Ieri abbiamo pubblicato la matrice dello stato del territorio. Oggi facciamo tre passi in più, nella stessa direzione: rendere visibile il lavoro che di solito non si vede.
Il registro dei disastri che non sono successi
Il disastro evitato è invisibile: non ha macerie da fotografare, non ha anniversari. Per questo nasce il registro dei disastri che non sono successi: un elenco pubblico e datato delle allerte gestite sul nostro territorio, con le azioni di preparazione fatte e l’esito documentato. Quando l’esito è “nessun danno”, lo scriviamo; quando i danni ci sono stati, scriviamo anche quelli. La prevenzione riuscita non fa notizia: da oggi, almeno, fa registro.
La matrice diventa un formato aperto
La matrice dello stato del territorio ora è anche un dato aperto:
- un endpoint JSON machine-readable, rigenerato a ogni aggiornamento del sito, con licenza CC BY 4.0;
- una specifica aperta (v1.0): lo schema dei dati, le regole di compilazione e le istruzioni per adottarla — qualunque Comune o Gruppo comunale può replicarla sul proprio sito.
È il seguito naturale del nostro modello replicabile: non basta pubblicare uno strumento, bisogna renderlo copiabile.
«Da dove comincio?»
Ogni persona parte da un punto diverso: chi è appena arrivato in città, chi assiste una persona fragile, chi insegna, chi non parla bene l’italiano. La nuova pagina Da dove comincio? ti porta all’ingresso giusto per la tua situazione, senza farti attraversare tutto il sito. È l’idea delle “fasi delle persone” — spiegata in Oltre il ciclo — trasformata in uno strumento pratico.
Per approfondire
Sul nostro sito:
- Lo stato del territorio — la matrice, rischio per rischio.
- Oltre il ciclo: le fasi, le persone, la memoria — il quadro concettuale delle tre novità.
- Il disastro che non è successo — il dossier sul valore invisibile della prevenzione.




