Lunedì 12 ottobre 2026, poco dopo le 22, è stato segnalato un incendio in via di Pozzi Bonelli, nella zona di Montecagnoletto. La squadra del Gruppo è intervenuta e ha lavorato fino a dopo l’una di notte.

Che cosa bruciava

In un terreno privato bruciavano sterpaglie e sfalci: erba secca, rami e canne accumulati, ai margini di un canneto.

Di notte, oltre una recinzione a rete con paletti di cemento, fiamme alte e fumo arancione fra alberi e sterpi; sullo sfondo le case illuminate di un centro abitato; in primo piano erba e alberi in luce blu e due sagome scure.
Le fiamme viste da fuori dalla recinzione, con le case illuminate sullo sfondo. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.

Come è andato l’intervento

Il terreno era recintato e privato. La squadra ha chiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia di Stato: con il loro arrivo è stato possibile accedere all’area.

Il Gruppo era arrivato con il Land Rover Defender 130, pickup 4x4 con modulo antincendio da 600 litri. Sul posto i Vigili del Fuoco hanno chiesto di sostituirlo con il Mercedes Atego, il mezzo polivalente con impianto antincendio da 6.000 litri. Lo stesso personale ha cambiato mezzo e ha proseguito il lavoro.

Di notte un vigile del fuoco e un volontario in divisa rossa e blu, di spalle, dirigono una lancia verso una nube di fumo bianco e arancione; a destra un mezzo antincendio con il vano posteriore aperto e una persona che maneggia la manichetta.
Vigili del Fuoco e volontari al lavoro sul fronte del fumo, con il Mercedes Atego del Gruppo. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.

Il compito del Gruppo è stato il raffreddamento dell’area bruciata. Terminate queste operazioni, con l’autorizzazione dei Vigili del Fuoco, la squadra ha comunicato alla Sala Operativa la fine dell’intervento per la parte di sua competenza. Il rientro in sede è avvenuto poco dopo l’una di notte.

Fiamme e scintille escono da un ceppo bruciato e da un groviglio di materiale carbonizzato ai piedi di un canneto verde.
Un focolaio rimasto acceso ai margini del canneto. Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.

Perché sterpaglie e sfalci bruciano così a lungo

Un cumulo di sfalci, rami e canne è compatto e trattiene il calore. La fiamma visibile si spegne in fretta, ma sotto la superficie le braci continuano a covare e possono riaccendersi anche dopo ore. Per questo si bagna a lungo e si controlla tutto il cumulo, punto per punto.

Un cumulo che cova fa molto fumo, irritante per gli occhi e per le vie respiratorie. Per questo vicino al cumulo si lavora con la mascherina.

Con questa uscita salgono a 206 gli interventi registrati dal 4 aprile, data di adozione del registro operativo digitale: oltre 600 ore e più di 10.300 chilometri. I numeri sono aggregati e anonimi e si consultano nella pagina Open Data.

Il seguito: denuncia per il proprietario del terreno

Secondo le cronache locali, nel pomeriggio successivo all’intervento sono proseguiti sul posto i rilievi del commissariato di zona, con il supporto della Squadra Scientifica dei Castelli Romani Sud. Sul terreno sono state trovate anche alcune buche, che secondo gli agenti servivano a interrare e bruciare il materiale vegetale. Il proprietario del terreno, un uomo di 55 anni residente in zona, è stato denunciato a piede libero per combustione non autorizzata di rifiuti e inquinamento ambientale: è una denuncia, non una condanna, e la responsabilità andrà accertata dall’autorità giudiziaria.

Cosa impariamo

  • Un cumulo di sfalci è combustibile che cova a lungo. In via di Pozzi Bonelli bruciavano erba secca, rami e canne accumulati ai margini di un canneto: la fiamma si è spenta in fretta, le braci sotto la superficie hanno richiesto ore di raffreddamento. Un accumulo di sterpaglie vicino a case, recinzioni e canneti va tolto prima dell’estate: Rischio incendio.
  • Sul posto il Gruppo segue le indicazioni dei Vigili del Fuoco. Con l’arrivo dei Vigili del Fuoco e della Polizia di Stato la squadra ha potuto entrare nel terreno recintato. I Vigili del Fuoco hanno chiesto di cambiare mezzo e hanno autorizzato la chiusura dell’intervento del Gruppo. La pagina sul Servizio Nazionale della Protezione Civile spiega chi interviene in un’emergenza.

Cosa puoi fare tu

  • Chiama il 112 appena vedi fumo o fiamme. È l’unico numero: la centrale smista l’intervento a Vigili del Fuoco e squadre antincendio.
  • Dai riferimenti precisi: la strada, un edificio o un punto riconoscibile, la direzione del fumo.
  • Non lasciare accumuli di sfalci e sterpaglie vicino a case, recinzioni e canneti: diventano combustibile.
  • Non bruciare sterpaglie e residui vegetali senza rispettare le regole del tuo Comune e i divieti del periodo: basta poco perché il fuoco sfugga di mano.
  • Stai lontano dal fumo e, se arriva verso casa, chiudi le finestre.
  • Non entrare nelle aree bruciate: sotto la cenere restano braci e materiali ancora caldi.

Per approfondire

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Fonti istituzionali:

Le cronache locali: