Quattro uscite in un pomeriggio. Il 1° settembre 2026 le squadre del Gruppo Comunale sono intervenute quattro volte in poche ore, dal primo al tardo pomeriggio. In totale, poco più di cinque ore di lavoro, con il Mercedes Atego protagonista di quasi tutte le chiamate.

Le quattro chiamate

Verso le 14, sulla Cisternense. La Sala Operativa Unica Permanente della Regione Lazio attiva il Gruppo per un incendio sul bordo della strada. Esce il Mercedes Atego, il mezzo polivalente con impianto antincendio da 6.000 litri. Bastano poco meno di mezz’ora, con Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Carabinieri e altri Gruppi comunali sul posto.

Nel primo pomeriggio, verso Carano. Arriva la segnalazione di una colonna di fumo in direzione della Pontina. Sul posto ci sono canneto e vegetazione lungo la strada: il fuoco ha interessato anche terreni incolti. Insieme ai Vigili del Fuoco intervengono la Polizia Locale e altri Gruppi di Protezione Civile. Escono l’Atego e il Land Rover Defender 130, con il modulo antincendio da 600 litri.

Verso le 15 e mezza, a Latina. L’intervento più lungo: oltre due ore in via Monfalcone, su un incendio che dagli sterpi sale alle chiome degli alberi. Oltre ai Vigili del Fuoco, sono presenti Carabinieri, Carabinieri Forestali, Polizia, Polizia Locale e altri Gruppi di Protezione Civile.

Verso le 17, l’ultima, a Latina. Chiamano i Vigili del Fuoco per un incendio di rifiuti in un casale abbandonato. Sul posto arrivano anche Carabinieri, Polizia, Polizia Locale e altri Gruppi di Protezione Civile. Basta un’ora scarsa per chiuderlo.

Il pomeriggio in immagini

Bordo strada bruciato e ancora fumante accanto alla carreggiata, con eucalipti sullo sfondo e un mezzo dei soccorsi in transito
La vegetazione ai margini della carreggiata dopo il passaggio del fuoco: il terreno è nero e fuma ancora. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
Ampio terreno bruciato avvolto dal fumo, con un traliccio dell'alta tensione, capannoni sullo sfondo e una manichetta stesa sul terreno nero
Un fronte più esteso: terreno incolto percorso dalle fiamme fin sotto un traliccio, con le manichette già stese. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
Due volontari sul tetto dell'autobotte, uno dei quali manovra il monitore che lancia un getto d'acqua oltre una recinzione da cui si alza il fumo; a destra un operatore dei Vigili del Fuoco
Dal tetto del mezzo il getto arriva dove la manichetta a terra non arriverebbe. A destra un operatore dei Vigili del Fuoco. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
Il Mercedes Atego del Gruppo con la scritta Città di Genzano di Roma Protezione Civile, un volontario sul tetto che manovra il getto e un pickup dei Vigili del Fuoco in primo piano
Il Mercedes Atego con la livrea del Gruppo, affiancato da un mezzo dei Vigili del Fuoco. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
Mezzi schierati sulla carreggiata: il pickup dei Vigili del Fuoco in primo piano e l'autobotte del Gruppo con un volontario sul tetto in azione
Mezzi affiancati sulla stessa strada: si lavora insieme, ciascuno con i propri compiti. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
Due volontari in divisa rossa sul tetto dell'autobotte del Gruppo, uno dei quali manovra il monitore da cui parte un lungo getto d'acqua; sotto, sulla carreggiata, un operatore dei Vigili del Fuoco governa una manichetta, accanto a un pickup dei Vigili del Fuoco e ad altri mezzi schierati lungo la strada
Il monitore in azione dal tetto dell’autobotte, mentre a terra i Vigili del Fuoco lavorano con le manichette accanto ai mezzi schierati sulla strada. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
Autobotte rossa della Protezione Civile ferma sulla carreggiata con il lampeggiante blu sul tetto; sul ciglio tre volontari, uno dei quali bagna con la lancia una fascia di vegetazione bruciata sotto gli eucalipti, fra il fumo attraversato dai raggi del sole
La squadra sul ciglio della strada, con l’autobotte a poca distanza: si lavora dal bordo, senza entrare nel fronte. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
Un volontario in pantaloni rossi da intervento bagna con la lancia il sottobosco annerito ai piedi degli eucalipti; accanto a lui la cabina dell'autobotte e l'asfalto bagnato dall'acqua di scarico
La bonifica sotto gli eucalipti: acqua sul terreno finché il fumo non si spegne. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
Versante collinare con ampie porzioni annerite e più colonne di fumo che salgono dalla vegetazione; in primo piano i tetti delle case, un lampione e un cancello in ferro battuto
Il fronte dell’incendio sul versante, visto dall’abitato sottostante: il fumo sale sopra i tetti delle case in primo piano. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
Ampia porzione di versante montuoso percorsa dal fuoco, grigia e annerita, con più pennacchi di fumo; sotto, le abitazioni di un quartiere residenziale e la carreggiata di una strada
Quanto terreno ha percorso il fuoco si legge dal colore del versante. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.

Perché il lavoro non finisce quando finisce la fiamma

In quasi tutte queste chiamate la parte più lunga non è lo spegnimento: è la bonifica. Dopo che il fronte visibile è passato, sotto la cenere restano braci e radici che covano. I ceppi tengono il calore per ore: basta un colpo di vento e ripartono.

Per questo si bagna a lungo terreno che sembra già spento, si rivolta la cenere, si torna a controllare. È la ragione per cui un incendio “piccolo” può impegnare una squadra per due ore.

Perché in questi giorni succede così spesso

La campagna antincendio boschivo nel Lazio copre l’estate e arriva fino all’autunno. Settembre non è fuori stagione. Dopo i mesi caldi la vegetazione erbacea è secca, e ai margini delle strade basta poco per innescare un fronte. Quanto sia rischiosa una singola giornata lo dice il bollettino di pericolosità per gli incendi boschivi del Centro Funzionale Regionale, che classifica ogni giorno la nostra zona.

Genzano ricade nella Zona di allerta 9 — Castelli Romani della Regione Lazio. Le attivazioni arrivano dalla SOUP, la Sala Operativa Unica Permanente regionale, che smista le squadre anche fuori dal territorio comunale. È il motivo per cui in un pomeriggio ci si può trovare sulla Cisternense e poco dopo a Latina.

Con queste quattro uscite salgono a 130 gli interventi registrati dal 4 aprile, data di adozione del registro operativo digitale. In tutto oltre 430 ore e 7.682 chilometri. I numeri sono aggregati e anonimi e si consultano nella pagina Open Data.

Cosa puoi fare tu

  • Chiama il 112 appena vedi fumo o fiamme. È l’unico numero: la centrale smista a Vigili del Fuoco e squadre antincendio.
  • Dai riferimenti utili: strada, chilometro, un edificio riconoscibile, la direzione del fumo.
  • Non accendere fuochi per sterpaglie o residui di potatura: in campagna antincendio è vietato. Basta poco perché diventi un incendio vero.
  • Non buttare mozziconi dal finestrino. È così che parte gran parte degli incendi di bordo strada.
  • Se sei vicino alle fiamme, allontanati subito in direzione opposta al fumo e al fuoco, e segui le indicazioni delle squadre di soccorso.
  • Se invece è la tua casa a essere minacciata e non puoi allontanarti in sicurezza, entra in casa e chiudi porte, finestre, persiane e prese d’aria.
  • Non entrare nell’area già percorsa dal fuoco: restano braci sotto la cenere e alberi instabili. La bonifica non è un lavoro da fare per conto proprio.

Per approfondire

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Fonti istituzionali: