Giovedì 27 agosto 2026, alle 22:10 italiane, un razzo Ariane 6 è partito dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, con a bordo il satellite MTG-I2. È il terzo satellite della famiglia Meteosat di terza generazione, sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e operata da EUMETSAT, l’organizzazione europea per i satelliti meteorologici. Serve a vedere prima i temporali che si formano sopra l’Europa e il Mediterraneo. Anche sopra i Castelli Romani.
Perché a noi interessa un satellite
Le allerte meteo che pubblichiamo su questo sito nascono dai bollettini del Centro Funzionale Regionale del Lazio. I bollettini, a loro volta, si basano su modelli alimentati dalle osservazioni: più le osservazioni sono frequenti e dettagliate, più il modello vede in anticipo il fenomeno.
Un temporale che si organizza sopra i Castelli Romani può passare da innocuo a pericoloso in un quarto d’ora. La differenza fra vederlo formarsi e accorgersene quando è già sopra le case sta tutta in quei minuti. Sono gli stessi minuti che servono a chiudere le finestre, togliere i vasi dai balconi, spostare l’auto da un sottopasso.
Cosa c’è a bordo
I satelliti Meteosat di terza generazione portano due strumenti principali.
Il Flexible Combined Imager osserva su 16 bande spettrali, dal visibile all’infrarosso, con un campionamento spaziale fra 1 e 2 chilometri. Le bande aggiuntive rispetto alla generazione precedente servono a distinguere meglio i cirri sottili, gli aerosol, la cenere vulcanica e gli incendi localizzati. Quest’ultimo è un dettaglio non secondario, dopo un’estate come quella appena passata.
Il Lightning Imager è la novità vera: nessun satellite meteorologico europeo l’aveva mai avuto. Quattro telescopi identici sorvegliano in continuo oltre l'80% del disco terrestre visibile dal satellite. Cercano le scariche elettriche fra nube e nube e fra nube e suolo, su una banda stretta centrata a 777 nanometri. Lo strumento legge il rivelatore mille volte al secondo, con un campionamento spaziale di 4,5 chilometri: abbastanza per vedere anche i fulmini deboli, e anche in pieno giorno.
I fulmini come sintomo
Il fulmine non è solo uno spettacolo. È il segno che dentro la nuvola c’è turbolenza e che il temporale sta prendendo forza. Un aumento improvviso della frequenza dei fulmini precede spesso l’intensificazione delle piogge, delle raffiche e della grandine.
Per questo l’osservazione continua dei fulmini alimenta il nowcasting, cioè la previsione a brevissimo termine, quella che copre le prossime ore e non i prossimi giorni. È anche una delle ragioni per cui lo strumento interessa alla sicurezza del volo. Per noi, sul territorio, si traduce in una cosa sola: avvisi che possono arrivare prima.
Il fulminometro è nato a Firenze
Il Lightning Imager è stato progettato, costruito e collaudato da Leonardo nello stabilimento di Campi Bisenzio, alle porte di Firenze. Lo commissionò Thales Alenia Space nel 2012 per conto dell’ESA. Ci sono voluti nove anni di lavoro. Il gruppo è stato coordinato da Carlo Simoncelli, con Guia Pastorini alla guida sul fronte ingegneristico.
La difficoltà principale non era vedere un fulmine. Era distinguerlo da tutto il resto. Il Sole che si riflette sul mare, una città illuminata di notte, la sabbia chiara di un deserto: sono tutte sorgenti di luce. Possono coprire un lampo che dura pochi decimi di millisecondo. Gli ingegneri hanno risposto con filtri ottici, che oscurano la luce di contorno. Le schede elettroniche, invece, ricalibrano da sole la luminosità in base allo scenario osservato.
Poi c’è il problema opposto: i dati sono troppi. Lo strumento raccoglie circa 48 gigabit al secondo, ma a terra ne arrivano 30 megabit. La selezione avviene a bordo: quello che non è riconducibile a un fulmine viene scartato prima della trasmissione. Le stazioni riceventi trattano così solo l’informazione utile.
Lo strumento pesa 130 chili e riconosce fulmini che durano fino a 0,6 millisecondi. Ne serve un esemplare per ciascuno dei quattro satelliti MTG-I dedicati alle immagini: dopo il primo, gli altri escono dallo stesso stabilimento toscano.
Il contributo italiano al programma non finisce qui. Leonardo fornisce sensori d’assetto stellare e pannelli fotovoltaici a tutti e sei i satelliti. Telespazio segue il segmento di terra e i servizi di lancio e messa in orbita per parte della costellazione.
Come funziona la costellazione
Il sistema completo prevede sei satelliti: quattro per le immagini e due per il sondaggio dell’atmosfera, per oltre vent’anni di servizio. MTG-I2 completa la prima famiglia. A regime, due satelliti lavorano in coppia: uno scansiona Europa e Africa ogni 10 minuti, l’altro la sola Europa ogni 2,5 minuti. Il ciclo rapido è pensato proprio per i fenomeni che evolvono in fretta.
Il satellite pesa 3.800 chili, di cui due tonnellate di propellente, e lavora in orbita geostazionaria a 36.000 chilometri sopra l’equatore. La vita di progetto è di almeno 8 anni e mezzo. Nel suo insieme, il sistema produrrà oltre cinquanta volte i dati della generazione precedente. Il satellite è stato costruito sotto la guida di Thales Alenia Space, con OHB System fra i partner principali. Il controllo della missione è a EUMETSAT, in Germania.
Quando lo vedremo lavorare
Il satellite è in orbita, ma non è ancora al lavoro. Prima serve il collaudo: le verifiche sugli strumenti e sul segmento di terra che riceve ed elabora i dati. L’ESA indica che il servizio arriverà nel 2027, quando EUMETSAT avrà completato la messa in servizio. Al termine del collaudo MTG-I2 cambierà anche nome: diventerà Meteosat-14.
Nel frattempo l’Europa non resta senza occhi. Il primo satellite della nuova generazione, Meteosat-12, è in orbita dal dicembre 2022. Oggi è il satellite operativo principale: manda l’immagine dell’intero disco terrestre ogni dieci minuti. A luglio 2025 si è aggiunto MTG-S1, che diventerà Meteosat-13 al termine del collaudo: è il primo dei due sounder.
Il sounder fa un mestiere diverso dall’imager. Non fotografa le nubi: misura i profili verticali di temperatura e umidità dell’atmosfera, con un dettaglio prima non disponibile. Sono i dati che entrano nei modelli di previsione a qualche giorno, mentre l’imager serve soprattutto alle prossime ore. Con MTG-I2 la prima famiglia è al completo.
Quando lo vedremo lavorare
Il satellite è in orbita, ma non è ancora al lavoro. Prima serve il collaudo: le verifiche sugli strumenti e sul segmento di terra che riceve ed elabora i dati. L’ESA indica che il servizio arriverà nel 2027, quando EUMETSAT avrà completato la messa in servizio. Al termine del collaudo MTG-I2 cambierà anche nome: diventerà Meteosat-14.
Nel frattempo l’Europa non resta senza occhi. Il primo satellite della nuova generazione, Meteosat-12, è in orbita dal dicembre 2022. Oggi è il satellite operativo principale: manda l’immagine dell’intero disco terrestre ogni dieci minuti. A luglio 2025 si è aggiunto MTG-S1, che diventerà Meteosat-13 al termine del collaudo: è il primo dei due sounder.
Il sounder fa un mestiere diverso dall’imager. Non fotografa le nubi: misura i profili verticali di temperatura e umidità dell’atmosfera, con un dettaglio prima non disponibile. Sono i dati che entrano nei modelli di previsione a qualche giorno, mentre l’imager serve soprattutto alle prossime ore. Con MTG-I2 la prima famiglia è al completo.
Dallo spazio alla sala operativa
Fra il satellite e il cittadino c’è una catena lunga:
- EUMETSAT raccoglie e distribuisce i dati.
- I servizi meteorologici nazionali li assimilano nei modelli.
- Il Centro Funzionale Regionale emette il bollettino di criticità.
- La Sala Operativa regionale allerta i Gruppi comunali.
- Noi pubblichiamo l’avviso sul sito e sui canali del Gruppo.
Le immagini satellitari europee sono già consultabili nel cruscotto dei dati in tempo reale di questo sito, insieme al radar della Protezione Civile e ai dati sismici. Non sostituiscono il bollettino ufficiale: aiutano a capire cosa sta succedendo mentre succede.
Nel frattempo, cosa fai tu
Un satellite nuovo non toglie nulla alle abitudini che salvano la giornata durante un temporale.
- Controlla l’allerta prima di uscire, sulla nostra pagina delle allerte meteo.
- Metti in sicurezza vasi, tende e oggetti sui balconi quando è previsto vento forte.
- Non attraversare sottopassi allagati, in auto o a piedi.
- Chiama il 112 se vedi un pericolo concreto per le persone.
Per approfondire
Sul nostro sito:
- Allerte meteo: come leggere i codici colore
- Temporali intensi: cosa fare prima, durante e dopo
- Come funzionano previsioni e bollettini
- I satelliti polari europei e il bollettino di domani
- Il cruscotto dei dati in tempo reale
- Dossier — La Terra vista dallo spazio
- Dossier — Quando scoppia il temporale
- Dossier — La catena dell’allerta
Fonti istituzionali:




