • segnalazione ai servizi competenti di situazioni di rischio

Il volontariato non sostituisce il medico curante, i servizi sanitari o i servizi sociali: integra la rete territoriale.

Mitigazione urbana: l’isola di calore

Le linee di indirizzo dedicano un capitolo alla mitigazione dell’isola di calore urbana — il fenomeno per cui le città registrano temperature più alte delle aree circostanti, a causa del cemento, dell’asfalto, della scarsa vegetazione e del traffico. Le azioni raccomandate includono:

  • aumento del verde urbano e tetti verdi
  • pavimentazioni riflettenti (albedo alto)
  • ombreggiatura di spazi pubblici e percorsi pedonali
  • riduzione delle superfici impermeabili
  • rifugi climatici: spazi pubblici refrigerati accessibili durante le ondate

Per Genzano di Roma, pur essendo una cittadina collinare dei Castelli e non una metropoli, vale la stessa logica: preservare il verde, proteggere le vie pedonali con alberi, progettare nuove aree pubbliche tenendo conto del microclima.

Cambiamento climatico: il contesto

Tutti i piani nazionali ed europei di prevenzione del caldo si inseriscono nel quadro del cambiamento climatico: le proiezioni concordano sul fatto che, nei prossimi decenni, le ondate di calore saranno più intense, più frequenti e più lunghe. Prepararsi ora significa ridurre la mortalità futura.

Per approfondire

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Fonti istituzionali: