Ogni volontario di Protezione Civile indossa in servizio una serie di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). Non sono un’uniforme per “sembrare volontari”: sono strumenti di sicurezza certificati, adeguati al rischio specifico di ogni attività. La loro scelta e il loro uso corretto sono frutto di normativa, formazione e disciplina operativa.
La cornice normativa
I DPI sono regolati dal D.Lgs 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro), applicabile anche al volontariato di Protezione Civile in servizio attivo. Il Codice della PC (D.Lgs 1/2018) ribadisce l’obbligo per l’ente pubblico di fornirli e garantirne la manutenzione.
Un volontario non può operare in scenari di rischio senza adeguati DPI. La sua sicurezza è una responsabilità dell’organizzazione — ma anche di se stesso: saperli usare, tenerli in ordine, chiederne la sostituzione se deteriorati.
I DPI di base di ogni volontario PC
Ogni volontario ha in dotazione un kit standard:
- Casco di protezione (EN 397, con certificazione CE) — per rischio caduta oggetti.
- Giubbino alta visibilità (EN ISO 20471 classe 3) — per essere visibile in ogni condizione.
- Scarponi antinfortunistici (EN ISO 20345) con puntale e lamina antiperforazione.
- Guanti adeguati al tipo di lavoro (tagli, calore, abrasione).
- Abbigliamento tecnico (pantaloni, giacca, maglia) con rinforzi in punti chiave e identificazione “Protezione Civile”.
- Occhiali o visiere per protezione oculare.
Questo kit copre l'80% delle attività ordinarie: allestimento logistico, assistenza alla popolazione, supporto a esercitazioni.
DPI specifici per scenari
Per interventi più specializzati sono previsti DPI aggiuntivi:
Antincendio boschivo (AIB)
- Casco AIB con copricollo in materiale ignifugo.
- Tuta Nomex o materiale equivalente, resistente al fuoco.
- Guanti da AIB specifici (pelle fiore, cucitura Kevlar).
- Scarponi alti e ignifughi.
- Occhiali e mascherine filtranti per fumo.
Attività in acqua
- Muta in neoprene, asciutta o bagnata a seconda della temperatura dell’acqua.
- Giubbotto di salvataggio (EN ISO 12402).
- Casco fluviale per manovre in corrente.
- Scarponcini da soccorso acquatico.
Radiocomunicazioni e neve
- Abbigliamento termico stratificato.
- Guanti tecnici con uso di attrezzature.
- Cuffie antirumore in ambienti molto rumorosi.
Sanitari in emergenza
- Mascherine FFP2/FFP3, visiere, camici monouso (dotati dalla ASL per il Gruppo in supporto sanitario).
- Guanti in nitrile o lattice a seconda del rischio biologico.
Formazione all’uso
Avere un DPI non basta: serve sapere come si indossa, come si mantiene, quando va sostituito.
- Il casco va regolato in modo aderente; non deve “ballare”.
- Il giubbino alta visibilità va chiuso per massima efficacia, non lasciato aperto “per comodità”.
- Gli scarponi vanno allacciati saldamente, con calza tecnica.
- I guanti vanno della taglia giusta: troppo larghi o stretti riducono manualità e sicurezza.
Nel corso base del Gruppo e nei corsi AIB viene dedicato tempo specifico all’uso dei DPI.
Manutenzione e sostituzione
- Dopo ogni uso pulisci i DPI; asciugali prima di riporli.
- Controlla l’integrità: il casco non deve avere crepe, il giubbino non deve avere strappi significativi.
- Gli elastici degli occhiali e le visiere si deteriorano: sostituisci quando perdono elasticità o si graffiano.
- Una tuta ignifuga esposta a fuoco va verificata dal responsabile e possibilmente sostituita.
- Scarponi vanno sostituiti quando la suola perde aderenza.
Segnala sempre al responsabile del Gruppo deterioramenti o rotture: un DPI compromesso non garantisce protezione.
DPI e identificazione
Oltre al valore protettivo, i DPI identificano il volontario:
- Cromatura ad alta visibilità (giallo fluorescente con strisce retroriflettenti).
- Logo ufficiale della Protezione Civile italiana.
- Identificazione comunale o regionale (scritta “Protezione Civile — Genzano di Roma” o simili).
In emergenza l’identificazione rapida dei soccorritori riduce confusione e permette coordinamento con altri enti.
Il volontario che non indossa DPI
In scenari di rischio un volontario senza DPI:
- Mette a rischio sé stesso.
- Mette a rischio gli altri (compagni che devono soccorrerlo se infortunato).
- Compromette l’immagine del Gruppo e dell’ente.
- Espone a responsabilità amministrative chi ha disposto o accettato l’attività.
Per questo motivo il responsabile di turno verifica l’adeguatezza dell’equipaggiamento prima di ogni uscita.
DPI e costi
I DPI dei volontari sono forniti dal Comune (per i Gruppi comunali) o dalla Regione (per le Organizzazioni regionali), o in co-finanziamento con contributi nazionali del DPC.
Il volontario non paga il proprio equipaggiamento. In rari casi di Gruppi con budget limitato, alcuni volontari contribuiscono personalmente: è una prassi non da incentivare, ma è utile per segnalare difficoltà che richiedono attenzione istituzionale.
Per approfondire
- Articolo: Festa del lavoro e DPI dei volontari
- Articolo: Corso base volontari PC
- Pagina: Diventa volontario
- DPC — Sicurezza del volontario
- Ministero del Lavoro — Sicurezza sul lavoro
Un DPI ben indossato è una persona protetta. Un gesto che la vocazione al volontariato rende ancora più necessario.




