Due giornate, quattro attivazioni, due mezzi impegnati a rotazione: quattro volontari martedì, sei mercoledì. Tra martedì 8 e mercoledì 9 settembre 2026 il Gruppo Comunale è uscito quattro volte per incendi di vegetazione. Tre volte su richiesta della Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Lazio, una su attivazione del coordinatore del Gruppo. L’ultima chiamata era a Genzano.

Martedì sera: la Falcognana

La prima chiamata arriva martedì 8 settembre, verso le 19 e un quarto. Brucia la vegetazione nella zona di via della Falcognana, tra la periferia sud di Roma e i Castelli. Escono il Mercedes Atego, il polivalente con impianto antincendio da 6.000 litri, e il Land Rover Defender 130 con il modulo da 600 litri. Quattro volontari, poco più di un’ora di lavoro, rientro dopo le 20 e mezza.

Mercoledì: tre incendi in fila

Mercoledì 9 settembre la sequenza comincia nel primo pomeriggio e non si ferma fino a sera.

Via delle Noci, Albano Laziale. La prima uscita dura poco più di mezz’ora. Sul posto, l’origine risulta riconducibile a sfalci e potature lasciati bruciare in un terreno: il fuoco è sfuggito al controllo ed è stato necessario l’intervento dei mezzi antincendio. È la scena che si ripete ogni estate.

Di nuovo la Falcognana. Appena chiusa la prima uscita, quasi senza pausa, la squadra si sposta sul secondo incendio della giornata: un canneto e sterpaglie, con il fuoco alimentato dal vento che corre lungo un fosso. Qui lavorano anche i Vigili del Fuoco. Poco più di due ore, con l’Atego a fare acqua.

Zona industriale di Genzano. Verso le sei e mezza di sera, mentre la squadra sta rientrando, il coordinatore segnala un incendio di sterpaglie nella zona industriale, in località Villa Antonini. Il fuoco era stato acceso in una proprietà privata. Esce il Defender con il modulo; sul posto anche la Polizia Locale. Un’ora di lavoro, chiusura verso le 19 e mezza.

Con queste quattro attivazioni gli interventi registrati dal 4 aprile salgono a 146: quasi 473 ore di lavoro e 8.739 chilometri. I numeri sono aggregati e anonimi e si consultano nella pagina Open Data.

Bruciare gli sfalci non è “un fuocherello”

Due dei quattro incendi di questi giorni partono da fuochi accesi in terreni privati. Fino al 15 ottobre resta in vigore lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi: a Genzano lo dichiara l’ordinanza del Sindaco n. 14, in linea con il Piano regionale antincendio. In queste settimane bruciare residui vegetali è vietato: con l’erba secca e un filo di vento, una fiamma “controllata” diventa un incendio in pochi secondi. La regola vale per chiunque, in ogni terreno: chi appicca un fuoco, anche solo per bruciare sfalci, può essere chiamato a risponderne.

Cosa puoi fare tu

  • Chiama il 112 appena vedi fumo o fiamme: non aspettare di capire se è un fuoco “voluto”.
  • Non bruciare sfalci, potature o rifiuti all’aperto: portali all’isola ecologica. Anche fuori dal periodo di massima pericolosità, prima di bruciare residui vegetali chiedi al Comune: ci sono regole locali da rispettare e spesso serve un’autorizzazione.
  • Tieni pulito il terreno intorno a casa e ai capanni: erba tagliata, ramaglie via, legna lontana dai muri.
  • Non avvicinarti a un incendio per guardare o per filmare: intralci i mezzi e respiri fumo.
  • Se il fuoco minaccia casa tua e puoi allontanarti in sicurezza, fallo subito, nella direzione opposta al fumo e alle fiamme.
  • Se non puoi allontanarti, resta in casa: chiudi porte, finestre, persiane e prese d’aria, spegni il gas e segui le indicazioni dei soccorritori.

Per approfondire

Sul nostro sito:

Fonti istituzionali: