In estate, quando un incendio boschivo raggiunge dimensioni rilevanti, la differenza tra contenimento e disastro può essere un Canadair. I mezzi aerei del sistema antincendio italiano sono un patrimonio operativo cruciale. Vale la pena conoscere come funzionano, chi li coordina, quando entrano in azione.

La flotta italiana

L’Italia dispone della più grande flotta antincendio boschivo del Mediterraneo:

  • Canadair CL-415 — aerei anfibi bimotore turbina, carico 6.000 litri, caricano pescando da mare o lago in pochi secondi.
  • Elicotteri pesanti (es. Erickson S-64 Air-Crane) — carico 10.000 litri.
  • Elicotteri medi (es. AB-412, AW-139) — carico 1.500-3.000 litri.
  • Elicotteri leggeri (es. AS-350) — carico 500-1.000 litri.
  • Fire boss — aerei leggeri anfibi.

La flotta è coordinata dal DPC (Dipartimento Protezione Civile) a livello nazionale e dalle Regioni a livello regionale.

I Canadair: caratteristiche

Il Canadair CL-415 (ora Viking/De Havilland) è il mezzo simbolo dell’antincendio mediterraneo:

  • Anfibio: atterra su acqua e su pista.
  • Carico 6.000 litri d’acqua.
  • Caricamento in 12 secondi pescando in volo radente (skimming).
  • Velocità di crociera ~370 km/h.
  • Autonomia di diverse ore.
  • Equipaggio di 2 piloti.

Pescano tipicamente da mare, grandi laghi, bacini artificiali. Nei Castelli i laghi di Nemi e Albano sono troppo piccoli per skimming — usano tipicamente bacini più grandi (Bracciano) o specchi d’acqua distanti.

Il sistema di attivazione

Quando è necessario un intervento aereo:

  1. Richiesta dal DOS (Direttore Operazioni di Spegnimento) sul posto.
  2. Inoltro alla SOUP regionale.
  3. Attivazione dei mezzi regionali disponibili.
  4. Se insufficienti, richiesta al COAU (Centro Operativo Aereo Unificato) del DPC.
  5. Assegnazione dei Canadair dalla flotta nazionale.
  6. Coordinamento aereo da parte di controllori specifici.

Coordinamento aereo in incendio

Durante un incendio complesso il cielo sopra il fronte è spazio operativo con regole precise:

  • Coordinatore aereo (AC) gestisce tutti i velivoli.
  • Sequenze di sganci predefinite.
  • Quote e rotte assegnate.
  • Comunicazioni radio su frequenze dedicate.
  • Sicurezza come priorità assoluta (incidenti aerei in AIB sono letali).

I piloti rifiutano sganci in condizioni di rischio (vento forte, turbolenza, visibilità scarsa).

Risorse regionali del Lazio

La Regione Lazio dispone di:

  • Elicotteri regionali dislocati in basi strategiche (solitamente 2-3 operativi in campagna AIB).
  • Accordi con il DPC per attivazione Canadair.
  • Piste e punti di rifornimento in località specifiche.
  • Personale tecnico di supporto.

Per i Castelli Romani sono tipicamente attivabili:

  • Elicotteri di base Fiumicino e Viterbo.
  • Canadair da basi di Pisa, Ciampino, Genova.

Costi e tempi

Un mezzo aereo ha costi significativi:

  • Elicottero medio: 5.000-8.000 euro per ora di volo.
  • Canadair: 12.000-15.000 euro per ora di volo.
  • Mobilitazione: oltre ai costi orari, ogni attivazione comporta costi fissi di chiamata.

Per questo motivo l’uso è autorizzato solo per incendi rilevanti — non per ogni principio di fuoco.

Tempi di intervento

Dalla richiesta all’arrivo:

  • Elicottero regionale: 15-45 minuti (dipende dalla base).
  • Canadair nazionale: 45-120 minuti (volo + preparazione).

Questo spiega perché il primo intervento a terra rapido rimane fondamentale: fermare un incendio nei primi 15 minuti evita l’attivazione di mezzi aerei costosi.

Come lavorano sul fuoco

Un Canadair in operazione:

  1. Arriva sul fronte di fuoco.
  2. Valuta con il DOS dove sganciare.
  3. Vira verso il bacino di rifornimento (mare, lago, bacino).
  4. Atterra in volo radente, carica 6.000 litri in 12 secondi.
  5. Torna sul fuoco.
  6. Sgancio di precisione a bassa quota (20-30 m dal suolo).
  7. Ripete il ciclo. Un Canadair può fare 20-30 sganci per missione.

Un elicottero fa cicli più brevi (bacini anche piccoli) ma con carico inferiore.

L’innesto terra-aria

I mezzi aerei non spengono da soli un incendio. Contengono e rallentano. Il lavoro di spegnimento definitivo è delle squadre a terra:

  • Raffreddare terreni e vegetazione.
  • Aprire linee tagliafuoco.
  • Bonificare focolai.
  • Monitorare la bonifica per ore.

L’integrazione aria-terra è una delle sfide tecniche principali.

Rischi per il personale a terra

Gli sganci di mezzi aerei sono pericolosi per chi è a terra:

  • Acqua cadente da 30 m ha forza considerevole.
  • Alberi e detriti possono essere spostati.
  • Ritardanti possono creare problemi respiratori.

Per questo motivo le zone di sgancio sono off-limits per chi non è in posizione operativa autorizzata.

Volontari e operatori ricevono istruzioni precise: allontanarsi o ripararsi quando l’aereo è in fase di sgancio.

Gli incidenti in AIB aereo

La storia dell’AIB aereo italiano ha visto incidenti dolorosi:

  • 1983: primo Canadair italiano perso in operazioni.
  • 2002: Canadair precipitato in Sardegna (2 morti).
  • 2012: elicottero Vigili del Fuoco caduto a Catanzaro (2 morti).
  • Altri incidenti minori nella storia della flotta.

Ogni incidente ha portato a miglioramenti nelle procedure e nei materiali. I piloti AIB sono tra i più preparati del Paese.

Il volontariato e i mezzi aerei

Come volontari di PC non gestiamo mezzi aerei. Ma collaboriamo con:

  • Sgombero aree di atterraggio e rifornimento.
  • Supporto logistico per equipaggi al suolo.
  • Comunicazione con centri di coordinamento.
  • Informazione alla popolazione sui rischi dell’area.

La collaborazione è rispettosa delle specializzazioni di ciascuno.

Il futuro dell’AIB aereo

Le nuove frontiere includono:

  • Droni per avvistamento e coordinamento.
  • Velivoli a pilotaggio remoto in sviluppo.
  • Aerei più grandi (Air Tractor, ma non ancora in flotta italiana).
  • Monitoraggio satellitare integrato.
  • Intelligenza artificiale per previsione dinamica.

La flotta italiana è stata recentemente rafforzata con acquisti di nuovi Canadair di nuova generazione.

Per approfondire

Dietro ogni Canadair che vedi passare in estate c’è una catena organizzativa complessa. Conoscerla aiuta ad apprezzare il lavoro che rende possibile la difesa del territorio.