Giovedì 2 luglio 2026 il Consiglio dei ministri dichiara lo stato di emergenza per intervento all’estero. Riguarda i terremoti che il 24 giugno hanno colpito il Venezuela. Lo stato di emergenza dura sei mesi. Per i soccorsi la delibera mette a disposizione fino a 3 milioni di euro del Fondo per le emergenze nazionali.

Che cosa dice la delibera

Il 24 giugno due scosse di magnitudo stimata 7.2 e 7.5 hanno colpito il territorio a ovest di Caracas. Sono seguite diverse forti scosse di assestamento. Secondo la delibera ci sono decine di vittime, centinaia di feriti, numerosi dispersi e sfollati. Molte persone hanno dovuto lasciare la propria casa e un gran numero di edifici e infrastrutture è andato distrutto.

La procedura è partita il 25 giugno con una nota del Ministero degli Affari esteri, la Farnesina. Lo scopo è assicurare il contributo dell’Italia ai soccorsi, anche nell’ambito del Meccanismo unionale di protezione civile.

Gli interventi di soccorso e di assistenza alla popolazione si decidono con ordinanze del Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Le ordinanze possono derogare alle norme vigenti, ma devono rispettare i principi generali dell’ordinamento giuridico.

Le squadre italiane sono già partite

Il 25 giugno il Dipartimento della Protezione Civile e la Farnesina hanno predisposto la partenza di un team avanzato. Il suo compito era preparare, con le autorità venezuelane, l’arrivo dei soccorritori italiani.

Venerdì 26 giugno è partito il volo con i soccorritori. A bordo c’erano operatori dei Servizi sanitari regionali e dei Vigili del Fuoco. Avevano compiti di ricerca e soccorso, assistenza medica e logistica. Con loro viaggiava anche personale del Dipartimento e dell’Unità di crisi della Farnesina.

Per sabato 27 giugno il Dipartimento aveva annunciato un secondo aereo dell’Aeronautica Militare. Doveva portare tende per la popolazione. Doveva anche completare il modulo dei Vigili del Fuoco per il supporto logistico e cartografico al campo base.

Che cos’è lo stato di emergenza per intervento all’estero

L’articolo 29 del Codice della protezione civile regola la partecipazione del Servizio nazionale alle emergenze all’estero. Si usano gli stessi strumenti delle emergenze in Italia, su richiesta del Ministero degli Esteri. In questo caso la delibera prende il nome di «deliberazione dello stato di emergenza per intervento all’estero». È lo stesso Servizio nazionale di cui fa parte anche il nostro Gruppo.

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