L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha pubblicato il punto sugli incendi boschivi in Italia e in Europa, con dati aggiornati al 28 luglio 2026. Il monitoraggio usa i satelliti Copernicus Sentinel-2 e la banca dati europea EFFIS. Il quadro conferma quello che i nostri volontari vedono sul campo in queste settimane: la stagione antincendio è nel suo momento più critico.
In Europa: 225 km² bruciati al giorno
Nella seconda decade di luglio la superficie bruciata in Europa è cresciuta al ritmo di circa 225 km² al giorno. I Paesi più colpiti sono Spagna, Francia e Italia. Gli incendi più estesi sono avvenuti in Spagna — oltre 440 km² nella provincia di Ávila e circa 330 km² in quella di Guadalajara — e in Francia, con oltre 400 km² bruciati nella Gironda.
In Italia: oltre 1.000 grandi incendi
Dall’inizio dell’anno i satelliti hanno rilevato in Italia poco più di 1.070 grandi incendi boschivi, per una superficie percorsa dal fuoco di circa 741 km². Così si ripartisce il territorio bruciato:
- 61% aree prative (451 km²);
- 16% aree agricole (119 km²);
- 14% ecosistemi forestali, tra cui 37 km² di boschi di latifoglie sempreverdi e 24 km² di boschi di conifere.
Le regioni più colpite sono Sicilia (510 km²), Calabria (78 km²) e Puglia (48 km²): insieme concentrano il 73% della superficie bruciata nazionale.
Colpite anche le aree protette
A luglio il fuoco ha toccato anche aree di elevato valore naturalistico: nel Parco Nazionale del Gran Paradiso sono bruciati 2,38 km² nell’Alta Valle Soana, nel Parco Nazionale del Pollino circa 14 km² sul versante calabrese. Quando brucia un ecosistema forestale il danno non si esaurisce con lo spegnimento: servono anni perché il bosco e il suolo si ricostituiscano.
Cosa significa per il nostro territorio
Il Lazio è in piena campagna antincendio boschivo: per Genzano di Roma e i Castelli Romani (Zona di allerta AIB 9) il Centro Funzionale Regionale pubblica ogni giorno il bollettino di pericolosità, che trovi nella barra allerta del nostro sito quando il rischio sale. Come racconta il nostro volontario nel video girato durante l’intervento di Pomezia, la maggior parte degli incendi affrontati ha origine dall’azione dell’uomo: per questo i comportamenti di ciascuno contano.
Le regole essenziali di questo periodo:
- non accendere fuochi all’aperto e non bruciare residui vegetali;
- non gettare mozziconi o fiammiferi, nemmeno dall’auto;
- non parcheggiare sull’erba secca: la marmitta calda può innescare un rogo;
- se vedi fiamme o fumo, chiama subito il 112.
Trovi tutti i comportamenti di autoprotezione nella pagina Rischio incendio.
Per approfondire
Sul nostro sito
- Rischio incendio — cosa fare prima, durante e dopo un incendio boschivo.
- Campagna AIB 2026: il punto della situazione — regole e numeri della stagione antincendio nel Lazio.
- Il nostro volontario nel video della Regione Lazio — l’intervista durante l’intervento antincendio a Pomezia.
- Cruscotto dati in tempo reale — la scheda incendi con le rilevazioni satellitari EFFIS.
Fonti istituzionali
- Incendi boschivi: il fuoco lascia il segno sugli ecosistemi forestali — ISPRA: la notizia ufficiale con tutti i dati del monitoraggio.
- EFFIS — European Forest Fire Information System: il sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi.




