Nel gennaio 2026, a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, il terreno ha cominciato a muoversi. Era appena passato un ciclone. La frana è stata sorvegliata dalla Protezione Civile. Secondo l’Agenzia Spaziale Italiana, ha interessato un movimento di circa 350 milioni di metri cubi.

In circa ventiquattro ore l’ASI ha messo a disposizione della gestione dell’emergenza quattrocento immagini radar. Non scattate quel giorno: prese dall’archivio, la più vecchia del 2010.

Quel dettaglio è tutto il punto di questa storia.

Un satellite non fotografa: misura

Quando si parla di satelliti in emergenza, l’immagine mentale è quella della veduta dall’alto. Utile, certo, ma non è il lavoro principale.

I satelliti COSMO-SkyMed montano un radar ad apertura sintetica (SAR) che opera in banda X. Un radar non ha bisogno della luce del Sole e non si ferma davanti alle nuvole. Illumina il terreno con il proprio segnale e ne misura il ritorno. Funziona di notte, sotto la pioggia, dentro il maltempo che ha causato la frana.

Confrontando immagini della stessa area riprese in momenti diversi si misurano gli spostamenti del suolo, fino all’ordine dei millimetri. Non su un punto, ma su aree vaste. E se le riprese sono abbastanza frequenti, si vede anche se il movimento sta accelerando.

Per chi deve decidere se evacuare o no, questa è un’informazione diversa da una fotografia.

Perché contava l’archivio

Le quattrocento immagini rese disponibili coprono un’area di 40 per 40 chilometri, con una risoluzione di 3 metri. Vengono da un piano di acquisizioni che si chiama MapItaly.

MapItaly è gestito dall’ASI su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile e riprende sistematicamente il territorio nazionale dal 2010. Non nasce per una singola emergenza: nasce perché, quando l’emergenza arriva, esista già una serie storica con cui confrontarsi.

Senza quello storico, l’immagine di oggi direbbe solo com’è il versante adesso. Con lo storico, dice di quanto si è mosso in oltre quindici anni, e quando ha cambiato passo.

Chi fa cosa

La catena, in questo caso, è stata questa.

  • L’ASI agisce come centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile per la fornitura dei dati satellitari. Recupera e trasferisce le immagini.
  • Le analisi sono affidate al centro di competenza individuato dalla Protezione Civile, in questo caso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze.
  • Il prodotto finale sono mappe delle deformazioni e del danno, che entrano nel coordinamento delle attività di soccorso.

All’emergenza sono stati aggiunti anche i dati dei satelliti argentini SAOCOM, nell’ambito della cooperazione italo-argentina. Le costellazioni si prestano gli occhi.

La costellazione

COSMO-SkyMed è un programma dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa. È un sistema duale, civile e militare insieme: gli stessi dati servono alla Difesa e alla gestione delle emergenze civili.

Il 2 gennaio 2026 il satellite CSG-FM3 è stato lanciato dalla base di Vandenberg, in California. La costellazione è arrivata così a cinque satelliti operativi. Più satelliti significano tempi di rivisita più brevi. Si torna sullo stesso versante più spesso, e i movimenti si misurano con più continuità.

E IRIDE?

Sono cose diverse e complementari.

IRIDE è la costellazione nazionale nata con il PNRR, entrata in fase operativa il 1° luglio 2026. Mette insieme decine di piccoli satelliti con sensori diversi — radar, ottici, iperspettrali, infrarossi. Sono pensati anche per servizi già confezionati per la pubblica amministrazione.

COSMO-SkyMed è la costellazione radar ad alte prestazioni, con oltre quindici anni di archivio alle spalle. Le due non si sostituiscono: IRIDE aggiunge frequenza e varietà di sensori, COSMO-SkyMed porta precisione e memoria.

Cosa c’entra con i Castelli Romani

Genzano sta sul bordo di un cratere. I versanti verso il lago di Nemi e verso la valle sono pendii, e i pendii si muovono. Lentamente quasi sempre, in fretta qualche volta, di solito dopo piogge intense.

Il rischio idrogeologico è uno dei rischi principali del nostro territorio. Le stesse tecniche usate a Niscemi — interferometria radar da satellite, confronto con serie storiche — sorvegliano i versanti in tutta Italia. Anche i nostri.

Non è una tecnologia che il Gruppo comunale usa direttamente. È il livello sopra di noi: quello che permette a chi pianifica di sapere dove guardare, prima che serva mandare qualcuno a guardare di persona.

Nel frattempo, cosa fai tu

I satelliti misurano i versanti. Le crepe in casa le vedi solo tu.

  • Segnala crepe nuove nei muri, terreno che si abbassa, muretti che si inclinano, alberi improvvisamente storti.
  • Non trascurare le acque: una perdita o uno scolo mal fatto su un pendio è un innesco.
  • Chiama il 112 se il pericolo per le persone è concreto e immediato.
  • Chiama il 803 555 per una segnalazione non urgente alla Sala Operativa della Protezione Civile del Lazio.

Per approfondire

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