Il 15 ottobre si è chiusa la campagna antincendio boschivo 2026, che nel Lazio era cominciata il 15 giugno. In questi quattro mesi il Gruppo Comunale è uscito 86 volte per incendi, in 55 giornate diverse. Abbiamo chiesto al coordinatore del Gruppo, Dario Iacoangeli, di raccontare com’è andata. Le sue parole accompagnano i numeri del registro interventi, aggiornato al 12 ottobre. I dati di tutti gli interventi del Gruppo, in forma aggregata e anonima, sono negli open data del sito.

Il bilancio a Genzano

Sul territorio di Genzano, dice il coordinatore, gli incendi sono stati pochissimi:

«Tutti hanno interessato meno di un ettaro di terreno. Non sono state colpite aree boschive, ma solo terreni incolti, bordi delle strade e sterpaglie. Dal punto di vista del territorio di Genzano, il bilancio è molto positivo.»

Per le squadre, però, la stagione è stata lunga, e gli incendi, ricorda Dario, non hanno aspettato la campagna. La prima uscita per un incendio è stata il 20 aprile, per un casolare a Cecchina, nel comune di Albano Laziale. Prima del 15 giugno il registro conta già 7 uscite per incendi, che si aggiungono alle 86 della campagna. Quest’anno, aggiunge il coordinatore, il ritmo degli interventi è stato piuttosto serrato. L’ultima uscita per incendi è stata la sera del 12 ottobre, per sterpaglie e sfalci in fiamme in via di Pozzi Bonelli. Il lavoro è proseguito fino a notte.

I numeri della stagione

Dal 15 giugno al 12 ottobre il registro conta:

  • 86 interventi per incendi: 83 registrati come incendi di sterpaglie, più un incendio boschivo, uno di rifiuti e uno in una proprietà privata.
  • 55 giornate con almeno un’uscita.
  • 26 volontari impegnati almeno una volta.
  • 237 ore di intervento. Sommando il tempo di ogni volontario presente si arriva a circa 1.160 ore di servizio.
  • 5.660 chilometri percorsi dai mezzi.

In media un intervento è durato poco meno di tre ore. Ventidue sono durati quattro ore o più. Il più lungo è stato l’incendio sul Monte Tuscolo dell'11 agosto: circa nove ore di lavoro, fino a notte fonda.

Queste ore contano solo il tempo degli interventi. Restano fuori i turni coperti durante la campagna e il lavoro in sede per preparare e sistemare i mezzi.

Tutti questi numeri, come i grafici di questa pagina, riguardano i giorni della campagna. Non comprendono le 7 uscite per incendi registrate prima del 15 giugno. Contando anche quelle, il registro conta 93 uscite per incendi dal 4 aprile, giorno in cui è entrato in uso, al 12 ottobre.

Mese per mese

Interventi per incendi mese per mese
  • Giugno (dal 15) 7 interventi
  • Luglio 21 interventi
  • Agosto 37 interventi
  • Settembre 20 interventi
  • Ottobre (fino al 12) 1 intervento

Fonte: Registro interventi del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma, dati aggregati e anonimi, aggiornati al 12 ottobre 2026. Le ore di servizio sommano il tempo di ogni volontario presente.

Agosto è stato il mese più pesante, come avevamo raccontato nel bilancio di agosto. Domenica 16 agosto le squadre sono uscite cinque volte in un giorno. Settembre però non è stato tranquillo: venti interventi, con quattro uscite nel solo 1° settembre. Dopo il 22 settembre non ci sono state uscite per incendi fino al 12 ottobre.

Il calendario mostra la stagione giorno per giorno. Le settimane più fitte sono quella di Ferragosto, con 14 interventi, e quella a cavallo fra agosto e settembre, con 16.

La campagna giorno per giorno, dal 15 giugno al 12 ottobre

86 interventi in 55 giornate su 120. Ogni casella è un giorno, dal lunedì alla domenica dall'alto in basso: più è scura, più interventi ci sono stati.

Tabella dei giorni con interventi
La campagna giorno per giorno, dal 15 giugno al 12 ottobre: giorni con almeno un intervento
GiornoInterventiOre di intervento
sabato 20 giugno10,9
domenica 21 giugno24
mercoledì 24 giugno12,1
giovedì 25 giugno11,6
venerdì 26 giugno12,2
domenica 28 giugno12,6
mercoledì 1 luglio14,6
domenica 5 luglio13,8
venerdì 10 luglio10,6
lunedì 13 luglio16,7
mercoledì 15 luglio24,2
venerdì 17 luglio12,3
sabato 18 luglio210,1
domenica 19 luglio23,4
martedì 21 luglio14,3
mercoledì 22 luglio13,4
sabato 25 luglio10,9
domenica 26 luglio22,2
lunedì 27 luglio313,5
mercoledì 29 luglio15,1
giovedì 30 luglio13,9
sabato 1 agosto17,8
domenica 2 agosto14,1
lunedì 3 agosto13,3
giovedì 6 agosto14,5
domenica 9 agosto16
lunedì 10 agosto12,1
martedì 11 agosto19
mercoledì 12 agosto36,7
venerdì 14 agosto34
sabato 15 agosto12,7
domenica 16 agosto59,6
lunedì 17 agosto14,2
martedì 18 agosto11
mercoledì 19 agosto27,7
giovedì 20 agosto25,6
domenica 23 agosto11,3
lunedì 24 agosto10,8
martedì 25 agosto11,1
giovedì 27 agosto26,2
venerdì 28 agosto25,6
sabato 29 agosto15,8
domenica 30 agosto11,6
lunedì 31 agosto38,9
martedì 1 settembre45,2
mercoledì 2 settembre36,2
giovedì 3 settembre36,8
venerdì 4 settembre28
domenica 6 settembre11,3
lunedì 7 settembre14,1
martedì 8 settembre11,4
mercoledì 9 settembre33,9
domenica 20 settembre10,5
martedì 22 settembre14,2
lunedì 12 ottobre13,4

Fonte: Registro interventi del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma, dati aggregati e anonimi, aggiornati al 12 ottobre 2026.

A che ora partivano le squadre

Interventi per ora di inizio
  • Prima delle 12 10 interventi
  • 12–14 13 interventi
  • 14–16 26 interventi
  • 16–18 21 interventi
  • 18–20 13 interventi
  • Dopo le 20 3 interventi

Fonte: Registro interventi del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma, dati aggregati e anonimi, aggiornati al 12 ottobre 2026.

Il picco è nel primo pomeriggio, fra le 14 e le 16: 26 interventi. Fra mezzogiorno e le 20 ne sono partiti 73 su 86.

Dove siamo intervenuti

Le squadre hanno lavorato in 16 comuni. Oltre a Genzano di Roma: Albano Laziale, Ariccia, Lanuvio, Nemi, Velletri, Lariano, Rocca di Papa, Grottaferrata, Marino, Roma, Pomezia, Ardea, Aprilia, Nettuno e Latina. Fuori dal nostro territorio sono tornate spesso alla Falcognana, a Pomezia e nell’area pontina. Il coordinatore lo conferma:

«Siamo stati attivati per la maggior parte nella zona sud della regione: soprattutto in provincia di Latina, ad Aprilia e a Velletri.»

La gran parte delle uscite, 72 su 86, è partita su attivazione della SOUP. È la Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Lazio, che coordina le squadre sul territorio regionale. Sul posto il Gruppo ha lavorato con i Vigili del Fuoco. A seconda dei casi c’erano anche altri gruppi di volontariato, la Polizia Locale e i Carabinieri.

A metà agosto una squadra del Gruppo ha anche prestato servizio al campo base del gemellaggio antincendio di Fondi. Lì ha dato supporto ai volontari impegnati nel sud pontino.

Gli interventi più difficili: il Tuscolo

Per Dario gli interventi più complessi, anche sul piano tecnico, sono stati i due incendi del Tuscolo, ad agosto, in particolare quello dell'11 agosto:

«Ci ha visto fronteggiare proprio la parte di incendio all’interno del bosco. Successivamente, tutta una fascia di prato a pascolo, a mano: senza l’ausilio dell’acqua, dei mezzi che portavano l’acqua e dei mezzi aerei.»

Senza acqua si lavora con gli attrezzi manuali. Flabelli e pale servono a soffocare le fiamme, rastri e zappe a togliere al fuoco l’erba e i rami secchi.

Secondo il coordinatore sono stati anche gli incendi che hanno colpito di più i Castelli Romani. Il fuoco, ricorda, ha interessato il parco archeologico del Tuscolo, una zona delicata per la fauna e la vegetazione. Le squadre sono riuscite a fermarlo sul fronte del bosco:

«Siamo molto contenti del nostro operato: siamo riusciti a limitare i danni boschivi veri e propri.»

Volontari e squadre

Iacoangeli racconta così l’impegno dei volontari:

«Sono stati impiegati di media dai due ai dieci operatori al giorno, tutti operatori qualificati. Abbiamo messo a disposizione dalla singola squadra fino a un massimo di sei squadre, mi sembra, compresa la squadra di supporto all’elicottero.»

Della squadra di supporto agli elicotteri Dario ricorda in particolare due scenari: uno nel comune di Roma e uno a Velletri, in zona Cinque Archi. Lì, il 31 agosto, gli elicotteri della Regione hanno caricato l’acqua dalla vasca mobile da 8.000 litri. È una piscina smontabile, riempita dall’autobotte Mercedes Actros da 14.000 litri, da cui gli elicotteri si riforniscono senza allontanarsi dal fronte.

I mezzi più usati

Il mezzo più impiegato è stato il Mercedes Atego: è uscito in 61 interventi. Ha un impianto antincendio da 6.000 litri e porta una squadra di sei volontari. Lo segue il Land Rover Defender 130, con modulo da 600 litri e cinque posti: 43 interventi. Poi il pickup EVO Cross 4 (12) e il Fiat Doblò (11). L’autobotte Mercedes Actros da 14.000 litri è servita in 10 interventi.

In quanti interventi è uscito ciascun mezzo
  • Mercedes Atego (6.000 l) 61 interventi
  • Land Rover Defender 130 (modulo 600 l) 43 interventi
  • EVO Cross 4 Pickup 12 interventi
  • Fiat Doblò 11 interventi
  • Mercedes Actros (14.000 l) 10 interventi

Fonte: Registro interventi del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma, dati aggregati e anonimi, aggiornati al 12 ottobre 2026. In un intervento possono uscire più mezzi insieme.

Alla domanda sui mezzi più usati, però, il coordinatore allarga lo sguardo:

«In realtà un po’ tutti i mezzi, perché ci sono tutti gli altri mezzi di supporto che hanno permesso la logistica dell’incendio: l’approvvigionamento di acqua, il ricambio di personale sugli scenari più lunghi. Tutti i mezzi in nostra dotazione sono stati impiegati.»

Il cambio del personale, per esempio, è servito sul Tuscolo e nella pineta della Campana, a Nettuno.

La difficoltà più grande: la formazione

Per Dario la difficoltà più grande si trascina da tempo:

«È la preparazione tecnica, anche la nostra: partiamo prima da un’autocritica.»

Secondo lui la formazione di base prevista dalla Regione Lazio non basta, da sola, per affrontare campagne e incendi come questi. Chi ha appena finito il corso, spiega, non ha ancora le competenze forestali, logistiche e tecniche che servono.

Poi aggiunge:

«Il nostro punto di forza è che per fortuna abbiamo generazioni di operatori formati con altri metodi e con altri corsi, che ci permettono di alzare il livello tecnico e operativo.»

Il problema torna nel lavoro con altri gruppi. Secondo il coordinatore, nelle associazioni nate da poco i volontari hanno spesso solo una formazione di base.

Per rispondere a questa esigenza, anticipa Iacoangeli, il Gruppo sta scrivendo un progetto di formazione di alta specializzazione per gli incendi boschivi. Lo prepara insieme alla Regione Lazio e al Coordinamento FE.PI.VOL. Sarà presentato nelle sedi opportune, quando sarà approvato e pienamente operativo.

Anche con i Vigili del Fuoco, racconta Dario, la collaborazione è stata a volte difficile, e il nodo è ancora la formazione. Nel 2017 il Corpo forestale dello Stato è confluito nei Carabinieri. La parte operativa dell’antincendio boschivo è passata ai Vigili del Fuoco, come abbiamo raccontato nell’articolo sul Corpo forestale dei Carabinieri. Con la fine del Corpo forestale dello Stato, secondo il coordinatore, è venuto meno un punto di riferimento comune per professionisti e volontari.

Tutte le chiamate, tutti i turni

Sul lavoro del Gruppo Dario non ha dubbi:

«Genzano ha risposto in maniera professionale a tutti gli scenari. Di questo sono molto orgoglioso. Un’altra cosa mi riempie d’orgoglio: siamo riusciti a coprire il 100% delle chiamate e il 100% dei turni, grazie soprattutto alla presenza e all’impegno dei volontari.»

Roghi di potatura: serve collaborazione

C’è anche un aspetto meno piacevole, racconta Iacoangeli. Più volte le squadre sono uscite per una colonna di fumo segnalata e hanno trovato un rogo di potatura. Qualcuno stava bruciando sfalci e residui vegetali. In quei casi i volontari hanno chiesto di spegnere il fuoco, e a volte sono stati trattati male.

Per questo il coordinatore fa un appello:

«Vorrei sensibilizzare la popolazione a collaborare con noi. Non siamo nemici dei contadini, non siamo nemici delle persone che hanno necessità di bruciare gli sfalci. Esistono momenti, tecniche e metodologie per fare queste cose. Se non vengono rispettati, purtroppo dobbiamo invitare la persona a spegnere. Quello che chiedo è collaborazione.»

Fino al 15 ottobre l’ordinanza del Sindaco vietava di accendere fuochi nelle aree a rischio di incendio boschivo e in quelle vicine. Gli abbruciamenti erano ammessi solo con l’autorizzazione dei Carabinieri Forestali, e mai con il vento o fra le 10 e le 18.

I ringraziamenti

Il coordinatore chiude con un grazie ai volontari del Gruppo, alla Sala operativa regionale e a tutti i funzionari della Regione Lazio. Tutti, dice, hanno contribuito alla buona riuscita di un’altra campagna antincendio. Il Gruppo si unisce al ringraziamento e lo estende alle famiglie dei volontari.

Cosa impariamo

  • Il fuoco segue le ore più calde. Più di otto interventi su dieci sono partiti fra mezzogiorno e le 20. Con temperature alte ed erba secca il fuoco si propaga più in fretta: le regole di prevenzione sono nella pagina sul rischio incendi boschivi.
  • La stagione degli incendi è più lunga della campagna. Le uscite per incendi sono cominciate ad aprile, quasi due mesi prima della campagna. A settembre gli interventi per incendi sono stati ancora venti. Il rischio dura finché il terreno resta secco: per questo conviene pulire i terreni già in primavera. Quest’anno a Genzano lo stato di grave pericolosità è durato fino al 15 ottobre.
  • Un rogo fuori dalle regole fa partire le squadre. Da lontano il fumo di un rogo di potatura non si distingue da quello di un incendio, e chi lo vede fa bene a segnalarlo. Chi brucia senza rispettare le regole fa uscire una squadra per un fuoco che non doveva esserci: prima di accendere, informati in Comune.
  • Chiamare subito conta. La gran parte delle uscite è partita su attivazione della Sala operativa regionale, quando arriva una segnalazione. Più presto arriva la chiamata al 112, prima partono le squadre: trovi il numero nella pagina dei numeri utili.

Cosa puoi fare tu

  • Se vedi del fumo o delle fiamme, chiama subito il 112. Indica dove ti trovi e che cosa sta bruciando.
  • Prima di bruciare sfalci o potature, informati sulle regole e sulle autorizzazioni necessarie.
  • Se una squadra di volontari ti chiede di spegnere un fuoco, collabora: serve a evitare che diventi un incendio.
  • Tieni pulito da erba secca e rami il terreno attorno a casa.
  • Se vuoi dare una mano, scopri come diventare volontario.

Il Gruppo Comunale non può essere attivato direttamente dai cittadini: in emergenza si chiama sempre il 112.

Per approfondire

Sul nostro sito

Fonti istituzionali