L’Italia ha un nuovo Piano pandemico nazionale, il primo dopo l’esperienza del Covid-19. Il nome ufficiale: “Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029”. È ora pienamente in vigore.

Il Piano è stato approvato con l’Accordo tra Stato, Regioni e Province autonome del 30 aprile 2026 (Rep. atti n. 50/CSR). Il testo integrale è stato poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 136 del 15 giugno 2026 (Supplemento Ordinario n. 25).

Perché ne parliamo solo ora

Una precisazione di metodo. La nostra redazione aspettava di poter linkare la versione del documento pubblicata sul sito del Ministero della Salute. Il Ministero ha annunciato l’approvazione con un comunicato del 30 aprile 2026. Il riferimento ufficiale del testo integrale resta però la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, liberamente consultabile online. È una fonte pienamente valida: la Gazzetta è il canale con cui lo Stato pubblica i propri atti.

Cosa prevede il Piano

Il Piano 2025-2029 sostituisce il precedente piano pandemico influenzale (PanFlu 2021-2023) e introduce alcune novità importanti:

  • Approccio multi-patogeno. Per la prima volta la strategia non riguarda solo l’influenza. Copre tutte le pandemie da patogeni respiratori a maggiore potenziale pandemico.
  • Durata quinquennale. Il metodo è flessibile e si adatta a scenari epidemiologici diversi per trasmissibilità, gravità e impatto sui servizi sanitari.
  • Sorveglianza e allerta precoce. Il Piano prevede un sistema integrato di sorveglianza dei patogeni respiratori e un sistema avanzato di allerta rapida.
  • Preparazione del sistema sanitario. Il Piano rafforza i dipartimenti di prevenzione e i laboratori. Migliora la comunicazione verso la popolazione e adatta le misure agli scenari.

Il documento segue le raccomandazioni più recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Segue anche quelle del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

Le risorse e i prossimi passi

Secondo il testo pubblicato, le risorse sono 50 milioni di euro per il 2025 e 150 per il 2026. Dal 2027 salgono a 300 milioni l’anno: nel quinquennio superano il miliardo di euro.

Ora tocca alle Regioni. Entro 90 giorni dall’accordo, cioè entro il 29 luglio 2026, ognuna deve recepire il Piano con una propria delibera e un primo cronoprogramma. Entro nove mesi serve una seconda delibera con le azioni regionali successive. Il recepimento della Regione Lazio si inserisce nella cornice della pianificazione regionale di protezione civile. Ne abbiamo appena parlato: il Programma regionale di previsione e prevenzione 2026-2028 tiene conto proprio dell’esperienza della pandemia.

Aggiornamento del 7 ottobre 2026

Il termine del 29 luglio è passato. Al 7 ottobre non abbiamo trovato la delibera di recepimento della Regione Lazio fra gli atti pubblicati sul Bollettino ufficiale e sul sito della Regione. Quando la delibera regionale sarà pubblicata, la riporteremo in questa pagina con il collegamento all’atto.

Cosa c’entra la protezione civile

Le pandemie sono a tutti gli effetti un’emergenza di protezione civile. Durante il Covid-19 sono intervenuti anche il Servizio Nazionale della Protezione Civile e il volontariato organizzato. Una buona preparazione nazionale si traduce, a livello locale, in attivazioni più ordinate e in una comunicazione più chiara. Nel nostro piccolo, vale sempre la regola della preparazione familiare: sapere prima cosa fare aiuta in ogni tipo di emergenza.

Per approfondire

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