Con la ripresa delle attività scolastiche, molte scuole del territorio effettuano, nei primi giorni o entro ottobre, la prima prova di evacuazione dell’anno. Non è una formalità: è un momento fondamentale per la sicurezza di bambini, ragazzi e personale. Ecco cosa devono sapere alunni, insegnanti e famiglie.

Perché si fa

La prova di evacuazione è prevista dal D.Lgs. 81/2008 e dal DM 26 agosto 1992 (antincendio scolastico). Serve a:

  • verificare che il Piano di Emergenza funzioni in pratica;
  • misurare i tempi reali di evacuazione;
  • verificare che le uscite di sicurezza siano accessibili e segnalate;
  • addestrare bambini e personale alla sequenza dei gesti;
  • individuare criticità (porte bloccate, corridoi ingombri, segnaletica mancante).

Come funziona una prova

  1. Parte il segnale di allarme (campanella prolungata, sirena, annuncio vocale, secondo il Piano della scuola);
  2. l’insegnante interrompe la lezione, fa uscire i bambini in ordine (prima gli alunni “apri-fila”, poi gli altri, poi l’insegnante “chiudi-fila”);
  3. si esce in silenzio, senza correre, seguendo le frecce;
  4. si raggiunge il punto di raccolta esterno assegnato alla classe;
  5. l’insegnante fa l’appello e verifica la presenza di tutti;
  6. si attende il cessato allarme prima di rientrare.

Tempi attesi: evacuazione in meno di 5 minuti per edifici standard.

I ruoli chiave

In ogni scuola, il Piano di Emergenza individua ruoli precisi:

  • il coordinatore dell’emergenza (spesso il dirigente scolastico);
  • gli addetti antincendio e di primo soccorso;
  • gli addetti al disinserimento elettrico e al blocco gas;
  • i responsabili dei piani e dei settori;
  • l’apri-fila e il chiudi-fila per ogni classe.

Tutti sono formati e conoscono il loro compito.

Cosa devono sapere i bambini

Con parole semplici, in classe:

  • quando suona l’allarme, si ascolta la maestra;
  • si lascia tutto sul banco (zaini, giacche);
  • ci si mette in fila come per andare in bagno;
  • si esce senza correre e senza spingere;
  • si arriva al punto di raccolta;
  • si aspetta insieme fino al cessato allarme.

Cosa devono sapere i genitori

  • non chiamare al telefono la scuola durante una prova o un’emergenza: si intasa la linea;
  • aggiornare i recapiti forniti in segreteria;
  • sapere dove è il punto di raccolta esterno della scuola dei propri figli;
  • in caso di emergenza reale, attendere istruzioni della scuola o delle autorità, non presentarsi in massa davanti all’edificio.

Quando è esercitazione, quando è emergenza

Le prove sono annunciate al personale e in genere ai bambini. Un’emergenza reale viene comunicata con chiarezza dal personale scolastico e, se del caso, dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile. Il 112 resta il numero per le emergenze.

Il ruolo della Protezione Civile

Il Gruppo Comunale Volontari di PC di Genzano di Roma collabora con le scuole che ne fanno richiesta:

  • supporta prove di evacuazione particolarmente complesse;
  • tiene lezioni nelle classi sui rischi del territorio;
  • partecipa a giornate della sicurezza o campagne come “Io non rischio a scuola”.

Per approfondire

In emergenza: 112.