Domenica 30 agosto 2026, poco dopo le 13, la Sala Operativa regionale ha attivato il Gruppo per un incendio in via di Campoleone, nei pressi della stazione ferroviaria. Il fuoco è partito dalle sterpaglie di un campo di erba secca, ha risalito un canneto e ha raggiunto un uliveto. È arrivato a poche decine di metri dalle abitazioni. Sono bruciate decine di ulivi. Le foto mostrano solo una parte dell’area percorsa dal fuoco. Le squadre hanno lavorato con i Vigili del Fuoco, con l’ALFA (Associazione Volontari Protezione Civile Aprilia) e con la Protezione Civile di Lanuvio.
Il fronte vicino alle case
Campoleone è una località divisa fra i comuni di Lanuvio e di Aprilia: case sparse, orti, uliveti e campi incolti si alternano senza soluzione di continuità. È esattamente il tipo di territorio che i tecnici chiamano interfaccia urbano-rurale, dove un incendio di vegetazione diventa in pochi minuti un problema per le persone e per le abitazioni.
Sono usciti due mezzi. Il Land Rover Defender 130, con il modulo antincendio da 600 litri, è agile fra i filari e le stradine di campagna. Il Mercedes Atego, con l’impianto da 6.000 litri, garantisce la riserva d’acqua sul posto. In campo sei volontari del Gruppo. L’intervento si è chiuso poco prima delle 15.








Perché la bonifica conta quanto lo spegnimento
Quando le fiamme sono a terra il lavoro non è finito. Sotto la cenere restano braci che il vento può ravvivare anche ore dopo. Per questo, nelle foto, i volontari bagnano il ceppo di ogni ulivo bruciato: il tronco cavo e le radici trattengono calore a lungo. Un incendio bonificato male riparte di notte, quando le squadre sono già rientrate.
L’ulivo, per contro, resiste meglio di quanto sembri. Anche con la chioma distrutta la pianta può ricacciare dal ceppo negli anni successivi, se le radici non sono state cotte dal fuoco. Le potature e la valutazione delle piante spettano ai proprietari e ai tecnici agronomi.
Un sistema che si muove insieme
Sullo stesso fronte hanno lavorato squadre di comuni e province diverse: il nostro Gruppo da Genzano, l’ALFA da Aprilia (provincia di Latina), la Protezione Civile di Lanuvio. È il funzionamento ordinario del Servizio nazionale della Protezione Civile: la Sala Operativa regionale valuta l’evento e chiama le squadre disponibili più vicine, senza guardare ai confini comunali. Il coordinamento sul posto resta ai Vigili del Fuoco.
Siamo ancora dentro il periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi dichiarato dalla Regione Lazio, che si chiude il 30 settembre. Genzano di Roma ricade nella Zona di allerta AIB 9 — Castelli Romani.
Se vedi fumo o fiamme
- Chiama subito il 112: nel Lazio è l’unico numero per ogni emergenza.
- Descrivi il luogo con precisione: via, numero civico più vicino, punti di riferimento visibili.
- Allontanati dal fronte e lascia libere le strade per i mezzi di soccorso.
- Non tentare di spegnere da solo un incendio di vegetazione: il fuoco nell’erba secca corre più veloce di una persona.
Il Gruppo non si attiva su chiamata diretta dei cittadini: interviene quando lo dispone la Sala Operativa regionale, in raccordo con i Vigili del Fuoco.
Per approfondire
Sul nostro sito:
- Rischio incendio: cosa fare prima, durante e dopo
- Dal lago di Nemi all’incendio di Velletri: la doppia giornata delle squadre
- Campagna antincendio boschivo 2026: un bilancio di fine estate
- I mezzi e le attrezzature del Gruppo
Fonti istituzionali:




