Nella prima decade di agosto la sala operativa regionale antincendio ha attivato due volte il nostro Gruppo. In entrambi i casi si trattava di incendi di vegetazione fuori dal territorio comunale. Il 6 agosto siamo intervenuti a Pomezia, il 9 agosto in via della Falcognana. In tutto sono state oltre dieci ore di lavoro. Sul campo sono andati i mezzi antincendio del Gruppo e la vasca mobile per il rifornimento dell’elicottero regionale.
Raccontiamo come sono andate. Capire cosa accade dietro una colonna di fumo aiuta anche a sapere come comportarsi.
Chi ci manda e perché usciamo dal Comune
Durante la campagna antincendio boschivo il Gruppo non decide da sé dove andare. La SOUP, la sala operativa regionale, coordina avvistamenti, mezzi aerei e squadre di terra in tutto il Lazio. È lei a decidere dove mandare i volontari. Quando l’incendio supera le forze delle squadre più vicine, chiama i gruppi disponibili anche a decine di chilometri.
Per questo capita spesso di operare fuori Genzano. È il funzionamento normale del Servizio nazionale della protezione civile. Lo abbiamo raccontato in Cosa fa la PC quando un’emergenza supera i confini comunali.

6 agosto: incendio di interfaccia a Pomezia
Il primo intervento è del giovedì 6 agosto, in via di Spregamore, a Pomezia. L’attivazione arriva nel primo pomeriggio e i volontari rientrano in serata, dopo circa quattro ore e mezza di lavoro. Sul posto hanno operato anche i Vigili del Fuoco, la Polizia locale e altri gruppi di protezione civile.
Il rapporto di intervento lo classifica come incendio di interfaccia. È il caso più delicato: il fuoco corre nella vegetazione ma si trova a ridosso di case, capannoni, strade e recinzioni. La priorità non è più solo spegnere, è impedire che le fiamme raggiungano ciò che sta al margine. Le squadre lavorano allora sul perimetro, bagnano le fasce di rispetto e presidiano i punti dove il fuoco potrebbe saltare.




Le indicazioni di base per chi abita o coltiva in una fascia di interfaccia sono nella pagina Rischio incendio.
9 agosto: dieci ettari in via della Falcognana
Domenica 9 agosto viene segnalata una colonna di fumo importante. La SOUP attiva il Gruppo verso le 14.30 per una verifica; la squadra arriva sul posto poco dopo le 15. L’intervento si chiude verso le 20.30, dopo quasi sei ore.
Il bilancio riportato nel rapporto è di circa dieci ettari percorsi dal fuoco. Sul fronte principale sono intervenuti i mezzi aerei. A terra hanno operato i Vigili del Fuoco e diversi gruppi di volontariato di protezione civile.
L’elicottero preleva l’acqua con una benna appesa a un cavo: cicli brevi, carichi contenuti, molta precisione sui bordi del fronte. Come funzionano i mezzi aerei antincendio e quanto costa ogni ora di volo lo abbiamo spiegato in Canadair, elicotteri e mezzi aerei nell’antincendio boschivo.
La vasca mobile: rifornire l’elicottero dove non c’è acqua
L’agro intorno a via della Falcognana è fatto di campi mietuti e fossi asciutti. Ad agosto i punti d’acqua a cui attingere sono pochi. Per questo il Gruppo ha portato sul posto la vasca mobile. È una piscina smontabile che si riempie con le autobotti. Serve all’elicottero per ricaricare la benna a pochi minuti dal fronte, senza allontanarsi fino al lago o al mare.
Il montaggio richiede una squadra affiatata e pochi minuti: si stende il telo di base, si distende il telo della vasca, si compone il telaio tubolare, si alza la struttura e si aggancia il bordo. Le fotografie qui sotto seguono le fasi, dalle 16.55 alle 17.01 del 9 agosto.





Quel giorno la vasca non è stata poi utilizzata: l’andamento dell’incendio non ha richiesto quel punto d’acqua. Non è tempo perso. Nel dispositivo antincendio il punto di rifornimento si prepara prima di sapere se servirà: montarlo quando serve significa arrivare tardi.
La bonifica: la parte che non fa notizia
Quando la colonna di fumo si abbassa, il lavoro non è finito. Comincia la bonifica: si percorre il terreno bruciato metro per metro, si bagnano ceppaie, radici e cataste, si rivolta il materiale che cova sotto la cenere. Basta una brace viva e un colpo di vento perché l’incendio riparta a notte fonda, quando i mezzi aerei non volano più.
È la fase più lunga e la meno visibile. Spiega perché un intervento iniziato a metà pomeriggio si chiude in serata.
Non eravamo soli
Su fronti di queste dimensioni nessun gruppo lavora da solo. In via della Falcognana hanno operato squadre di più Comuni, insieme ai Vigili del Fuoco e ai mezzi aerei. Tra queste c’era il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile della Città di Albano Laziale.


Cosa può fare chi vede del fumo
Le due attivazioni di questa settimana sono arrivate entrambe dalla sala operativa regionale, la seconda dopo la segnalazione di una colonna di fumo. La segnalazione tempestiva resta lo strumento più efficace che abbiamo.
- Chiama subito il 112. Nel Lazio è l’unico numero da comporre per qualsiasi emergenza: la centrale unica smista la chiamata ai Vigili del Fuoco e alle squadre antincendio.
- Di’ dove sei con precisione. Comune, via, numero civico o riferimento visibile (un incrocio, un capannone, un cartello). Sul fuoco in campagna il tempo si perde quasi sempre a cercare l’accesso giusto.
- Descrivi cosa vedi. Colore e direzione del fumo, altezza delle fiamme, presenza di case, animali o persone vicine.
- Non avvicinarti e non tentare di spegnere. Il fronte cambia direzione con il vento in pochi secondi.
- Lascia libera la strada. I mezzi antincendio hanno bisogno di spazio per manovrare e per invertire la marcia.
Il Gruppo Comunale non può essere attivato direttamente dai cittadini: interviene su richiesta della SOUP regionale, del Comune o della catena di comando della protezione civile. Per un’emergenza in corso il riferimento è sempre il 112.
Per approfondire
Sul nostro sito
- Rischio incendio: cosa fare prima, durante e dopo
- Canadair, elicotteri e mezzi aerei nell’antincendio boschivo
- Incendio nella pineta della Campana a Nettuno: il Gruppo in campo per due giorni
- Campagna antincendio boschivo 2026: dal 15 giugno al 15 ottobre la lotta attiva
- Cosa fa la PC quando un’emergenza supera i confini comunali
- I nostri mezzi e le nostre attrezzature
- Diventa volontario
Fonti istituzionali




