Alle 0.12 di martedì 2 giugno 2026 un forte terremoto avviene nel Mar Tirreno meridionale. Lo registra la Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). La magnitudo momento è Mw 6.1, la magnitudo locale ML 6.2. L’epicentro è in mare, davanti alla costa calabra nord-occidentale, a 16 chilometri da Amantea (Cosenza). L’ipocentro è molto profondo: circa 250 chilometri secondo le prime stime dell’INGV e del Dipartimento della Protezione Civile. Dopo la revisione, il Bollettino Sismico Italiano dell’INGV lo colloca a 259 chilometri.

Avvertito dal Lazio alla Sicilia, nessun danno segnalato

La scossa viene avvertita dal Lazio alla Sicilia. Nel corso della giornata il sito «Hai sentito il terremoto?» dell’INGV raccoglie oltre 7.400 questionari. La mappa di scuotimento dell’INGV stima valori massimi del IV-V grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS).

La Sala Situazione Italia del Dipartimento contatta le strutture locali di protezione civile. All’una si riunisce l’Unità di crisi, presieduta dal Capo Dipartimento Fabio Ciciliano. Sono collegati le Regioni del Sud, i Vigili del Fuoco e l’INGV. Nessuna Regione segnala danni a persone o cose.

Perché un terremoto così profondo

Nel Tirreno meridionale i terremoti profondi sono piuttosto frequenti. Li produce la subduzione: la litosfera del Mar Ionio scende sotto l’arco calabro e il Tirreno. Nella stessa area l’INGV ricorda le scosse di magnitudo ML 5.1 del 18 maggio 1998 e del 17 dicembre 2008. Anche quelle ebbero ipocentri molto profondi, fra circa 270 e 310 chilometri.

Con un ipocentro così profondo, fra l’arrivo delle onde P (longitudinali) e quello delle onde S (trasversali) passano molti secondi. Alla stazione sismica di Gizzeria, a meno di 40 chilometri dall’epicentro, sono circa 25. Per un terremoto superficiale sarebbero circa 5. Per questo molte persone hanno pensato a due scosse: erano due tipi di onde dello stesso terremoto.

Che cosa insegna

  • Due scosse a pochi secondi di distanza possono essere le onde P e S di un unico terremoto.
  • Se hai sentito una scossa, compila il questionario «Hai sentito il terremoto?»: con le risposte l’INGV stima gli effetti nei Comuni.
  • Cerca le notizie sui canali dell’INGV e del Dipartimento: il 112 serve a chi è in pericolo.
  • Ripassa che cosa fare durante e dopo una scossa nella nostra pagina sul rischio sismico.

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