Alle 3:36 del 24 agosto 2016 una scossa di magnitudo 6.0 colpì l’Appennino centrale, al confine tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. L’epicentro tra Accumoli e Amatrice. 299 morti. Tre paesi cancellati: Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto.
Era l’inizio della sequenza sismica del Centro Italia, la più lunga registrata in Italia in tempi recenti. Oltre 70.000 scosse strumentali nei 12 mesi successivi. Due eventi successivi di magnitudo superiore a 5.5 (26 ottobre e 30 ottobre, con epicentro a Norcia). 41.000 sfollati, danni stimati in oltre 23 miliardi di euro.
La cronologia di quella notte
Quella notte di fine agosto, in piena stagione turistica, la zona era affollata di residenti tornati per le ferie e di visitatori. Amatrice si stava preparando alla Sagra dell’Amatriciana del fine settimana successivo. La scossa sorprese tutti nel sonno.

I primi soccorsi arrivarono nel giro di un’ora dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Rieti e dalle colonne mobili regionali. La rete del volontariato di Protezione Civile fu attivata in poche ore, con il sistema delle colonne mobili regionali coordinate dal Dipartimento. Anche il nostro Gruppo Comunale, con la colonna mobile della Regione Lazio, fece parte della macchina dei soccorsi.
Cosa ci insegna oggi
Il sisma del Centro Italia ha consolidato alcune lezioni della Protezione Civile italiana:

La normativa antisismica funziona, dove è applicata. Edifici recenti progettati con criteri sismici hanno retto. Edifici storici mai adeguati sono crollati. Da qui la spinta al Sismabonus, alle linee guida sulla classificazione sismica degli edifici, e alla pianificazione della ricostruzione che impone standard più severi.
L’efficacia dei Centri Operativi. I Centri Operativi Comunali (COC), Misti (COM) e Coordinati (DICOMAC) hanno permesso di gestire migliaia di soccorritori e decine di migliaia di sfollati in modo coordinato. La pianificazione comunale che chiediamo di sviluppare a Genzano di Roma (vedi Piano di Emergenza) si basa sugli stessi principi.
Il volontariato è il moltiplicatore del soccorso. Senza i 5.000+ volontari attivi nelle prime settimane, il sistema non avrebbe retto. Per questo il Codice della Protezione Civile protegge esplicitamente il volontariato organizzato come componente strutturale del Servizio Nazionale.
A Genzano, oggi
Genzano si trova in zona sismica 2B secondo la classificazione regionale. Anche se la pericolosità è inferiore a quella dell’Appennino, lo stesso meccanismo tettonico (faglie distensive lungo l’arco appenninico) interessa il nostro territorio. Per questo il Gruppo Comunale forma i propri volontari sulla risposta sismica e collabora con la scuola attraverso i kit didattici sui rischi naturali.
Sul nostro sito
- Rischio sismico — Il rischio sismico nei Castelli Romani: faglie, zona 2B, cosa fare prima e durante una scossa.




