Undici anni fa, fra il 14 e il 15 ottobre 2015, forti piogge colpirono il Sannio, in provincia di Benevento. Il fiume Calore e diversi affluenti minori uscirono dagli argini. A Benevento l’acqua sommerse parte della città, soprattutto l’area industriale di Ponte Valentino. Ricordiamo quei giorni e le persone che persero la vita. Sono anche un caso utile per capire che cosa vuol dire un’allerta arancione.

Che cosa successe

Il Calore esondò a Benevento e sommerse parte della città. Nei giorni seguenti le scuole restarono chiuse e la linea ferroviaria fra Benevento e Caserta fu sospesa.

I danni non riguardarono solo il capoluogo. Furono colpiti anche Pago Veiano, Circello, Vitulano, Sant’Agata de’ Goti, Pietrelcina e diversi comuni della Valle Telesina. A Sant’Agata de’ Goti l’acqua del rubinetto non era potabile.

Le fonti non concordano sul numero delle vittime. Il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento ne indica due. Le cronache dell’epoca ne contano tre, compreso un operaio caduto da un traliccio elettrico mentre lo riparava. Una breve relazione tecnica sull’evento è pubblicata dalla Società Geologica Italiana (riferimento in fondo).

Gli atti dell’emergenza

Il 6 novembre 2015 il Consiglio dei ministri dichiarò lo stato di emergenza per gli eventi meteorologici che avevano colpito la Campania dal 14 al 20 ottobre, per 180 giorni. Il 17 novembre il Dipartimento della Protezione Civile emanò l’ordinanza n. 298, sui primi interventi urgenti per i danni degli eventi meteorologici in Campania (Gazzetta Ufficiale n. 277 del 27 novembre 2015). Lo stato di emergenza fu poi prorogato fino al 31 ottobre 2016.

Un’allerta arancione non è un’allerta “minore”

Per quei giorni il sistema di allertamento aveva emesso un’allerta arancione, e dopo l’alluvione, secondo le cronache dell’epoca, si discusse di come quel messaggio fosse stato compreso. Il punto riguarda anche noi.

L’allerta arancione corrisponde a una criticità moderata: indica fenomeni diffusi e potenzialmente pericolosi. Non è un livello da sottovalutare perché non è rosso. È il momento di informarsi, limitare gli spostamenti allo stretto necessario, mettere in sicurezza i beni nei locali interrati e seguire le indicazioni delle autorità.

Il 10 febbraio 2016 il Dipartimento ha emanato indicazioni operative per rendere uniformi in tutta Italia i messaggi di allerta. Che cosa significa ogni colore per chi vive a Genzano è spiegato nella pagina Allerta meteo: cosa significa a Genzano.

Cosa impariamo

  • Il colore dell’allerta va letto per quello che dice. Gialla, arancione e rossa indicano criticità ordinaria, moderata ed elevata. Le spiegazioni sono nella pagina sulle allerte meteo.
  • Quando un fiume esce dagli argini, l’acqua arriva dove la gente vive e lavora. Le regole su locali interrati e sottopassi sono nella pagina sul rischio idrogeologico.
  • Quando l’acqua del rubinetto non è potabile, serve una scorta in casa. A Sant’Agata de’ Goti è successo. La scorta si prepara prima, insieme a un piano di famiglia: lo spiegano il kit di emergenza e il piano familiare.

Cosa puoi fare tu

  • Quando c’è un’allerta, leggi il bollettino del Centro Funzionale Regionale e segui le indicazioni del Comune.
  • Con allerta arancione o rossa non scendere in cantine e garage interrati, ed evita i sottopassi.
  • Non attraversare strade allagate, a piedi o in auto: bastano pochi centimetri d’acqua in movimento per perdere l’equilibrio.
  • Se ti trovi in pericolo, chiama il 112.

Per approfondire

Sul nostro sito

Fonti istituzionali e scientifiche

Le cronache dell’epoca