Il 27 agosto 2026 è stata una giornata doppia per i satelliti meteorologici europei. La sera è partito da Kourou MTG-I2, il satellite che vede i fulmini. Poche ore prima, senza conferenze stampa, EUMETSAT ha annunciato una notizia più silenziosa. Uno strumento a bordo di un altro satellite — lanciato un anno fa e quasi mai nominato — aveva iniziato a lavorare sul serio.
Quel satellite si chiama MetOp-SGA1. Non sta fermo sopra l’Europa: gira intorno alla Terra passando sui poli. Ed è la famiglia da cui dipende, più di ogni altra, il bollettino che leggi la sera per sapere com’è domani.
Due famiglie, due mestieri
I satelliti meteorologici europei sono di due tipi, e fanno lavori diversi.
I geostazionari — i Meteosat — stanno a 36.000 chilometri sopra l’equatore, sempre sullo stesso punto. Guardano lo stesso pezzo di pianeta in continuo. Servono al nowcasting: cosa succede nelle prossime ore, dove si sta formando il temporale.
I polari volano molto più bassi, fra 823 e 848 chilometri, su un’orbita che passa sui poli. Non vedono sempre l’Europa, ma nel giro di una giornata coprono tutto il pianeta. E lo fanno da vicino, con strumenti che dall’orbita geostazionaria non funzionerebbero.
Sono i polari a fornire il grosso delle osservazioni che entrano nei modelli di previsione numerica. EUMETSAT è netta su questo: i dati MetOp migliorano le previsioni fino a dieci giorni in Europa e nel mondo. È la finestra dei bollettini di criticità, quella su cui il Centro Funzionale Regionale costruisce l’allerta del giorno dopo.
Cosa è entrato in servizio
MetOp-SGA1 è partito da Kourou il 13 agosto 2025, sempre con un Ariane 6. Da allora è in collaudo, e i suoi strumenti entrano in funzione uno alla volta.
Il 5 maggio 2026 è toccato al primo: il sounder a radio-occultazione. Misura come i segnali di Galileo, GPS e BeiDou si deformano attraversando l’atmosfera, e da quella deformazione ricava profili verticali di temperatura e umidità. Il Centro europeo per le previsioni a medio termine (ECMWF) li assimila nei suoi modelli operativi da marzo 2026.
Il 27 agosto 2026 è entrato in servizio il Microwave Sounder. Sostituisce due strumenti che lavoravano sui MetOp di prima generazione dal 2006, con più canali e maggiore risoluzione. Nel comunicato EUMETSAT cita esplicitamente, fra i destinatari di quei dati, le autorità di protezione civile.
Come si “ascolta” l’atmosfera
Un sounder a microonde funziona come una radio sintonizzata su frequenze precise. Solo che al posto della musica riceve il debolissimo segnale naturale emesso dall’atmosfera e dalla superficie terrestre.
Da quel segnale si ricavano temperatura e umidità alle varie quote, la pioggia, il ghiaccio marino, la neve al suolo, perfino i cristalli di ghiaccio dentro le nubi.
Il vantaggio decisivo è un altro. Gli strumenti ottici e a infrarosso si fermano davanti alle nuvole: vedono la cima, non quello che c’è sotto. Le microonde le attraversano. Un sounder a microonde lavora con il cielo sereno e con il cielo coperto, di giorno e di notte. Cioè proprio quando serve.
Sei satelliti, vent’anni
Il programma si chiama EPS-SG (EUMETSAT Polar System – Second Generation) e prevede due tipi di satellite, con strumenti complementari.
- I MetOp-SGA portano gli strumenti di sondaggio e ripresa: ottico, infrarosso, microonde. A bordo c’è anche Copernicus Sentinel-5, lo spettrometro che misura i gas in traccia — cioè la qualità dell’aria su scala continentale.
- I MetOp-SGB portano microonde, sub-millimetriche e uno scatterometro: vento sulla superficie del mare, umidità del suolo, precipitazioni, nubi di ghiaccio, copertura nevosa.
Sono previste tre coppie successive A e B, per una copertura operativa di oltre vent’anni. Entrambi i tipi portano lo strumento a radio-occultazione.
I satelliti sono sviluppati dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con un consorzio industriale guidato da Airbus Defence and Space, e operati da EUMETSAT. Il programma è il contributo europeo al Joint Polar System, condiviso con l’agenzia meteorologica statunitense NOAA. Europa e Stati Uniti si dividono così le orbite, invece di duplicarle.
Anche gli strumenti si guastano
Vale la pena dirlo, perché è raro leggerlo. A marzo 2026 il Microwave Sounder ha avuto un’anomalia: cinque canali dedicati al vapore acqueo non lavorano più come da progetto. Rendono meno con il cielo sereno, mentre continuano a contribuire quando ci sono nubi.
EUMETSAT lo ha scritto nero su bianco nello stesso comunicato in cui annunciava l’entrata in servizio. E ha spiegato come si tampona. Lo strumento equivalente sui MetOp di prima generazione lavora sulle stesse frequenze e copre in parte la differenza.
È il modo corretto di comunicare un dato tecnico. Un sistema di osservazione non è infallibile, e la ridondanza fra vecchi e nuovi satelliti esiste per questo.
Cosa cambia per noi
Nessun satellite fa la previsione. Fa le misure che il modello trasforma in previsione, e che poi diventano bollettino.
La catena resta quella di sempre: osservazione, modello, bollettino di criticità, sala operativa, avviso sul territorio. L’abbiamo raccontata nel dossier La catena dell’allerta.
Quello che cambia con MetOp-SG è la qualità del primo anello. Osservazioni più fitte e più precise nella finestra fino a dieci giorni portano a un risultato concreto: un’allerta gialla emessa con più margine, o non emessa quando non serve. Entrambe le cose contano per chi deve organizzare i turni di un Gruppo comunale.
Cosa arriva dopo
MetOp-SGB1 è atteso entro la fine del 2026, con un secondo strumento a radio-occultazione che raddoppia le osservazioni.
Dal 2029 comincerà a essere lanciata EPS-Sterna, una costellazione di piccoli satelliti dedicata al sondaggio a microonde. Messi insieme, questi programmi porteranno le osservazioni polari europee fino agli anni Quaranta.
Nel frattempo, cosa fai tu
Il bollettino migliora, ma serve leggerlo.
- Controlla l’allerta del giorno sulla nostra pagina delle allerte meteo.
- Non aspettare la pioggia per mettere in sicurezza balconi e finestre: l’allerta arriva prima proprio per questo.
- Diffida delle previsioni virali che circolano sui social a dieci giorni con nomi da film. Le fonti sono il Centro Funzionale Regionale e il Dipartimento della Protezione Civile.
- Chiama il 112 se vedi un pericolo concreto per le persone.
Per approfondire
Sul nostro sito:
- Il satellite che vede i fulmini: MTG-I2
- Allerte meteo: come leggere i codici colore
- Come funzionano previsioni e bollettini
- Il cruscotto dei dati in tempo reale
- Dossier — La Terra vista dallo spazio
- Dossier — La catena dell’allerta
Fonti istituzionali:




