In un’emergenza, una “popolazione” non è un’astrazione uniforme: è un mosaico di persone con storie, bisogni e capacità diverse. Una sirena udita bene da un cittadino in piena salute resta inudita per chi ha una disabilità uditiva. Un’evacuazione veloce per un giovane è impossibile per un anziano allettato. Un messaggio in italiano scritto è incomprensibile per chi parla solo arabo o ucraino.
Lo standard internazionale ISO 22395 — Inclusive support of vulnerable groups (pubblicato nel 2018) spiega come una società davvero resiliente non lascia indietro nessuno. È il riferimento internazionale che ispira i nostri Kit Calamità per situazioni vulnerabili.
Chi sono le persone “vulnerabili”
ISO 22395 evita una definizione rigida e usa un approccio funzionale: una persona è vulnerabile in un dato momento se una o più capacità necessarie per autoproteggersi sono compromesse. Le capacità rilevanti includono:
- mobilità (camminare, correre, salire scale);
- percezione (vedere, sentire, capire un messaggio);
- comunicazione (parlare la lingua del paese, leggere, scrivere);
- comprensione cognitiva (elaborare informazioni nuove sotto stress);
- autonomia decisionale (un bambino dipende da un adulto);
- dipendenza da terapie e dispositivi (insulina, ossigeno, dialisi).
In un dato evento, persone diverse sono vulnerabili in modi diversi. Una donna in gravidanza è vulnerabile al calore estremo. Un anziano allettato è vulnerabile all’evacuazione. Una persona straniera senza italiano è vulnerabile ai messaggi in italiano.
La vulnerabilità è una caratteristica della situazione, non solo della persona.
Quattro principi operativi
ISO 22395 propone quattro principi.
1. Mappatura preventiva
Prima dell’emergenza, l’amministrazione comunale dovrebbe sapere chi vive sul territorio e con quali esigenze. Anagrafe della fragilità, banche dati delle ASL, registri delle persone in terapia salvavita, censimento delle RSA. La mappatura tutela la privacy (GDPR) ma è un dato vitale per gestire un’evacuazione.
2. Comunicazione accessibile
L’allerta deve raggiungere tutti. Significa:
- Multilingue: italiano, almeno inglese, eventualmente lingue parlate sul territorio.
- Multicanale: SMS, app, sirene, radio, megafoni, sottotitoli TV, contatti diretti porta a porta per persone isolate.
- Linguaggio chiaro: frasi brevi, parole comuni, voce attiva. Il manuale AGID è il riferimento italiano.
- Versioni alternative: testo per chi non può ascoltare, audio per chi non può leggere, immagini con pittogrammi per chi non legge una lingua.
- Facile da leggere: per persone con disabilità cognitive (la nostra pagina /facile-da-leggere/).
3. Inclusione operativa
Le squadre di emergenza devono saper interagire con persone di ogni condizione. Significa formazione specifica per:
- assistenza ad anziani (ascolto attivo, manovre di sollevamento sicure);
- comunicazione con persone con disabilità sensoriali (linguaggio dei segni di base, scrittura veloce);
- gestione di bambini sotto stress (linguaggio rassicurante, presenza adulta riconoscibile);
- mediazione culturale di base (alcune frasi chiave nelle lingue più parlate).
4. Continuità delle terapie e dei servizi
Per chi dipende da una terapia salvavita (insulina, dialisi, chemioterapia, ossigeno domiciliare, anticoagulanti), l’interruzione è già un’emergenza in sé. ISO 22395 raccomanda piani specifici per:
- garantire la continuità delle terapie nei centri di accoglienza;
- fornire energia di emergenza per i dispositivi medici domiciliari;
- mantenere la catena del freddo per farmaci che lo richiedono;
- prevedere reti di trasporto sanitario di emergenza.
I nostri Kit Calamità
A maggio 2026 il Gruppo Comunale ha realizzato dodici Kit Calamità per categorie vulnerabili: schede A4 stampabili, pratiche, gratuite, con la cornice giuridica e gli standard internazionali di settore. I dodici kit coprono:
- Anziani al domicilio
- Anziani in RSA
- Adulti con disabilità (motorie, sensoriali, cognitive)
- Bambini
- Neonati
- Donne in gravidanza
- Persone in terapia salvavita
- Senza fissa dimora
- Italiano L2 (stranieri non italofoni)
- Caregiver familiari
- Animali da compagnia
- Volontari di Protezione Civile
Ogni kit cita standard internazionali di settore (NCTSN PFA, IFRC, WHO, Sphere 2018, FEANTSA, UNHCR CwC, IOM CCCM, IFE Core Group, IAWG MISP, WSAVA, HelpAge, Eurocarers) oltre a ISO 22395. Si raccorda inoltre con la normativa italiana (D.Lgs. 1/2018, L. 18/2009, L. 205/2017, L. 281/1991, ARERA, ecc.).
I kit sono rilasciati con licenza libera (CC BY-NC-SA 4.0 dove ci sono pittogrammi ARASAAC, altrimenti uso libero) e sono riutilizzabili da altri Comuni e Gruppi PC. La citazione del Gruppo è gradita ma non obbligatoria.
La regola del doppio canale
Una conseguenza pratica importantissima di ISO 22395: ogni messaggio di emergenza dovrebbe esistere su due canali distinti — uno visivo, uno uditivo, o uno per smartphone, uno per non smartphone. Il principio del doppio canale vale sia per le allerte (un cieco non vede l’app, un sordo non sente la sirena) sia per le evacuazioni (qualcuno potrebbe non aver ricevuto il messaggio).
Per il cittadino “abile”, uno dei due canali è ridondanza. Per il cittadino vulnerabile, è la differenza tra ricevere e non ricevere il messaggio.
In sintesi
Una società resiliente non si misura su quanto sa proteggere i cittadini in piena forma in un giorno luminoso, ma su quanto sa proteggere il cittadino più fragile in una notte buia. ISO 22395 è la cornice internazionale di questa filosofia, ed è il principio guida dei nostri Kit Calamità.
Per approfondire
Sul nostro sito:
- ISO 22395 — Persone vulnerabili: scheda interna con titolo, ambito e contestualizzazione italiana.
- Kit Calamità per situazioni vulnerabili: hub dei 12 kit operativi.
- Facile da leggere.
- Standard ISO per la Protezione Civile: hub di tutti gli standard rilevanti.
- Persone fragili: aiutare i vicini in emergenza.
Fonti istituzionali:
- Pagina ufficiale ISO 22395: per il testo della norma (a pagamento) consulta iso.org o il catalogo UNI.
- WHO — Vulnerable groups in emergencies.
- Sphere Standards 2018 — riferimento internazionale per la qualità dell’aiuto umanitario.




