L’estate è la stagione delle escursioni: sentieri dei Castelli Romani, camminate sui monti dei Simbruini, ferie in montagna o in aree protette. È un’attività salutare, gratuita, formativa. Ma ogni anno in Italia decine di escursionisti finiscono in situazioni di emergenza, spesso per sottovalutazione. Poche regole, applicate con costanza, riducono enormemente i rischi.
Questo articolo integra quello su perdersi nei boschi: lì parlavamo specificamente di orientamento, qui dell’escursione nel suo insieme.
Le cause più frequenti di incidenti in montagna
Le statistiche del Soccorso Alpino mostrano che la maggior parte degli incidenti gravi è dovuta a:
- Cadute su terreno sconnesso (scivolate, storte).
- Malori (problemi cardiaci, colpi di calore).
- Sottovalutazione dei tempi e buio in montagna.
- Cambio meteo non previsto (temporali estivi in quota sono rapidi e violenti).
- Fuori sentiero per curiosità o scorciatoie.
- Abbigliamento inadeguato (scarpe da ginnastica, niente giacca).
Non sono tanto “incidenti straordinari” quanto somma di piccole scelte sbagliate.
Prima di partire
Scelta dell’itinerario
- Difficoltà adeguata al meno esperto del gruppo, non al più forte.
- Dislivello e distanza calcolati realisticamente: 3-4 km/h in piano, 300-400 m di dislivello/ora in salita.
- Tempo totale (andata + ritorno + pause) + 2 ore di margine.
- Sentieri segnalati da CAI o dal Parco di riferimento.
Meteo
- Previsioni del giorno stesso controllate la mattina.
- Meteo locale in montagna (può differire molto dalla pianura).
- D’estate, i temporali di calore arrivano tipicamente nel pomeriggio. Partire presto, rientrare per pranzo o primo pomeriggio.
Informare qualcuno
Prima di partire comunica a un familiare o amico:
- Dove vai (sentiero, quota).
- A che ora parti e a che ora pensi di rientrare.
- Con chi sei.
- Quando richiamerai a conferma del rientro.
Se al tuo orario di rientro non si hanno tue notizie, saprà cosa fare.
Equipaggiamento essenziale
Per escursione di giornata a media difficoltà:
Obbligatorio
- Scarpe da trekking con suola scolpita, caviglie supportate.
- Zaino da 20-30 litri.
- Acqua: 1,5-2 litri a persona minimo (di più d’estate).
- Cibo energetico: frutta secca, barrette, panini.
- Giacca impermeabile (anche se c’è sole).
- Cappello e occhiali da sole.
- Crema solare (anche in bosco, i raggi passano).
- Mappa cartacea e bussola.
- Cellulare carico + powerbank.
- Fischietto.
- Frontalino a LED con pile cariche.
- Coperta termica salvavita.
- Kit di primo soccorso essenziale.
Consigliato
- Bastoncini da trekking (riducono carico sulle ginocchia in discesa).
- Sovrapantaloni impermeabili se meteo incerto.
- Pile o maglione leggero per pause o freschezza in quota.
- Coltello multiuso.
- Repellente insetti.
Durante il cammino
Regole di gruppo
- Il più lento davanti, il più esperto chiude in fondo.
- Si cammina al ritmo del più lento.
- Nessuno si stacca mai senza comunicarlo.
- Pause frequenti (ogni ora-ora e mezza), più che pause lunghe.
- Idratazione costante: non aspettare la sete.
Terreno
- Passi corti e stabili in discesa (rischio scivolate).
- Sguardo avanti, non solo ai piedi.
- Tre punti di appoggio in tratti esposti (due piedi + una mano, o due mani + un piede).
- Attenzione alle pietre instabili.
Temporale in avvicinamento
I temporali estivi in montagna si formano rapidamente. Segnali:
- Nubi scure cumuliformi che si addensano.
- Temperatura che scende improvvisamente.
- Tuoni (anche lontani).
Cosa fare:
- Scendere di quota il prima possibile.
- Allontanarsi da creste, vette, alberi isolati.
- Cercare rifugio in una cavità, anfratto, bosco fitto (ma non sotto un albero isolato).
- Accovacciarsi con piedi uniti, lontano da oggetti metallici (anche bastoncini).
- Aspettare che il temporale passi (30-60 minuti di solito).
Se qualcuno si infortuna
- Mettere in sicurezza la persona (spostare da pericoli, coprire).
- Valutare: è cosciente? Respira? Ha ferite aperte gravi?
- Chiamare il 112: fornire posizione il più precisa possibile (sentiero, riferimenti, coordinate GPS se disponibili).
- Non spostare la persona se c’è sospetto di trauma alla colonna.
- Rendere visibile la posizione per i soccorsi (abbigliamento colorato in vista).
- Restare sul posto fino all’arrivo del soccorso.
Se ti perdi
Vedi in dettaglio l’articolo dedicato. In sintesi: STOP (fermarsi, pensare, osservare, pianificare). Chiamare il 112. Restare visibili. Non muoversi a caso.
Persone a rischio specifico
Bambini
- Sentieri adatti alla loro età.
- Ritmo loro, non nostro.
- Riposini frequenti.
- Idratazione costante (si ricordano meno di bere).
- Cappello sempre.
Anziani
- Percorsi facili con pochi dislivelli.
- Bastoncini per supporto.
- Attenzione alla frequenza cardiaca: pause ai primi segnali di affaticamento.
- Farmaci abituali nello zaino.
Cardiopatici, diabetici, asmatici
- Percorsi adatti alla propria condizione.
- Farmaci salvavita sempre con sé (ansiolitici, inalatori, glucosio, nitroglicerina).
- Medaglietta medica se possibile.
- Compagnia esperta che sappia riconoscere i segnali.
Animali: attenzione e rispetto
- Vipere: presenti in tutta Italia, anche nei Castelli. Non camminare a piedi nudi, attenzione dove si mettono le mani nei cespugli. Se morsi: non incidere, non succhiare, non applicare ghiaccio. Immobilizzare l’arto, chiamare il 112.
- Zecche: controlli al ritorno, rimozione corretta.
- Cinghiali: mai avvicinare cuccioli, non correre, allontanarsi con calma.
- Cani pastore: se incontri un gregge, fermati, non agitare braccia, non correre. Il cane sta proteggendo: gli basta vedere che non sei una minaccia.
Il Soccorso Alpino
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) è l’organizzazione che interviene in montagna. È un servizio pubblico, accessibile tramite il 112. L’intervento è gratuito per chi si trova in effettiva difficoltà.
Segnali per elicottero di soccorso:
- Braccia alzate a Y: “YES, ho bisogno di aiuto”.
- Un braccio alzato, un braccio abbassato: “NO, non ho bisogno di aiuto”.
Sono segnali internazionali, semplici e inequivocabili.
Per approfondire
Sul nostro sito:
- Perdersi in bosco.
- Ricerca dispersi.
- Sicurezza ai laghi di Nemi e Albano.
- Cartografia del territorio di Genzano di Roma.
- Vento forte: cosa fare.
Fonti istituzionali:
- CAI — Club Alpino Italiano.
- CNSAS — Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
- Parco Regionale dei Castelli Romani.
- Vigili del Fuoco.
L’escursione è un’esperienza meravigliosa se preparata bene. La montagna non perdona l’improvvisazione. Prepararsi non toglie libertà: ne aggiunge.




