Mercoledì 17 giugno 2026 è la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità. L’ha proclamata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1994, con la risoluzione A/RES/49/115. Nel 2026 la celebrazione mondiale si tiene in Kenya, con il tema «Rangelands: Recognize. Respect. Restore.»: riconoscere, rispettare e ripristinare le terre di pascolo.

Perché esiste questa giornata

La giornata vuole far conoscere il degrado del suolo e la siccità. Vuole anche spingere ad agire per proteggere e ripristinare la terra. Quando la terra si degrada o soffre la siccità, perde la capacità di sostenere la vita. Le conseguenze vanno dai raccolti perduti alle migrazioni e ai conflitti.

La celebrazione è organizzata con la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD), nata nel 1994. È l’unico accordo internazionale vincolante dedicato alla desertificazione e agli effetti della siccità. Le Parti della Convenzione sono 197: 196 Paesi e l’Unione europea. Secondo la Convenzione, 169 dei 196 Paesi aderenti sono colpiti da desertificazione, degrado del suolo o siccità.

Il tema del 2026: le terre di pascolo

Le terre di pascolo coprono più di metà delle terre emerse. Sostengono la vita di due miliardi di persone, tra cui 500 milioni di pastori. Secondo l’UNCCD, fino a metà di queste terre è già degradata o a rischio. Il 2026 è anche l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori.

La giornata invita i Paesi anche a gestire in modo sostenibile suolo e acqua e a prepararsi meglio alla siccità.

Che cosa insegna ai Castelli Romani

La siccità è un rischio lento: arriva con mesi di poca pioggia, falde che si abbassano e limiti all’uso dell’acqua. Anche il nostro territorio la conosce. Ognuno può ridurre gli sprechi tutto l’anno, anche quando l’acqua non manca.

  • Ripara i rubinetti e gli sciacquoni che perdono.
  • Usa lavatrice e lavastoviglie a pieno carico.
  • Se hai un orto o un giardino, innaffia la sera.
  • Segnala al gestore idrico le perdite che vedi in strada.
  • Durante una crisi idrica rispetta le ordinanze del Comune.

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