La Rete Zamberletti ha tagliato un traguardo storico: 500 prove radio. Il convegno celebrativo si è svolto martedì 26 maggio 2026 a Villa Recalcati, a Varese, sede della Prefettura e della Provincia.

Non è solo un numero. Sono oltre quarant’anni di prove mensili che hanno tenuto viva una rete radio alternativa, autonoma e resiliente, pronta a far parlare le istituzioni quando ogni altro canale si spegne.

Che cos’è la Rete Zamberletti

La Rete Zamberletti è un sistema di radiocomunicazioni alternative di emergenza. Collega via radio Prefetture, Sale Operative e Istituzioni dello Stato anche quando le reti ordinarie — telefono, internet, telefonia mobile — sono fuori uso.

Funziona grazie ai radioamatori volontari dell’ARI — Associazione Radioamatori Italiani e alle frequenze HF (onde corte). Le onde corte coprono lunghe distanze senza ripetitori né reti commerciali. È lo stesso principio che guida le nostre attività di radiocomunicazione.

La rete prende il nome da Giuseppe Zamberletti, considerato il padre della Protezione Civile italiana.

Ritratto di Giuseppe Zamberletti, anziano con occhiali e abito scuro, davanti all'emblema della Repubblica Italiana.
Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione Civile italiana: dalla sua intuizione nasce la rete radio che porta il suo nome.

Una rete nata da un terremoto

L’origine risale al terremoto dell’Irpinia e della Basilicata del 23 novembre 1980. In quei giorni le comunicazioni ordinarie collassarono e i soccorsi arrivarono in ritardo. Zamberletti, allora Commissario straordinario, capì che serviva una rete di riserva, indipendente dalle infrastrutture commerciali.

Da quell’esperienza nacque l’idea di una maglia HF nazionale, capace di collegare Prefetture e istituzioni con sistemi radio autonomi. Quella storia si lega alla nascita stessa della Protezione Civile italiana.

Una rete che oggi unisce istituzioni e Forze Armate

Dopo quarant’anni la rete non è un ricordo: è una struttura operativa e in crescita. Alle prove mensili partecipano oggi Prefetture, il Dipartimento della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco (dal 2024) e la Marina Militare. Sono presenti anche reparti dell’Esercito come il 7° Reggimento Alpini e centinaia di radioamatori.

Il mondo scientifico segue la rete da vicino. L’INGV — Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia collabora con l’ARI da oltre quarant’anni. Il tema comune è la propagazione ionosferica: le condizioni fisiche che rendono possibili i collegamenti in onde corte.

La 500ª prova e il passaggio di testimone

Il momento centrale è arrivato alle 11:00, con la 500ª prova di sintonia trasmessa dal salone della Prefettura di Varese. La rete ha collegato in tempo reale dieci Prefetture italiane e una nave della Marina Militare, con segnali ottimi. All’esterno, ARI-RE Lombardia aveva allestito una stazione radio mobile di riserva, a garanzia della continuità dei collegamenti.

La giornata ha segnato anche un passaggio di testimone. Giannino Romeo (I2RGV), che ha coordinato la rete per decenni, lascia la guida a Dario Palasciano (IT9AOI). La rete non dipende da una sola persona: è una comunità di volontari che si rinnova nel tempo.

Forte l’attenzione delle istituzioni. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha definito la rete «una garanzia assoluta». Dal Governo ha inviato un messaggio il ministro Giancarlo Giorgetti; per il Ministero dell’Interno è intervenuto il sottosegretario Emanuele Prisco. Il messaggio condiviso: di fronte ai rischi informatici e alla dipendenza dal digitale, le comunicazioni radio alternative sono strategiche.

Perché ci riguarda da vicino

Le radiocomunicazioni non sono un ricordo del passato: restano una competenza operativa attuale. Anche il nostro Gruppo cura la formazione radio e partecipa a esercitazioni radio inter-comunali, perché in un’emergenza vera la radio può essere l’unico collegamento che funziona.

La Rete Zamberletti ricorda una lezione semplice: la tecnologia da sola non basta. Servono persone preparate che sappiano usarla. La resilienza, in fondo, è la capacità di comunicare quando tutto il resto smette di funzionare.

Per approfondire

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Fonti istituzionali e di stampa: