Il 14 giugno è la Giornata mondiale del donatore di sangue di OMS e Federazione internazionale della Croce Rossa. Una ricorrenza che ogni anno ricorda quanto sia essenziale — per la sanità pubblica e per le emergenze — una rete capillare di donatori volontari di sangue.
Un pilastro spesso invisibile
In Italia ogni anno si effettuano oltre 3 milioni di donazioni di sangue e emocomponenti. Sono donazioni volontarie, anonime, non retribuite, realizzate attraverso associazioni come AVIS, FRATRES, Croce Rossa Italiana e molte altre organizzazioni regionali.
Il sistema italiano di raccolta è uno dei più avanzati al mondo. È anche uno dei più fragili: richiede un flusso costante, ogni settimana, ogni mese, ogni anno.
Perché una pagina di Protezione Civile se ne occupa
Il volontariato di donazione è cugino del volontariato di Protezione Civile:
- Entrambi nascono da senso civico e responsabilità per la comunità.
- Entrambi sono organizzati in associazioni che collaborano con lo Stato.
- Entrambi servono in emergenza (grandi incidenti, disastri, eventi bellici), ma richiedono continuità per essere operativi quando serve.
- Molti volontari di PC sono anche donatori di sangue, e viceversa.
Il fabbisogno nazionale
Il Centro Nazionale Sangue pubblica ogni anno i dati sullo stato del sistema (dati 2025, comunicato del 16 gennaio 2026):
- Circa 1,7 milioni di donatori attivi in Italia.
- La raccolta di plasma ha toccato nel 2025 il record di quasi 920 tonnellate; la raccolta di globuli rossi è in equilibrio, ma il fabbisogno di farmaci plasmaderivati continua a crescere.
- In alcune Regioni e stagioni si registrano carenze critiche.
- Sangue e plasma sono necessari per: traumi gravi, parti complicati, interventi chirurgici, pazienti oncologici, talassemici, emofilici, ustionati.
Un’unità di sangue può salvare 1-3 vite, a seconda degli emocomponenti derivati (globuli, plasma, piastrine).
Le emergenze in cui il sangue serve
- Incidenti stradali gravi.
- Terremoti e alluvioni con molti feriti.
- Ondate di calore con aumento di patologie acute.
- Emergenze sanitarie pubbliche (il Covid ha mostrato quanto serva il plasma iperimmune).
- Conflitti armati.
Dopo il terremoto dell’Aquila 2009, tante persone cercarono di donare, ma il sistema era già pronto grazie alla rete ordinaria. La lezione: donare prima dell’emergenza fa la differenza.
Chi può donare
Per donare in Italia si deve:
- Avere tra 18 e 65 anni (fino a 70 se già donatori abituali).
- Pesare almeno 50 kg.
- Essere in buono stato di salute.
- Non avere comportamenti a rischio recenti.
Alcune restrizioni temporanee (gravidanza, trattamenti dentistici, tatuaggi recenti) sono risolvibili aspettando qualche mese.
Quanto ci vuole
Una donazione di sangue intero richiede:
- 5-10 minuti per il prelievo vero e proprio.
- 30-60 minuti totali considerando anamnesi, colazione, visita medica.
Si può donare ogni 3 mesi per gli uomini, ogni 6 mesi per le donne in età fertile (quantità diverse di ferritina consentite).
Dove donare nei Castelli Romani
- ASL Roma 6 — centri prelievo: ospedale dei Castelli, punti periodici nei Comuni.
- AVIS — sezioni di Genzano di Roma, Velletri, Marino, Albano, Ariccia.
- FRATRES — presenti in alcuni Comuni.
- Policlinico Tor Vergata e ospedali romani per donazioni pianificate.
Per prenotare un appuntamento: contatta direttamente l’associazione o la ASL.
I volontari di PC e il sangue
Nel Gruppo comunale di Genzano diversi volontari sono anche donatori attivi. Un volontario che si tiene in salute, che dona periodicamente, che si prepara all’emergenza in questo modo, è un volontario più completo.
Inoltre, nei piani di emergenza il Gruppo può:
- Supportare campagne straordinarie di donazione.
- Aiutare la logistica di prelievi mobili in caso di esigenze territoriali.
- Fare comunicazione in caso di fabbisogni urgenti.
Donare è sicuro, è gratis, è dovere civico
- Sicuro: i controlli pre-donazione sono severi; il materiale è monouso e sterile.
- Gratuito: per legge in Italia la donazione non è retribuita (per evitare distorsioni).
- Un giorno di riposo: chi lavora ha diritto a una giornata di riposo retribuita per ogni donazione.
Perché il sistema regge
Il sangue non si produce in laboratorio. Non ci sono riserve strategiche “infinite”. Il sistema funziona perché ogni anno centinaia di migliaia di persone entrano in un centro prelievi e donano il proprio tempo e il proprio sangue.
È un gesto piccolo, ripetuto, silenzioso. È resilienza sanitaria in azione.
Per approfondire
- Centro Nazionale Sangue
- AVIS nazionale
- OMS — World Blood Donor Day
- Croce Rossa Italiana
- Ministero della Salute — Sangue
Buona Giornata del donatore. E grazie a chi dona.




