La Protezione Civile non è solo un apparato pubblico. È anche ciò che ogni famiglia fa a casa propria per essere preparata a un’emergenza. Lo strumento principe, semplice e sottovalutato, è il Piano di Emergenza Familiare: un foglio scritto insieme una volta, che può fare la differenza in momenti critici.
Cosa è
Un Piano di Emergenza Familiare è un documento domestico che elenca:
- cosa fare in caso di terremoto, incendio, alluvione, black-out;
- chi chiamare e in che ordine;
- dove incontrarsi se ci si perde;
- cosa portare (kit di emergenza);
- informazioni mediche di ciascun familiare;
- copie digitali di documenti chiave.
Non è un fascicolo tecnico. È un foglio condiviso da tutti in famiglia, anche dai bambini.
Come si scrive
1. Scenari di rischio
In base al territorio:
- Genzano e Castelli Romani: rischio idrogeologico, sismico, AIB, temporali forti, incidenti domestici;
- Lazio: aggiungi rischio meteo estremo, possibile emergenza idrica.
Per ogni scenario, indica in 3-4 righe cosa fare.
2. Contatti di emergenza
- il 112 sempre in testa;
- medico di famiglia;
- pediatra (se ci sono bambini);
- veterinario (se ci sono animali);
- vicini di casa di fiducia;
- un parente lontano come “punto di contatto” (spesso le linee locali si intasano, quelle a lunga distanza funzionano).
3. Punti di ritrovo
Due punti:
- vicino a casa (se si deve uscire: es. un negozio, un parco, un incrocio noto);
- fuori dall’area (se non si può tornare: es. casa di un familiare).
4. Kit di emergenza
Riferimento: vedi articolo dedicato su kit 72 ore. Indica dove è conservato e chi lo porta.
5. Informazioni mediche
Per ciascun familiare:
- gruppo sanguigno;
- allergie;
- patologie croniche;
- farmaci in uso;
- medico di riferimento.
6. Documenti
Dove sono conservati:
- carte d’identità, passaporti, tessere sanitarie;
- libretto dell’immobile, patenti;
- documenti assicurativi;
- copie digitali su cloud o chiavetta USB.
7. Animali
Per cani, gatti, altri animali:
- libretto vaccini;
- cibo per 72 ore;
- trasportino;
- amico/veterinario di riferimento.
Regole per renderlo davvero utile
- scrivere a mano o stampare e tenere in un luogo visibile (frigorifero, ingresso);
- condividerlo con tutti i familiari: anche i bambini devono sapere che esiste;
- farne una copia digitale su cloud accessibile da più dispositivi;
- esercitarlo almeno una volta l’anno (simulazione di evacuazione domestica, prova del kit);
- aggiornarlo ogni volta che cambia qualcosa (nascita, trasloco, nuovi farmaci, cambio lavoro).
Adattarsi alle esigenze
Famiglie con bambini
- il Piano deve essere spiegabile: parole semplici, disegni se serve;
- giochi di ruolo aiutano i bambini a memorizzare;
- il kit dedicato al bambino (coperta, peluche, libro) riduce stress.
Persone con disabilità o malattie croniche
- piani personalizzati: percorsi accessibili, farmaci essenziali sempre a portata, contatto con servizi specializzati;
- segnalazione ai servizi sociali comunali, utile in emergenza.
Anziani soli
- rete di vicinato: almeno due contatti vicini che conoscono il piano;
- copia a un familiare lontano;
- telesoccorso attivato, se disponibile.
Ospiti e badanti
Il Piano include i non familiari presenti stabilmente in casa (badanti, studenti ospiti). Devono sapere cosa fare.
Un esercizio annuale
Una volta l’anno, la famiglia può dedicare un’ora:
- rileggere il Piano insieme;
- aggiornarlo;
- verificare il kit e le batterie;
- provare un piccolo scenario (uscire di casa al buio, trovare il kit, riunirsi al punto di ritrovo).
Un’ora che vale anni di tranquillità in più.
Per approfondire
In emergenza: 112.




